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Chiamali per nome: il discorso di Fedez che attacca la Lega e imbarazza i vertici Rai

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ROMA – Travolgente come un fiume in piena il discorso di Fedez al Concertone del Primo Maggio a Roma. Un attacco diretto al senatore leghista Ostellari, reo di osteggiare il Ddl Zan, e a tutta la Lega. 

IL DISCORSO

Come riporta l’Ansa, Fedez, che nel pomeriggio aveva rivelato che il suo intervento era stato sottoposto ad approvazione con richiesta di “eliminare nomi e edulcorarne il contenuto”, è andato per la sua strada e sul palco del Primo Maggio ha portato la battaglia che porta avanti da settimane a favore del disegno di legge contro le discriminazioni di genere.

Nel suo monologo (“che è stato definito dalla vicedirettrice di Rai3 come ‘inopportuno'”, dice), spiega come “Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo che è stato già approvato alla Camera come Ddl Zan, può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. Ma d’altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza”.

Fedez elenca poi alcuni “dei loro aforismi”: “Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno”, Giovanni De Paoli, consigliere regionale Lega Liguria; “I gay? che inizino a comportarsi come tutte le persone normali”, Alessandro Rinaldi, consigliere per la Lega Reggio Emilia; “I gay vittime di aberrazioni della natura, Luca Lepore e Massimiliano Bastoni consiglieri regionali Lombardia”; “I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie”, Alberto Zelger, consigliere della Lega Nord a Verona; “Il matrimonio gay porta all’estinzione della razza”, Stella Khorosheva, candidata leghista; “Fanno le iniezioni ai bambini per farli diventare gay”, candidata della Lega Giuliana Li Vigni.

Fedez ricorda ancora come “qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan. Guardiamole: il Senato non ha avuto tempo per il ddl Zan perché doveva discutere l’etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l’indennità di biliguismo ai poliziotti di Bolzano, e il reintegro del vitalizio di Formigoni”.

“Quindi – conclude Fedez – secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza. E a proposito di diritto alla vita l’ultra cattolico Jacopo Coghe, amicone del leghista Pillon, in questi mesi è stata la prima voce a sollevarsi contro il ddl Zan. L’antiabortista però non si è accorto che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo, quindi cari antiabortisti, caro Pillon, avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa. Che brutta storia”.

LA POSIZIONE DELLA RAI E LA TELEFONATA REGISTRATA

“Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. E’ fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta”. E’ quanto fa sapere Viale Mazzini in una nota, rispondendo così a Fedez e alla sua denuncia di essere stato sottoposto ad approvazione.

“Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista del concerto – continua il comunicato -: la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi”. “La Festa del lavoro, come hanno ricordato nei loro interventi i segretari di Cgil, Cisl e Uil, è appunto una festa, vale a dire la celebrazione delle conquiste dei lavoratori e dei loro diritti, sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto, di cui i sindacati si fanno custodi e paladini. Ed è proprio a quelle conquiste e a quei diritti, oggi minacciati da una pandemia mondiale che erode l’occupazione, che è dedicato questo Primo Maggio”, conclude l’azienda. Si comunica che la nota relativa all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio è frutto di una precisazione di Rai3, condivisa dall’Ad’. È quanto si legge in una nota della Rai. 

Già la Lega in un comunicato diffuso prima del concertone aveva messo le mani avanti: “Se Fedez userà a fini personali il concerto del 1 maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento”.

