Il 41 bis non si tocca

in Cronaca

Una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani condanna l’Italia per aver prorogato il regime di carcere duro a Bernardo Provenzano, ex boss di cosa nostra.
Il Ministro di Giustizia Bonafede afferma che il 41 bis non è in discussione. 

Ieri una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha condannato l’Italia per aver prorogato il regime di carcere duro a Bernardo Provenzano, negli ultimi anni della sua vita.

Tale notizia, non poteva certo passare senza provocare reazioni energiche, specie in un momento di relazioni non proprio idilliache tra il nostro Paese e l’Unione Europea. La decisione della Corte di Strasburgo ha infatti, sollevato veementi reazioni da parte del Governo.

L’ex boss di cosa nostra, dopo essere sfuggito alla giustizia per oltre 20 anni, ha finito i suoi giorni in carcere, sottoposto al regime di detenzione dura, previsto per i mafiosi. Era stato condannato a scontare diversi ergastoli.

La Corte Europea non sa di che parla

Luigi Di Maio

Secondo la Corte Europea, l’Italia avrebbe violato i suoi diritti umani, specificatamente per quanto riguarda l’articolo 3, relativo a tortura e pene inumane e degradanti. La sentenza non ha riscontrato violazioni durante la detenzione del boss, ma punisce la decisione di confermare il regime di carcere duro, nel marzo del 2016. I legali di Provenzano, avevano chiesto che fossero infatti rivedute le misure restrittive previste per l’ex boss, ormai malato e debilitato. Qualche mese dopo, nel luglio, “U’ tratturi” morì e lo stesso giorno i famigliari si appellarono alla Corte di Strasburgo. Ieri è arrivata la sentenza che dà loro ragione, dopo il parere negativo espresso da diversi tribunali italiani e dopo che tale decisione è stata rinnovata dai vari Ministri di grazie e Giustizia che si sono susseguiti.

L’attuale guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha preso atto della sentenza ed ha affermato di rispettarla ma che <<il 41 bis non si tocca>>. Dello stesso avviso anche il vice premier Di Maio, che commentando la decisione della Corte Europea ha affermato: <<non sa di che parla. I comportamenti inumani erano quelli di Provenzano. Con la mafia nessuna pietà>>. Ancor più vigorosa la reazione della controparte leghista, Matteo Salvini, che ne ha approfittato per scagliarsi ancora una volta contro un apparato europeo: <<è la dimostrazione dell’inutilità di questo ennesimo baraccone europeo. Per l’Italia decidono gli italiani, non altri>>.

La dimostrazione dell’inutilità di questo ennesimo baraccone europeo

Matteo Salvini

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