Un negozio di souvenir a Predappio

Il Duce è ancora un marchio di successo

in Cronaca

In duemila sfilano in corteo a Predappio, nell’anniversario della Marcia su Roma.
La pioggia bolscevica boicotta le grandi manovre. Ristoranti e negozi di souvenir fanno affari d’oro.


Predappio, entroterra romagnolo, tra Forlì e Cesena. Ridente borgo di pianura abitato da sei mila anime. Da queste parti nacque il Duce, Benito Mussolini, e qui vi è seppellito. Proprio per questo oggi, nel giorno dell’anniversario della marcia su Roma, che diede avvio al ventennio, duemila nostalgici si sono radunati nel piccolo paese. Per renderGli onore e mostrare che l’italico virgulto può ancora imporre ordine e disciplina.

Non può però controllare le condizioni meteorologiche, che beffarde, o forse colluse col nemico, hanno boicottato lo svolgimento del programma. La manifestazione ha subito un’improvvisa accelerata ed è stata conclusa in anticipo. Ottima notizia per i ristoratori ed i commercianti locali che, fascisti o meno, hanno fatto ottimi affari. Ai camerati accorsi da tutta Italia infatti, non è rimasto altro che rifugiarsi nelle osterie di paese. Probabilmente sono state servite le scorte di cappelletti dei prossimi tre mesi, ma la fonte di questa notizia non è stata verificata. Anche chi vendeva souvenir, come vini del Duce, tazze del Duce, accendini del Duce ed altra paccottiglia con sopra la mascella d’Italia, ha concluso delle buone trattative.

Nonostante il clima teso di questo giorni, la manifestazione si è svolta senza incidenti. L’iniziativa infatti ha ricevuto diverse critiche ed opposizioni. Una su tutte quella di Anpi, che ha chiesto, senza successo, che fosse impedita. I partecipanti si sono radunati in Piazza Sant’Antonio. Da qui, hanno sfilato in corteo alla volta del cimitero di San Cassiano. Reggevano un tricolore lungo una decina di metri.

Non era certo l’unica bandiera presente. Il tricolore spuntava un po’ ovunque, tra croci celtiche, striscioni e manifestanti inneggianti al Duce ed al fascismo. L’Inno di Mameli è stato uno dei tormentoni più gettonati, ma anche i grandi classici hanno trovato posto in scaletta. Molti dei presenti erano vestiti da camerati. C’era anche qualche piccolo balilla. Ma più in generale, l’outfit d’ordinanza era composto da bomber ed anfibi.

Arrivati di fronte alla tomba di Mussolini, i presenti hanno fatto il rito dell’appello e per tre volte hanno scandito con fragore <<presente>> in vece di Colui che creò l’Impero. Poi appunto pioggia, cappelletti e souvenir.

Qualcuno ha risposto alle domande dei giornalisti presenti. Non sono stati pochi quelli che hanno affermato senza mezzi termini di essere fascisti. Qualcun’altro lo ha fatto capire in maniera più timida. Un fatto però colpisce più di tutti. Quasi tutti coloro che si sono lasciati intervistare, hanno palesato il proprio apprezzamento nei confronti di Salvini e della sua azione di governo. Sebbene la platea potesse essere considerata in qualche modo antagonista, o comunque contrapposta all’attuale maggioranza, molti dei suoi componenti sono rimasti affascinati dal carisma e dalle idee di Salvini. Qualcuno lo chiama addirittura camerata e lo esorta a non arretrare nemmeno di un passo. Insomma, per questa piazza, potrebbe essere un buon leader.

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