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Costa Concordia 10 anni dopo, il sindaco del Giglio: «ultima celebrazione pubblica»

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Costa Concordia sindaco isola Giglio Sergio Ortelli: commemorazione 10 anni dopo sarà l'ultima pubblica

«Non vogliamo dimenticare, ma vogliamo portare rispetto alle vittime». Così Sergio Ortelli sindaco dell’isola del Giglio, 10 anni dopo la tragedia che costò la vita a 32 persone, spiega perché quella del decennale sarà anche l’ultima commemorazione pubblica del naufragio della Costa Concordia.

La commemorazione delle vittime della Costa Concordia, 10 anni dopo il naufragio in cui persero la vita 32 persone, sarà l’ultima celebrazione pubblica sull’Isola del Giglio. Lo spiega il sindaco dell’isola a cui la Concordia volle far l’inchino, Sergio Ortelli, che afferma: «non perché vogliamo dimenticare, ma vogliamo rispettare le vittime». Il sindaco ha poi aggiunto:« il consiglio comunale ha deciso di celebrare questo giorno per sempre chiamandolo “Giornata della memoria” perché è giusto che le vittime vengano ricordate per sempre».

Ultima commemorazione dunque sull’Isola del Giglio per il naufragio della Costa Concordia, per la quale a oggi rimane un unico colpevole, il comandante Francesco Schettino, che di fatto, resta l’unico responsabile del naufragio. Sua la scelta dell’inchino , sua le responsabilità di non aver dato prontamente l’allarme e di non aver coordinato i soccorsi. Sta scontando 16 anni a Rebibbia per omicidio plurimo colposo e lesioni colpose, naufragio colposo, abbandono della nave.

La sua versione dei fatti, in cui attribuiva responsabilità anche ad altri ufficiali e membri di Costa Concordia, raccontata in un libro, non ha attecchito nemmeno nell’opinione pubblica. Le foto che lo ritraevano abbronzatissimo ad una cena in bianco ad Ischia o il fatto che dovesse tenere una lezione alla Sapienza, poi saltata, in qualità di relatore sulla gestione del panico, non lo hanno aiutato. Altri membri dell’equipaggio e del personale di Costa hanno però patteggiato, ricevendo condanne senz’altro più lievi, tra le quali, quella a Roberto Ferrarini, capo dell’Unità di crisi di Costa Crociere, che ha ricevuto la condanna più alta, a 2 anni e 10 mesi, o quella del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin , che si trovava al timone al momento dell’impatto e che ha frainteso gli ordini del comandante. Condannato a un anno e otto mesi ha lasciato l’Italia dopo l’inizio del processo e non ha mai fatto ritorno. Archiviata la posizione del presidente di Costa Crociere, Pierluigi Foschi, che poi lasciò l’incarico di amministratore delegato della società il 1° luglio 2012.

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Attualità

Lo strappo di Salvini sul Quirinale: “Berlusconi dia numeri o proposta Lega”

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ROMA – “La settimana prossima, quando si comincia a votare, la Lega come forza responsabile e di governo, adesso e nei prossimi anni, farà una proposta che penso potrà essere convincente per tanti se non per tutti”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini parlando del voto sul Quirinale con i cronisti fuori dal Senato e ricordando di attendere che entro il 24 Silvio Berlusconi dica se ha i voti per candidarsi.

Come riporta l’Ansa, a una settimana dalla prima chiama Salvini riprende dunque in mano il pallino del centrodestra ponendo Silvio Berlusconi di fronte a un bivio: o chiarisce entro domenica che ha i numeri o lunedì, quando si comincia a votare, “la Lega, come forza responsabile e di governo, farà una proposta che potrà essere convincente per tanti se non per tutti”.

Dalla Lega vengono diffuse poche righe per calmare gli animi: “Respingiamo le letture malevoli: Salvini ha ribadito quanto sta sostenendo da settimane ed è in linea con quello che è stato deciso dopo l’ultimo vertice di centrodestra a Villa Grande”.

Vittorio Sgarbi, intanto, fa sapere di aver consigliato al Cavaliere una risposta diversa da quella che poi avrebbe dato: “L’ uscita di Salvini è un modo per riprendere la guida del centrodestra, che invece dovrebbe avere Berlusconi, se, una volta tramontata la sua candidatura facesse lui un nome. Gli ho consigliato di fare lui una mossa, magari può essere lui a far uscire di colpo Draghi, o anche Mattarella. Ma dalla nota – conclude come riportato dall’Ansa il noto critico d’arte – si capisce che Silvio è ancora determinato a voler essere lui il candidato”.

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Senato, spunta video porno: imbarazzo durante convegno online del M5S

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ROMA – Un filmato porno giapponese è andato in onda sui monitor durante un convegno al Senato organizzato dal Movimento 5 Stelle. A confermare l’incredibile episodio la senatrice Maria Laura Mantovani: “Sì, sto facendo la denuncia alla polizia postale. È andato in onda improvvisamente un filmato porno sul monitor del convegno che stavamo tenendo presso Palazzo Giustiniani”. Era stata proprio lei, esponente dei Cinque Stelle, a organizzarlo, moderandolo via Zoom. 

“Oggi pomeriggio si è verificato un episodio gravissimo, un vero e proprio attacco verso il quale esprimo assoluto sdegno”, ha aggiunto la senatrice in una nota. “Nel corso di un convegno online da me organizzato, qualcuno si è introdotto clandestinamente trasmettendo un video dal contenuto pornografico. Ho provveduto a segnalare il tutto alle autorità competenti affinché procedano a individuare il responsabile”.

L’immagine è apparsa all’improvviso sui monitor. “Che cosa è questo?”, ha domandato la senatrice, vedendo comparire le scene pornografiche al centro del monitor, mentre alcuni dei partecipanti, tra cui Giorgio Parisi, fisico premio Nobel 2021 per la Fisica, erano online. Qualcun altro, nel frattempo, ha chiesto alla regia di intervenire per bloccare le immagini.

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Bugie sul sesso con Berlusconi: in cinque a processo a Bari

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cosa rimane del berlusconismo e di silvio berlusconi

BARI – La gup del Tribunale di Bari Rossana De Cristofaro ha rinviato a giudizio per falsa testimonianza quattro donne e l’ex autista di Gianpaolo Tarantini, accusati di aver mentito sulle notti di sesso con Silvio Berlusconi, avvenute – ha ricostruito la Procura di Bari – fra il 2008 e il 2009 nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio.

Come riporta l’Ansa, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Barbara Montereale e Dino Mastromarco saranno processati dal 7 aprile davanti al giudice monocratico di Bari Mario Mastromatteo. I cinque imputati avrebbero mentito, ritiene l’accusa, chiamati come testimoni nel processo escort. 

Le donne, citate come testimoni al processo in corso a Bari, negarono di essersi prostituite e di essere state poi pagate per quelle prestazioni, secondo la Procura mentendo. Come riporta l’Ansa, in udienza le difese degli imputati hanno chiesto il proscioglimento, ritenendo che non abbiano mentito.

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