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La Lega vota la fiducia al Green Pass. Ira No-vax contro Salvini: “Traditore”

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ROMA – Il sì al decreto Green pass costa a Matteo Salvini una sollevazione da parte dei No Pass, che vedevano nella Lega e nel suo segretario un argine alle pulsioni divietiste all’interno del governo. È Twitter a dare la misura di quello che sta accadendo, tra accuse di «tradimento», di «collusione coi dittatori», di «perdita di dignità».

Ieri, come riporta il Secondo D’Italia, il governo ha posto la fiducia sul decreto Green pass, quello che ha stabilito l’obbligo del lasciapassare anche per poter lavorare e che ha già avuto l’ok del Senato, sempre con fiducia. Contro la decisione di blindare il provvedimento si è levata solo la voce di FdI.

Salvini, invece, dalla maggioranza, non ha potuto far altro che prendere nuovamente atto e allinearsi, pur lasciando libertà di voto ai propri deputati.

Il popolo No Green Pass non l’ha presa benissimo. «Chissà per quali pressioni ha deciso di piegarsi e perdere dignità e base elettorale. Attendo il prossimo “non scherziamo” dopo quello per le vaccinazioni ai bambini , per gli adolescenti, per il Green Pass per bar e ristoranti e per il lavoro», ha scritto Raffaella. Per un altro utente «questi ormai sono sicuri che non ci faranno più votare e che, se anche ce lo lasceranno fare, stabiliranno loro a priori come saranno andate le elezioni. Non c’è altra spiegazione». Giovanni, poi, accusa il leader del Carroccio di essere un «traditore: si è schierato con il demonio. Ricordatevelo».

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Bufera sullo spot di Parmigiano Reggiano: felice chi lavora 365 giorni l’anno

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Bufera sullo spot del Parmigiano Reggiano
Il contagioso entusiasmo di "Renatino" protagonista dello spot che ha gettato nella bufera Parmigiano Reggiano

Voleva essere la manifestazione dell’amore verso il proprio il lavoro e invece si è trasformato in uno shitstorm bello e buono, lo spot di Parmigiano Reggiano che inquadra un operaio al lavoro celebrato perché lavora 365 giorni l’anno. L’unica parola che pronuncia è «sì» quando gli chiedono se così è felice.

Non deve tirare una buona aria nell’ufficio del reparto Marketing che cura la comunicazione di Parmigiano Reggiano, in particolare tra chi ha concepito lo spot da poco lanciato. Sta ottenendo un’incredibile mole di visualizzazioni e commenti sul web, ma non è il genere di pubblicità che un’azienda sognerebbe. In termini di reputazione del brand anzi è proprio una sciagura, perché in questo momento chi sta parlando dell’azienda, nella maggioranza dei casi ne sta parlando male.

La bufera che si è abbattuta sulla nota azienda casearia è dovuto ad uno spot, diventato immediatamente virale sui social network. Un grippo di persone in visita agli stabilimenti, guarda con occhi sognanti e pieni di ammirazione un operaio al lavoro. Tutti lo celebrano, non per le sue abilità, ma per il fatto che lavora 365 giorni l’anno, senza fermarsi mai. Quando gli chiedono se così è felice, lo “Stachanov della forma” commenta con un laconico «sì».

Il web non l’ha lasciato passare in sordina e, soprattutto, non ha perdonato. «Schiavisti», «sfruttatori», «sanguisughe» tra gli epiteti rivolti all’azienda. In molto hanno criticato l’idea che traspare dallo spot, ovvero che è felice solo chi lavora senza sosta. Alcuni invece vi hanno visto il prototipo dell’operaio modello, il lavoratore che la Parmigiano Reggiano sognerebbe: senza ferie, senza riposo, senza pause, felice delle croste di formaggio lanciate dal padrone. Insomma non proprio una visione proiettata nel futuro, ma più che altro una rievocazione storica dei bei fasti del feudalesimo.  

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Vaccini, team esperti: “Trovata causa dei (rari) coaguli con AstraZeneca”

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ROMA – Un team di scienziati in Galles e Usa ritiene di aver trovato “la causa scatenante” dei coaguli di sangue estremamente rari dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca.

Il team, riferisce la Bbc, ha mostrato nel dettaglio come una proteina nel sangue sia attratta da un componente chiave del vaccino ideato a Oxford, innescando una reazione a catena che coinvolge il sistema immunitario e che può culminare in pericolosi coaguli.

Come riporta l’Ansa, Alan Parker, uno dei ricercatori dell’Università di Cardiff, ha dichiarato alla Bbc: “Quello che abbiamo è la causa scatenante (the trigger), ma ci sono molti passaggi che devono accadere dopo”. 

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Consiglio di Stato respinge ricorso: i medici non possono rifiutare il vaccino anti-Covid

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ROMA – Il personale sanitario “per legge e ancor prima per il “giuramento di Ippocrate” è “tenuto in ogni modo ad adoperarsi per curare i malati, e giammai per creare o aggravare il pericolo di contagio del paziente con cui nell’esercizio della attività professionale entri in diretto contatto”.

Come riporta l’Ansa, è uno dei passaggi del decreto con il quale il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un medico abruzzese contro la sospensione per il suo rifiuto di vaccinarsi, rifiuto motivato “sulla base di dubbi scientifici certo non dimostrati”. 

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