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Il delirante video di Povia sul ddl Zan: “Bambini venduti, io posso parlare perché ho scritto ‘I bambini fanno oh’ “

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MILANO – Continua il delirio di Povia, che continua ad associare le sue canzoni alla lotta contro il ddl Zan. Dopo aver dichiarato nei mesi scorsi che “Luca era gay” non sarebbe mai stato accettato a Sanremo se il disegno di legge fosse entrato in vigore, adesso il cantante complottasti ha pubblicato un video in cui si erge a difensore dei bambini, a suo dire “plagiati”, perché nel 2005 ha scritto “I bambini fanno oh”.

Ebbene sì, nel video Povia se la prende con “tutta la sinistra”, rea di aver infangato “anni di lotta operaia, di movimenti studenteschi” e di aver voltato le spalle a “Gramsci, Togliatti, Hegel e Marx” perché “mai si sarebbero sognati di violare la mente dei bambini”.

Un attacco a Fedez prima, che si è speso in favore del disegno di legge, e allo stesso deputato Alessandro Zan poi, che avrebbe proposto “una legge che impone ai genitori di accompagnare i bambini verso l’altro sesso perché si percepiscono opposti al loro sesso di nascita”. Un’accusa, ovviamente priva di fondamento dato che l’articolo 4 specifica che “sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”.

E ancora, secondo Povia i bambini sarebbero “venduti, comprati e imbottiti di farmaci”: “Mi meraviglio che venga discusso un testo così assurdo, se passa è l’inizio di una nuova dittatura. Io posso parlare perché ho scritto ‘I bambini fanno oh’”.

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Barillari, ex M5S, simula il vaccino con una pistola: “È una roulette russa”

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ROMA – Il consigliere regionale del Lazio Davide Barillari, ex esponente del Movimento 5 Stelle, nella bufera a causa della simulazione in diretta streaming della vaccinazione come una ‘roulette russa’ con tanto di pistola puntata sul braccio. “Questa è una roulette russa e sei proprio tu a premere il grilletto. Se sei fortunato hai solo febbre e mal di testa. Se sei sfortunato ictus cerebrale, trombosi e morte. Vogliamo verità sul vaccino sperimentale! Informarsi è un dovere morale e civico”, il tweet del consigliere che ha attirato moltissime critiche.

“La pistola puntata sul braccio dalla sede istituzionale del Consiglio regionale del Lazio e mostrata nel corso di una conferenza stampa dal consigliere Davide Barillari rappresenta un atto gravissimo di assoluta irresponsabilità che condanno fermamente”. Così in una nota la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni riferendosi al gesto del consigliere regionale. 

“È impensabile che un rappresentante delle cittadine e dei cittadini, nell’esercizio delle sue funzioni e negli uffici delle istituzioni, possa lasciarsi andare a simili esternazioni, tanto più pericolose per il messaggio che mirano a far passare in un clima già fortemente polarizzato come quello che stiamo vivendo – ha sottolineato Bonafoni – Nessuna manifestazione di dissenso può essere espressa con la carica di violenza che un’arma da fuoco, vera o finta che sia, riesce a evocare, tanto meno può essere tollerata nei luoghi della democrazia. Auspico che le autorità di Polizia allertate facciano luce sull’intera vicenda e che episodi di una tale gravità non si ripetano più”. 

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Il Foglio: “Giorgetti non si ricandida, non si riconosce più in Salvini”

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ROMA – La Lega sarebbe scossa dai malumori del ministro Giancarlo Giorgetti, di cui Il Foglio svela un inedito pensiero: “Non mi ricandido più, questo è il mio ultimo giro, non mi riconosco più nel progetto”. Giorgetti non avrebbe voluto neanche partecipare alla festa della Lega a Cervia e i salviniani hanno dovuto compiere un autentico miracolo per strappare il suo sì, secondo quanto riporta Il Foglio.

Giorgetti non si riconoscerebbe più nel percorso portato avanti da Matteo Salvini e vorrebbe farsi da parte. I rapporti tra i due big della Lega sono definiti “freddini, dopo un congelamento durato settimane” da Il Foglio: ieri ci sarebbe stato un contatto per riferire a Salvini che Mario Draghi non ha affatto gradito gli insulti arrivati dai manifestanti no green pass, una piazza dove erano presenti anche diversi parlamentari vicini a Salvini.

Anche i rapporti con Luca Zaia non sarebbero splendidi, così come quelli con Massimiliano Fedriga, altri due big leghisti scontenti di Salvini.

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Bagarre alla Camera, Fratelli d’Italia protesta contro il Green Pass

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ROMA – Bagarre ieri nell’aula della Camera dove si stava discutendo il decreto Covid che contiene le nuove norme sul Green Pass. Alcuni deputati di Fratelli d’Italia, contrari al provvedimento, hanno esposto cartelli con la scritta “no green pass” all’interno dell’emiciclo, costringendo il presidente di turno Fabio Rampelli a sospendere la seduta, poco prima del voto dell’aula sulle pregiudiziali di costituzionalità, presentate da Fdi.

I deputati del Pd hanno risposto gridando “vergogna, vergogna”. “Irresponsabili”, ha inveito Beatrice Lorenzin. “Sei pazza”, ha mimato col dito il deputato di Fdi Salvatore Deidda all’indirizzo dell’ex ministra della Salute. Mentre le urla montavano da entrambe le parti, Rampelli ha dovuto sospendere la seduta.

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