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Orrore a Sassuolo: uccide ex moglie, due figli e suocera e poi si toglie la vita

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SASSUOLO – Quando i primi soccorritori sono arrivati si sono trovati davanti una scena raccapricciante: cinque cadaveri, uccisi, probabilmente, da un’arma bianca. Fra questi anche due bambini piccolissimi, di due e cinque anni.

Come riporta l’Ansa, un’intera famiglia sterminata senza che si capisca un perché che forse non si capirà mai: Nabil Dhahri, l’uomo che ha compiuto tutto questo, o almeno questa è l’unica ipotesi che gli inquirenti stanno prendendo in considerazione, dopo aver ucciso la ex convivente, Elisa Mulas, i due loro figli e la madre di lei, si è tolto la vita. E’ invece scampata al massacro un’altra bambina, di qualche anno più grande, nata da una precedente relazione della vittima, che si trovava a scuola. 

Ma ogni ricostruzione più puntuale di quanto avvenuto a Sassuolo, in provincia di Modena, avrà bisogno di tempo e di ulteriori approfondimenti. Fino alla tarda serata, infatti, la polizia scientifica era ancora dentro la casa di via Manin, in un quartiere residenziale a poca distanza dal centro storico della città, dove è avvenuta la strage, alla ricerca di indizi e tracce per dare le risposte che i protagonisti non potranno più dare. Sul luogo del massacro anche i carabinieri e la polizia municipale di Sassuolo che hanno transennato l’intera strada per permettere alle indagini di svolgersi. Alla base di quanto successo, secondo le prime risultanze delle indagini, ci sarebbe una separazione: il rapporto fra i due si era logorato e Nabil sarebbe addirittura arrivato a minacciare la ex compagna di morte, come testimonierebbe una registrazione fatta nei giorni scorsi da Elisa. Per questo motivo la donna, insieme ai due figli, da circa un mese si era trasferita a casa della madre, nell’appartamento dove è avvenuto il massacro. Una casa che l’uomo, comunque, frequentava, per vedere i bambini. 

Come riporta l’Ansa, il fatto, è avvenuto nel pomeriggio, ipoteticamente fra le 15 e le 16. Il personale scolastico dell’istituto frequentato dalla bambina si è allarmato quando nessuno è andata a prenderla a scuola. Sono partite le telefonate alle quali non sono arrivate risposte. E’ per questo che i familiari si sono allarmati, andando in via Manin a cercare di capire perché nessuno rispondeva al telefono. Sempre stando ai primi elementi raccolti, non ci sarebbero, invece, particolari problemi di natura economica alla base del gesto. L’uomo che è ritenuto essere l’autore della strage era ben integrato, viveva da tempo a Sassuolo e lavorava in un supermercato della zona. La madre dei suoi figli era invece impiegata come donna delle pulizia in città e accudiva i figli. 

Come riporta l’Ansa, al momento però sono più i punti interrogativi che le certezze. Non c’è che una scena del crimine di un’efferatezza tale che anche esponenti delle forze dell’ordine di grande esperienza non avevano mai visto. E c’è una dinamica che, almeno stando alle primissime risultanze investigative, appare come l’unica plausibile: l’uomo, con un coltello, si sarebbe avventato sui suoi familiari. Sulla suocera, sulla donna con la quale aveva costruito un progetto di famiglia finito male e sui loro due figli, di cinque e due anni. Poi – è da chiarire se utilizzando o meno la stessa arma del delitto che gli inquirenti stanno cercando di identificare – si è tolto la vita. Restano, insomma, poche certezze e molti dubbi che le indagini cercheranno di dissipare, almeno fin dove possibile, dall’esame della scena che i poliziotti della scientifica si sono trovati di fronte e dalle testimonianze che saranno raccolte, sperando di individuare, magari, anche qualche testimone che possa aver assistito, se non al massacro, almeno alle ore che lo hanno preceduto.

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Bufera sullo spot di Parmigiano Reggiano: felice chi lavora 365 giorni l’anno

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Bufera sullo spot del Parmigiano Reggiano
Il contagioso entusiasmo di "Renatino" protagonista dello spot che ha gettato nella bufera Parmigiano Reggiano

Voleva essere la manifestazione dell’amore verso il proprio il lavoro e invece si è trasformato in uno shitstorm bello e buono, lo spot di Parmigiano Reggiano che inquadra un operaio al lavoro celebrato perché lavora 365 giorni l’anno. L’unica parola che pronuncia è «sì» quando gli chiedono se così è felice.

Non deve tirare una buona aria nell’ufficio del reparto Marketing che cura la comunicazione di Parmigiano Reggiano, in particolare tra chi ha concepito lo spot da poco lanciato. Sta ottenendo un’incredibile mole di visualizzazioni e commenti sul web, ma non è il genere di pubblicità che un’azienda sognerebbe. In termini di reputazione del brand anzi è proprio una sciagura, perché in questo momento chi sta parlando dell’azienda, nella maggioranza dei casi ne sta parlando male.

La bufera che si è abbattuta sulla nota azienda casearia è dovuto ad uno spot, diventato immediatamente virale sui social network. Un grippo di persone in visita agli stabilimenti, guarda con occhi sognanti e pieni di ammirazione un operaio al lavoro. Tutti lo celebrano, non per le sue abilità, ma per il fatto che lavora 365 giorni l’anno, senza fermarsi mai. Quando gli chiedono se così è felice, lo “Stachanov della forma” commenta con un laconico «sì».

Il web non l’ha lasciato passare in sordina e, soprattutto, non ha perdonato. «Schiavisti», «sfruttatori», «sanguisughe» tra gli epiteti rivolti all’azienda. In molto hanno criticato l’idea che traspare dallo spot, ovvero che è felice solo chi lavora senza sosta. Alcuni invece vi hanno visto il prototipo dell’operaio modello, il lavoratore che la Parmigiano Reggiano sognerebbe: senza ferie, senza riposo, senza pause, felice delle croste di formaggio lanciate dal padrone. Insomma non proprio una visione proiettata nel futuro, ma più che altro una rievocazione storica dei bei fasti del feudalesimo.  

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Vaccini, team esperti: “Trovata causa dei (rari) coaguli con AstraZeneca”

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ROMA – Un team di scienziati in Galles e Usa ritiene di aver trovato “la causa scatenante” dei coaguli di sangue estremamente rari dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca.

Il team, riferisce la Bbc, ha mostrato nel dettaglio come una proteina nel sangue sia attratta da un componente chiave del vaccino ideato a Oxford, innescando una reazione a catena che coinvolge il sistema immunitario e che può culminare in pericolosi coaguli.

Come riporta l’Ansa, Alan Parker, uno dei ricercatori dell’Università di Cardiff, ha dichiarato alla Bbc: “Quello che abbiamo è la causa scatenante (the trigger), ma ci sono molti passaggi che devono accadere dopo”. 

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Consiglio di Stato respinge ricorso: i medici non possono rifiutare il vaccino anti-Covid

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ROMA – Il personale sanitario “per legge e ancor prima per il “giuramento di Ippocrate” è “tenuto in ogni modo ad adoperarsi per curare i malati, e giammai per creare o aggravare il pericolo di contagio del paziente con cui nell’esercizio della attività professionale entri in diretto contatto”.

Come riporta l’Ansa, è uno dei passaggi del decreto con il quale il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un medico abruzzese contro la sospensione per il suo rifiuto di vaccinarsi, rifiuto motivato “sulla base di dubbi scientifici certo non dimostrati”. 

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