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Imen Jane nella bufera, tra critiche a commesse e sfottò al tassista palermitano

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PALERMO – Nuova polemica attorno ad Imen Jane, l’influencer e fondatrice della pagina di informazione Will Ita. La giovane, in questi giorni, è in visita a Palermo e ha documentato i suoi spostamenti e le sue attività nelle Instagram Stories del suo profilo.

In uno dei video si sente che una sua amica racconta di una commessa non abbastanza informata sulla storia del locale in cui lavorava. “Anziché prendere 3 euro all’ora ne prendi 30 a fare la guida per Palermo a noi milanesi”, si sente nel video. Il tutto condito da una fragorosa risata di Imen Jane. Un intervento decisamente infelice che non è certo passato inosservato ai suoi followers. Soprattutto perché rivolto ad una persona che in quel momento era impegnata a svolgere il suo lavoro di commessa, e non di guida turistica, oltretutto poco pagato.

Anche dalla storia successiva sono nate moltissime polemiche. E’ sempre Imen a condividere il dialogo tra i suoi compagni di viaggio e un tassista. “Che radio avete a Palermo? – domandano i giovani all’uomo alla guida”. “Le stesse che avete a Milano”, risponde il tassista. Poi l’intervento di una terza persona in viaggio: “Guardi, era un modo carino per dire di accendere la radio”. Ed anche in questo caso i toni non sono dei più gentili, quasi fosse uno sfottò nei confronti dei palermitani.

Non è la prima volta che Imen Jane finisce al centro delle polemiche. Lo scorso anni era finita al centro della bufera dopo che qualcuno aveva fatto notare, contrariamente a quanto da lei sostenuto, che non avesse mai conseguito il titolo di laurea, nemmeno triennale. Nonostante tutto, però, si presentava come Economista e soggetto competente in materie tematiche.

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Barillari, ex M5S, simula il vaccino con una pistola: “È una roulette russa”

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ROMA – Il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari, ex esponente del Movimento 5 Stelle, nella bufera a causa della simulazione in diretta streaming della vaccinazione come una ‘roulette russa’ con tanto di pistola puntata sul braccio. “Questa è una roulette russa e sei proprio tu a premere il grilletto. Se sei fortunato hai solo febbre e mal di testa. Se sei sfortunato ictus cerebrale, trombosi e morte. Vogliamo verità sul vaccino sperimentale! Informarsi è un dovere morale e civico”, il tweet del consigliere che ha attirato moltissime critiche.

“La pistola puntata sul braccio dalla sede istituzionale del Consiglio regionale del Lazio e mostrata nel corso di una conferenza stampa dal consigliere Davide Barillari rappresenta un atto gravissimo di assoluta irresponsabilità che condanno fermamente”. Così in una nota la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni riferendosi al gesto del consigliere regionale. 

“È impensabile che un rappresentante delle cittadine e dei cittadini, nell’esercizio delle sue funzioni e negli uffici delle istituzioni, possa lasciarsi andare a simili esternazioni, tanto più pericolose per il messaggio che mirano a far passare in un clima già fortemente polarizzato come quello che stiamo vivendo – ha sottolineato Bonafoni – Nessuna manifestazione di dissenso può essere espressa con la carica di violenza che un’arma da fuoco, vera o finta che sia, riesce a evocare, tanto meno può essere tollerata nei luoghi della democrazia. Auspico che le autorità di Polizia allertate facciano luce sull’intera vicenda e che episodi di una tale gravità non si ripetano più”. 

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Il Foglio: “Giorgetti non si ricandida, non si riconosce più in Salvini”

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ROMA – La Lega sarebbe scossa dai malumori del ministro Giancarlo Giorgetti, di cui Il Foglio svela un inedito pensiero: “Non mi ricandido più, questo è il mio ultimo giro, non mi riconosco più nel progetto”. Giorgetti non avrebbe voluto neanche partecipare alla festa della Lega a Cervia e i salviniani hanno dovuto compiere un autentico miracolo per strappare il suo sì, secondo quanto riporta Il Foglio.

Giorgetti non si riconoscerebbe più nel percorso portato avanti da Matteo Salvini e vorrebbe farsi da parte. I rapporti tra i due big della Lega sono definiti “freddini, dopo un congelamento durato settimane” da Il Foglio: ieri ci sarebbe stato un contatto per riferire a Salvini che Mario Draghi non ha affatto gradito gli insulti arrivati dai manifestanti no green pass, una piazza dove erano presenti anche diversi parlamentari vicini a Salvini.

Anche i rapporti con Luca Zaia non sarebbero splendidi, così come quelli con Massimiliano Fedriga, altri due big leghisti scontenti di Salvini.

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Bagarre alla Camera, Fratelli d’Italia protesta contro il Green Pass

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ROMA – Bagarre ieri nell’aula della Camera dove si stava discutendo il decreto Covid che contiene le nuove norme sul Green Pass. Alcuni deputati di Fratelli d’Italia, contrari al provvedimento, hanno esposto cartelli con la scritta “no green pass” all’interno dell’emiciclo, costringendo il presidente di turno Fabio Rampelli a sospendere la seduta, poco prima del voto dell’aula sulle pregiudiziali di costituzionalità, presentate da Fdi.

I deputati del Pd hanno risposto gridando “vergogna, vergogna”. “Irresponsabili”, ha inveito Beatrice Lorenzin. “Sei pazza”, ha mimato col dito il deputato di Fdi Salvatore Deidda all’indirizzo dell’ex ministra della Salute. Mentre le urla montavano da entrambe le parti, Rampelli ha dovuto sospendere la seduta.

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