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Torino, 18enne vittima di omofobia si suicida gettandosi sotto un treno

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TORINO – La procura di Torino indaga sulla morte di un diciottenne che domenica scorsa si è suicidato gettandosi sotto un treno tra le stazioni Lingotto e Moncalieri. Bullismo e omofobia le ipotesi avanzate dall’inchiesta coordinata dal pm Antonella Barbera.

Il giovane non ha lasciato nessun biglietto, ma sulla sua pagina Instagram, tra i numerosi messaggi di cordoglio, ci sono insulti e persino un “morte ai gay”. La storia del giovane è riportata dal quotidiano La Stampa.

“Il problema delle menti chiuse è che hanno la bocca aperta”, ha scritto sul social il giovane, lasciando intendere che non sempre la sua omosessualità veniva accettata. “Mi aveva confessato di aver paura di alcune persone. Non mi ha spiegato chi fossero, non ha fatto nomi. Era preoccupato. Diceva che mettevano in dubbio la sua omosessualità”, racconta al quotidiano torinese il fratello Mario. “Lo prendevano in giro perché era omosessuale” riferiscono alcuni amici.

Come riporta l’Ansa, i genitori chiedono giustizia e in procura si prova così a fare luce sulla sua morte. Gli agenti della polizia ferroviaria hanno acquisito i messaggi, sono andati a parlare con gli insegnanti dell’istituto professionale che il giovane frequentava per diventare barman e cameriere, con i compagni di classe, gli amici.

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La corsa al Quirinale si apre senza intese: tre giorni per trovare l’accordo

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elezioni del Presidente della Repubblica corsa al Quirinale

Alle 15, prima votazione per il Presidente della Repubblica, ma i partiti non hanno raggiunto l’intesa e si attendono molte schede bianche. I nomi forti, se ci sono, per ora restano nel cassetto e il profilo del vincitore della corsa al Quirinale inizierà a delinearsi da mercoledì.

Si parte, ma non sarà uno sprint. Nessun partito si presenta ai nastri per la corsa al Quirinale con grosse certezze o con nomi forti da mettere sul piatto dell’intesa parlamentare. Oggi alle 15 si terrà la prima votazione. I bene informati scommettono sulle schede bianche. D’altronde non tira proprio aria di plebiscito e le forze politiche temono di bruciarsi eventuali proposte forti, nella bolgia del fuoco incrociato dei franchi tiratori. A partire dal quarto scrutinio, quando scende il quorum, inizierà a farsi più chiara la situazione. Ma la fumata bianca arriverà solo dopo che i Grandi Elettori si saranno sfogati con qualche proposta per sondare il terreno, probabilmente mercoledì.

Le ipotesi che sembrano più concrete al momento rimangono quella dell’attuale inquilino di Palazzo Chigi, Mario Draghi, e quella dell’ex Presidente della Camera, il compagno del grande centro in una coalizione sbilanciata a destra, il sempiterno Pierferdinando Casini. Le proposte alternative che circolano non sembrano in grado di raggiungere una convergenza: Casellati, Pera e Moratti a destra, Amato, Riccardi e Belloni a sinistra. Sembra probabile che alla fine vincerà la via della soluzione condivisa.

Anche a destra, dove gli animi sono più tesi. Il passo indietro di Silvio Berlusconi, anziché sgrovigliare la matassa, ha complicato la situazione. I rapporti di equilibrio tra Salvini e Meloni senza il cuscinetto Forza Italia si complicano e la tensione tra i due leader potrebbe sfociare in rottura. Per questo è probabile che per evitare faide interne alla fine accettino, seppur malvolentieri, una soluzione condivisa, magari proprio uno tra Casini e Draghi, sebbene Berlusconi, che è riuscito nella titanica impresa di rimanere protagonista della scena politica, ha posto il veto sul Premier.

A sinistra non sembra più chiara la situazione. La candidatura di Andrea Riccardi, che ieri veniva data per certa, al punto che l’ex ministro del Governo Monti e fondatore della Comunità di Sant’Egidio aveva cambiato le immagini dei suoi profili social mettendo foto istituzionali al fianco dei protagonisti europei, pare che non verrà proposta. Nemmeno il nome di Giuliano amato suscita maggiore entusiasmo. Sta invece prendendo quota l’ipotesi di Elisabetta Belloni, numero uno del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, gli 007 italiani.

Draghi al momento non si espone. Non parla, non commenta, non dialoga. Aspetta che i partiti facciano le proprie mosse e nel caso, che vengano da lui a formulare una proposta. Le forze politiche però al momento sembrano più orientate verso la ricerca di un altro nome, che possa andare bene a tutti e che sia in grado di sollevare il pesante giogo che l’ex governatore della Bce ha per forza di cose abbassato sul Parlamento. Si naviga insomma a vista e si temporeggia. Si discute e si tratta, in cerca del profilo giusto che possa mettere tutti d’accordo. Difficile che possa avvenire prima di mercoledì.