“Questo comunicato prima ancora che io salga sul palco è da brividi. Un artista può esprimere liberamente le sue idee su un palco? O deve passare al vaglio della politica?”, era stata la replica dell’artista. “Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad ‘adeguarmi ad un sistema’, dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi”. Fedez, poco dopo che viale Mazzini aveva smentito la censura del suo discorso sul ddl Zan dal palco del Concertone del primo maggio, ha deciso di pubblicare la chiamata con i vertici di viale Mazzini sul proprio profilo Twitter. “Non è editorialmente opportuno”, dicono gli autori del programma nel video che il cantante ha registrato mentre riceve la telefonata in vivavoce. “Perché non posso dire in pubblica piazza che un consigliere della Lega ha detto che se avesse un figlio gay lo brucerebbe in un forno?”, replica Fedez. Allora interviene il capo degli autori Massimo Cinque: “Io le sto chiedendo soltanto di adeguarsi a un sistema, che lei forse non riconosce..”. Quando poi Fedez chiede qual è la parte incriminata, quella che dovrebbe modificare, Cinque risponde: “Tutte le citazioni che lei fa con nome e cognome non possono essere citate”.

LA POSIZIONE DI SALVINI

“Il “concertone” costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, attravero la Rai, quindi i comizi “de sinistra” sarebbero fuori luogo. #1maggio #concertone”. Così il leader della Lega Matteo Salvini, accompagnando il messaggio con un breve video.

”Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro” Così in un tweet Fedez ha risposto a Salvini che ha ricordato come “Il “concertone” costi circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, attravero la Rai, quindi i comizi “de sinistra” sarebbero fuori luogo. ”Io vado al concertone a gratis – scrive Fedez – e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici”.

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Salvini cambia idea sul Green Pass: “Mi fido di Draghi”

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ROMA – «Il governo ha fatto questa scelta:  mi fido dei ministri, mi fido di Draghi, andiamo avanti». Matteo Salvini commenta così, intervistato a Radio24, la scelta di allargare l’obbligo di green pass per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati.

Alla domanda: “non sente di aver perso la battaglia del green pass?”, Salvini ha così risposto: «A me interessa l’Italia: se 40 milioni di italiani ha scelto volontariamente di vaccinarsi, se chi non lo vuole fare ha garantito il diritto alla vita, allo studio e al lavoro, se il 95% delle terapie intensive è vuoto, io sono felice. Se qualcuno dice che ho perso, non mi interessa».

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Fauci: “L’Italia meglio degli Usa nella gestione del Covid, esempio per il mondo”

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WASHINGTON – “L’Italia sta andando bene, meglio degli Usa, ora è diventata un esempio per il mondo”.

Come riporta l’Ansa, il celebre immunologo Anthony Fauci è tornato a Villa Firenze, la residenza dell’ambasciatrice d’Italia a Washington, e promuove il nostro Paese per la gestione della pandemia, in particolare per la percentuale di persone completamente vaccinate sopra i 12 anni, quasi il 75%, contro il 54% degli Stati Uniti (63% con almeno una dose).

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Femminicidi, bufera dopo le parole di Palombelli: “Bisogna chiedersi se le donne hanno avuto un comportamento esasperante”

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ROMA – “Questi uomini erano completamente fuori di testa, obnubilati oppure c’è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte?”. Barbara Palombelli, durante la puntata de Lo Sportello di Forum di ieri, ha commentato così i femminicidi, dopo che negli ultimi giorni, sette donne sono state uccise. “Una domanda che dobbiamo farci per forza”, dice la giornalista.

Ma sui social è bufera, c’è chi ritiene, come riporta l’Ansa, che le sue parole siano un’offesa e un oltraggio alle donne uccise e chi chiede la sospensione dalla conduzione del programma Mediaset. 

“La violenza familiare, il crescendo di aggressività che prende il posto dell’amore, l’incomprensione che acceca e rende assassini richiedono indagini accurate e ci pongono di fronte a tanti interrogativi. Quando un uomo o una donna (ieri a forum era la protagonista donna ad esercitare violenza sul coniuge) non controllano la rabbia dobbiamo interrogarci. Stabilire ruoli ed emettere condanne senza conoscere i fatti si può fare nei comizi o sulle pagine dei social, non in tribunale. E anche in un’aula televisiva si ha il dovere di guardare la realtà da tutte le angolazioni”. E’ quanto scrive Barbara Palombelli sui social dopo le polemiche per il suo intervento a Forum.

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