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Bufera in Rai: accuse di mobbing, molestie e servizi montati a Report. Ranucci: tutte bufale

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Scoppia il caso #metoo in Rai e si abbatte la bufera su Report. O potrebbe abbattersi. O comunque qualcuno vorrebbe che si abbattesse. Per la precisione Davide Faraone di Italia Viva che, citando una lettera anonima, lancia accuse pesantissime in commissione di vigilanza Rai a proposito di mobbing, servizi confezionati ad arte e richieste sessuali avanzate in redazione da parte di Sigfrido Ranucci. Il conduttore si difende e sostiene che sia una montatura per imbavagliare la trasmissione.

Prima ancora di dimostrare il tutto, bisognerebbe formulare una vera e propria accusa, dal momento che non è stata presentata nessuna formale denuncia relativamente ai rumors che hanno fanno abbattere la bufera su Report. Esiste però una lettera, anonima appunto, che girerebbe già da qualche mese tra gli uffici di via Mazzini, in cui vengono lanciate pesanti accuse a Ranucci: colleghe dileggiate sul luogo di lavoro, inchieste faziose e montate, casi di mobbing  e altro ancora. Il documento è stato citato in commissione di vigilanza Rai da Davide Faraone di Italia Viva.

Il conduttore si difende, afferma che si tratta di un fake, di un dossier falso confezionato ad arte per screditarlo e minaccia azioni legali contro chiunque dia credito a questi fogli. Per i garantisti si tratta di un tentativo di diffamazione. Per i più critici invece, di un tentativo di insabbiamento.

Al momento dalla Rai non trapela nulla se non stupore per la vicenda: «è la prima volta che sento una cosa del genere – afferma l’amministratore delegato Carlo Fuentes – evidentemente alla responsabile dell’Audit non è arrivato nulla perché lei sa che mi deve avvertire quando ci sono cose importanti. Cercheremo di capire di cosa si parla. Io agli atti non ho nessun tipo di denuncia formale o informale».

Certo è che se l’inchiesta si ingrandisse non solo travolgerebbe il conduttore Sigfrido Ruggeri, ma avrebbe conseguenze pesantissime anche per  la trasmissione che ha fatto dell’inchiesta una ragione di vita e che ha non poco faticato a recuperare ascolti dopo l’uscita di scena di Milena Gabanelli. Potrebbe non sopravvivere ad uno scandalo simile e questo significherebbe la fine dei servizi di Report, compresi quelli su Renzi e Italia Viva.

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Papa: “Quanto dolore morti in mare perché non li fanno sbarcare”

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ROMA – “Quanto dolore sentiamo nel vedere fratelli e sorelle nostri morire sul mare perché non li lasciano sbarcare. E questo, alcuni in nome di Dio!”. Lo ha detto papa Francesco in un passaggio della sua omelia nella messa nella Basilica di San Pietro in occasione della terza Domenica della Parola di Dio.

Papa Francesco ieri ha celebrato la messa in occasione della III Giornata della Parola di Dio, da lui stesso istituita il 30 settembre 2019. Nel corso della celebrazione, per la prima volta, con un nuovo rito preparato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Papa ha conferito a uomini e donne laici provenienti da diversi Paesi del mondo il ministero del Lettorato e il ministero del Catechista.

Hanno concelebrato la liturgia con il Pontefice dieci cardinali, dieci vescovi e 120 sacerdoti: i concelebranti principali all’Altare della Confessione sono l’arcivescovo Rino Fisichella e il vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst, rispettivamente presidente e delegato per la catechesi del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione.

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Mattarella seguirà le votazioni da Palermo. La folla lo applaude: “Grazie presidente”

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PALERMO – Il capo della Stato Sergio Mattarella è a Palermo dove trascorrerà la giornata in attesa della prima votazione di domani a Montecitorio per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Ieri, poco prima delle 11 Mattarella è uscito dalla sua abitazione per recarsi a Messa, anche se questa volta dovrebbe assistere alla funzione religiosa all’interno della caserma del Comando Regione carabinieri in Corso Vittorio Emanuele e non, come di consueto, nella vicina parrocchia di San Michele.

All’uscita di casa, ad attenderlo, ha trovato una folla di curiosi che lo ha applaudito gridando “Grazie presidente”. Il capo dello Stato ha risposto con un sorriso e salutando con la mano. Il presidente della Repubblica, che ha raggiunto ieri il capoluogo siciliano, dovrebbe rientrare a Roma martedì ma potrebbe anticipare già oggi nel caso di una elezione immediata del suo successore al primo scrutinio.

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Brescia, scontro tra auto e bus, morti 5 giovani. Non avevano la patente

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BRESCIA – Cinque giovani  sono morti in seguito ad un’incidente avvenuto poco prima della mezzanotte sulla strada provinciale 45 nel comune di Rezzato, in provincia di Brescia.  Erano a bordo di un’auto che si è scontrata frontalmente con un pullman che proveniva dal senso di marcia opposto. I cinque giovani sono morti sul colpo. Nessuno di loro aveva la patente di guida.

Come riporta l’Ansa, illeso il conducente del pullman che ha detto di essersi trovato davanti l’auto e di non essere riuscito ad evitare l’auto che ha invaso la corsia opposta. I ragazzi, alcuni di origine straniera, sono residenti nella zona della Valsabbia.

Le cinque vittime sono Dennis Guerra, 20 anni di Sabbio Chiese, El Harram Imad, anche lui ventenne, di Preseglie; Natiq Imad, 20 anni, di Pertica Bassa; Natiq Salà, 22enne di Vestone e Irene Sala, 17 anni. I giovani erano a bordo dell’auto che si è scontrata frontalmente contro un pullman lungo la 45bis che porta al Lago di Garda. L’auto viaggiava in direzione Brescia. 

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