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Tragedia a Udine, muore schiacciato a 18 anni nell’ultimo giorno di stage scuola-lavoro

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UDINE – Uno studente, di 18 anni, è morto in un incidente che si è verificato nel pomeriggio in un’azienda di Lauzacco (Udine). Da quanto apprende l’Ansa, il ragazzo era al suo ultimo giorno di stage in un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro. Durante dei lavori di carpenteria metallica in una azienda meccanica, una putrella gli è caduta addosso, uccidendolo.  

Il ragazzo era residente a Castions di Strada (Udine) e frequentava l’Istituto superiore Bearzi di Udine. La caduta della pesante putrella ha ucciso lo studente all’istante. Come riporta l’Ansa, la vittima dell’incidente, che aveva compiuto 18 anni a fine novembre, stava frequentando un progetto di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento – la vecchia Alternanza Scuola-Lavoro), in forza di una convenzione tra l’istituto superiore che frequentava a Udine e un’azienda meccanica che si occupa di realizzare bilance stradali.

Sul posto della tragedia sono subito accorsi i genitori. Indagini in corso da parte dei Carabinieri di Palmanova e degli ispettori dell’Azienda sanitaria: sul luogo della tragedia è già arrivato il sostituto procuratore di turno di Udine. La zona della tragedia è stata transennata e sarà posta sotto sequestro per cercare di stabilire eventuali responsabilità di terzi. Come riporta l’Ansa, la sede principale dell’azienda, che opera nel settore della carpenteria metallica, si trova a Buttrio (Udine), mentre lo stabilimento di Lauzacco, dove è avvenuto il dramma, si occupa esclusivamente di laminazione. 

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Nuovo Dpcm: ecco dove si potrà accedere anche senza il Green Pass

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ROMA – Senza il green pass si potrà andare agli ipermercati per fare la spesa ma non sarà consentito acquistare beni non primari. O si potrà andare in questura, ma solo per presentare una denuncia e non per rinnovare il passaporto: il governo chiude il Dpcm con l’elenco dei servizi e delle attività essenziali per accedere alle quali non servirà il certificato verde introducendo la possibilità che anche in questi contesti vengano effettuati dai titolari dei negozi controlli a campione, per evitare che la norma possa essere aggirata dai No-Vax.

Come riporta l’Ansa, nella bozza del Dpcm che il presidente del Consiglio Mario Draghi firmerà nelle prossime ore si ribadisce che “nell’attuale contesto emergenziale” le uniche attività esentate possono essere “solamente quelle di carattere alimentare e prima necessità, sanitario, veterinario, di giustizia e di sicurezza personale”.

Un elenco che non si discosta da quello circolato nei giorni scorsi e dal quale viene confermata l’esclusione delle tabaccherie. Per soddisfare le “esigenze alimentari e di prima necessità” si potrà dunque accedere oltre che nei negozi di alimentari anche in quelli “non specializzati”, ma “con prevalenza di prodotti alimentari e bevande” come ipermercati, supermercati, discount, minimercati e altri esercizi di “alimentari vari”, mentre sono escluse le enoteche in cui è possibile anche bere e mangiare. Consentito accedere senza il pass anche dai benzinai, nei negozi che vendono legna, pellet e ogni tipo di combustibile per uso domestico e per il riscaldamento, “esercizi specializzati e non in articoli igienico-sanitari”, farmacie, parafarmacie e altri articoli “specializzati per la vendita di articoli medicali, ortopedici e di ottica anche non soggetti a prescrizione medica”. Quanto alle esigenze di salute, nella bozza si legge che “è sempre consentito l’accesso per l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici e, comunque, alle strutture sanitarie e sociosanitarie nonché a quelle veterinarie per ogni finalità di prevenzione, diagnosi e cura”.

Senza il pass si potrà andare inoltre negli uffici delle forze di polizia e in quelli delle polizie locali per “assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili”, “di prevenzione e repressione degli illeciti” nonché per denunciare un reato o chiedere un intervento a tutela dei minori. Confermata, infine, anche la possibilità di entrare negli uffici Postali e nelle banche ma solo per riscuotere “pensioni o emolumenti non soggetti ad obbligo di accredito”.

Le misure saranno in vigore dalla data di efficacia del Dpcm e comunque non oltre il 1 febbraio, quando scatterà l’obbligo del pass per negozi, banche, poste e uffici pubblici. Data in cui cambierà anche la durata del green pass – che passerà da 9 a 6 mesi – e finiranno una serie di divieti introdotti con il decreto della vigilia di Natale: senza una proroga, infatti, non sarà più obbligatoria la mascherina all’aperto in zona bianca, sarà possibile tornare a organizzare feste e riapriranno le discoteche, tutte misure che scadono il 31 gennaio.

Inoltre, come riporta l’Ansa, il governo pensa anche ai ristori. Aiuti per circa 360 milioni a una serie di attività in crisi per le restrizioni anti-Covid, dalle discoteche alle piscine fino alla filiera del tessile: secondo quanto si apprende da fonti di governo, tra le misure messe a punto dal Mise per il nuovo decreto coi ristori ci saranno 200 milioni nel 2022 per le attività maggiormente impattate e altri 160 milioni che andranno in parte a rifinanziare il fondo ad hoc per il sostegno di queste attività e in parte ad altri meccanismi di aiuto come il credito di imposta.

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