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Bassetti si propone come ministro della Salute per il centrodestra

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Matteo Bassetti si propone come ministro della Salute

Il sempre schivo Matteo Bassetti, uno degli infettivologi che la pandemia Covid ha trasformato in popstar, mette a disposizione i suoi talenti per il governo che verrà e si propone come ministro della Salute, per il centrodestra: «storicamente quelli che hanno lavorato meglio sono stati dei medici».

Matteo Bassetti è pronto a scendere in campo, se verrà convocato. Non sembra intenzionato a candidarsi per le prossime elezioni politiche, ma si mette a disposizione del prossimo presidente del Consiglio. Bassetti dunque è pronto a raccogliere l’onere di svolgere il ruolo di ministro della Salute: «Preferirei essere chiamato come tecnico. Come si fa per il ministro dell’Economia: prima si considera la competenza poi eventualmente l’area politica». L’Italia chiamò. O comunque se non tutta la patria, almeno qualche politico: «Ho molti rapporti con i politici, ritengo sia fisiologico considerato quel che è successo negli ultimi anni».

Bassetti ha rivelato in un’intervista al Corriere della Sera, di essere pronto a mettersi a servizio dello Stato: «la mia disponibilità in questo momento è di offrire un aiuto in chiave tecnica. Sono convinto che questo Paese debba andare nella direzione del merito e delle competenze. Io sono a disposizione per quanto riguarda le mie». Quando gli si chiede se sta pensando di diventare il prossimo ministro della Salute risponde con un laconico «certo» per poi proseguire affermando che: « Credo che storicamente i ministri della Salute che hanno lavorato meglio siano stati dei medici: Elio Guzzanti, Girolamo Sirchia, Umberto Veronesi. Tanto più in questo momento, tra Covid e vaiolo delle scimmie, serve un ministro tecnico. E un infettivologo a maggior ragione. Non c’è il tempo perché un politico arrivi e capisca come funziona, magari circondandosi di consulenti».

Bassetti ministro dunque, ma con chi? «Io sono un liberale. Mi sono sempre ritenuto un liberale di centro. Ma soprattutto sono dalla parte della sanità. Un partito che vuole cambiare in meglio la nostra sanità mi rappresenta. Se non condividere le posizioni di Speranza significa essere di centrodestra, allora sono di centrodestra». Quando la giornalista Logroscino lo incalza sui rapporti con Fratelli d’Italia, Bassetti mantiene il riserbo, ma non smentisce: «La questione specifica dei miei contatti preferisco resti riservata».

Dunque, Matteo Bassetti è pronto a fare il Ministro della Salute in qualità di tecnico, ma qualche rudimento di politica lo ha appreso e prima di tutto si scaglia contro chi attualmente ricopre questa carica ed appartiene ad uno schieramento diverso a quello che guarda. Il giudizio su Speranza è spietato: «Non sono per niente soddisfatto di come è stata gestita la sanità negli ultimi anni. Speranza ha fatto una riforma che è un disastro, una riforma populista che parte già fallita. Serve un cambio radicale. In realtà mi aspettavo che il presidente Draghi, persona che stimo naturalmente, provvedesse a sostituire Speranza già quando si è insediato a Palazzo Chigi».

E in merito alle posizioni tenute da Meloni e Salvini sui vaccini nei mesi scorsi? Bassetti non ha nulla da obiettare? No, a quanto pare: «Nessun imbarazzo. Entrambi hanno riconosciuto merito ai vaccini. Tutto va circostanziato al momento. La loro critica più aspra riguardava il green pass, uno strumento non scientifico ma politico, sul quale sono legittime le obiezioni politiche». Sarà un tecnico, ma col politichese ci sa fare.

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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