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Stato di emergenza: le ipotesi del governo verso lo stop delle proroghe

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Il 31 Dicembre scade lo stato di emergenza e l’idea del governo è di non prorogarlo. Tra meno di tre settimane Mario Draghi dovrà decidere. L’obbiettivo delle vaccinazioni e messa in sicurezza sono stati raggiunti.

Lo stato di emergenza scadrà il 31 dicembre del 2021. E in questi giorni il capo del consiglio, Mario Draghi, sta pensando di non rinnovarlo. Secondo il governo, la situazione sta tornando tranquilla e la condizione emergenziale comincia a normalizzarsi. Non si esclude però che può essere prorogato fino al 31 gennaio 2022 ma non oltre. Secondo la legge, non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di 12 mesi.

Questo non significa che non si possa chiudere lo stato di emergenza, ma si può ricorrere alla modifica del termine previsto dalla legge. Seguendo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, fu Conte a decidere la misura. Il decreto legislativo num. 1 del 2 gennaio 2018 articolo 7, indica la Tipologia degli eventi emergenziali di protezione civile, lettera C.

Sugli eventi emergenziali che sono “emergenze di rilievo nazionale connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo. Che in ragione della loro intensità o estensione debbono con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo”.

Il governo, se facesse decadere lo stato di emergenza, passerebbe al commissario Francesco Paolo Figliuolo. Ma ci sono tanti dubbi in quanto a Figliuolo se sarà messo a capo di gestire le operazioni anti Covid. I nodi da sciogliere sono molteplici, la Protezione civile può assorbire la struttura commissariale e gestire le campagne vaccinali?

Senza lo stato di emergenza si può continuare a usare il sistema delle Regioni a colori? Se il governo Draghi vorrà prorogare lo stato di emergenza, potrà valere fino alla primavera del 2022.

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Sanremo, Povia canta “Italia Ciao” a evento no Green pass

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SANREMO – Sulle note di “Italia ciao”, una rivisitazione di “Bella Ciao”, in chiave anti governativa, il cantautore Povia, da Sanremo, dove nel 2006 ha vinto il Festival della Canzone Italiana con il brano “Vorrei avere il becco”, ha partecipato alla manifestazione no vax-no green pass ‘Fermiamo il Draghistan’. In piazza Colombo, vicino al Teatro Ariston, ha radunato circa duecento persone contrarie alla politica sanitaria e al Green Pass.

Come riporta l’Ansa, nel testo ci sono riferimenti al Ventennio e al “nuovo fuhrer in giacca e cravatta, che ti bacchetta da Bruxelles”. Povia ha cantato alcuni brani, tra cui ‘Liberi di scegliere’ “che – ha detto – è in totale linea con l’articolo 32 della Costituzione. E’ vero che consente una legge sull’obbligo, ma quest’obbligo poi non c’è. Perché poi firmi tu e il culo ce lo metti solo tu. Se metti un obbligo almeno ti dovresti prendere le responsabilità, poi anche se ci fosse io andrei contro la legge, perché non tutto ciò che è legale è giusto, anche le leggi razziali erano leggi”.

L’evento è stato organizzato dal Movimento Imprese Italiane, in collaborazione con: Rivoluzione Etica e No Green Pass Imperia/Sanremo e sindacato Confael: “L’unico che si è dimostrato davvero a tutela dei propri assistiti e che si è schierato al nostro fianco – ha detto l’organizzatore Maurizio Pinto (Movimento Imprese Italiane) -. Abbiamo riunito in piazza tutta la provincia di Imperia per contestare le politiche scellerate e vergognose del governo Draghi, in materia economica, politica, sociale e sanitaria, in un momento in cui stanno affondando definitivamente le attività commerciali e in particolare le piccole e medie imprese”.

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Papa: “Quanto dolore morti in mare perché non li fanno sbarcare”

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ROMA – “Quanto dolore sentiamo nel vedere fratelli e sorelle nostri morire sul mare perché non li lasciano sbarcare. E questo, alcuni in nome di Dio!”. Lo ha detto papa Francesco in un passaggio della sua omelia nella messa nella Basilica di San Pietro in occasione della terza Domenica della Parola di Dio.

Papa Francesco ieri ha celebrato la messa in occasione della III Giornata della Parola di Dio, da lui stesso istituita il 30 settembre 2019. Nel corso della celebrazione, per la prima volta, con un nuovo rito preparato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Papa ha conferito a uomini e donne laici provenienti da diversi Paesi del mondo il ministero del Lettorato e il ministero del Catechista.

Hanno concelebrato la liturgia con il Pontefice dieci cardinali, dieci vescovi e 120 sacerdoti: i concelebranti principali all’Altare della Confessione sono l’arcivescovo Rino Fisichella e il vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst, rispettivamente presidente e delegato per la catechesi del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione.

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Mattarella seguirà le votazioni da Palermo. La folla lo applaude: “Grazie presidente”

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PALERMO – Il capo della Stato uscente Sergio Mattarella è a Palermo dove trascorrerà la giornata in attesa del primo scrutinio a Montecitorio per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica e seguirà le votazioni. Ieri, poco prima delle 11, Mattarella è uscito dalla sua abitazione per recarsi a Messa, anche se questa volta dovrebbe assistere alla funzione religiosa all’interno della caserma del Comando Regione carabinieri in Corso Vittorio Emanuele e non, come di consueto, nella vicina parrocchia di San Michele.

All’uscita di casa a Palermo, dove seguirà le votazioni, Mattarella ha trovato ad attenderlouna folla di curiosi che lo ha applaudito gridando “Grazie presidente”. Il capo dello Stato ha risposto con un sorriso e salutando con la mano. Il presidente della Repubblica, che ha raggiunto ieri il capoluogo siciliano, dovrebbe rientrare a Roma martedì ma potrebbe anticipare già oggi nel caso di una elezione immediata del suo successore al primo scrutinio.

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