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Look alla Mao, parole alla De Gasperi: prove tecniche di trasmissione (a reti unificate) per Berlusconi al Quirinale

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Silvio Berlusconi si sottopone al vaccino mentre progetta la corsa a al Quirinale
Silvio Berlusconi si sottopone alla terza dose del vaccino.

Discorsi  da statista, strizza l’occhio al centro, bonario con la sinistra, non vuole rompere gli equilibri a destra, Silvio Berlusconi sta progettando la sua ultima scalata, quella al Quirinale. Pare fantascienza, ma i numeri non sono poi così irraggiungibili. E il Cav i conti li ha sempre saputi fare.

Silvio Berlusconi sta contando quanto gli manca per salire al Quirinale. Già da tempo medita, scrive nomi, li cancella, li riscrive, annota. 505. Questa è la quota che gli serve per coronare il sogno di diventare Presidente della Repubblica. 505 voti da raccogliere in Parlamento, la maggioranza assoluta a partire dalla quarta votazione, per salire al Quirinale. Questa volta da vincitore, da Capo dello Stato. Non come quando ha rassegnato le dimissioni dal suo ultimo incarico da Presidente del Consiglio, con una piazza piena di gente che lo insultava e che lo fischiava.

Dopo dieci anni Silvio è pronto a riprendersi la scena e direttamente dal palco d’onore. Poco importa se nel frattempo sono giunte condanne e interdizioni. Tutti ostacoli che non potevano certo fermare la galoppata del cavaliere di Arcore. Con buona pace dei suoi “alleati” Salvini e Meloni. Ci hanno provato a staccarselo di dosso, a liberarsi della sua ingombrante presenza, delle sue richieste . Ma non ce l’hanno fatta.

E allora via con incontri, meeting, sorrisi e strette di mano, in cui tutti garantiscono, serenità, collaborazione e fedeltà. Ma intanto si affilano i coltelli. Berlusconi, che non è certo un novellino, sa che sarà dura. Ma non impossibile. Se il centrodestra lo sostenesse compatto mancherebbe poco, davvero poco. E poi ha sempre saputo intercettare il consenso di parlamentare dubbiosi. Quanti responsabili sono corsi ad irrobustire le sue fragili fila quando la maggioranza rischiava di cadere. Certo sono cambiati i tempi e i nomi, ma certe dinamiche sono eterne.

Per questo i numeri vanno cercati non solo a destra e Berlusconi rivolge lo sguardo a tutte le forze politiche. Palazzo del Quirinale val bene un Nazareno. Anche uscite, dichiarazioni ed interventi pubblici sono orientati verso questo nuovo assetto: lontani dalle posizioni più radicali, sempre aperti al dialogo con tutti e pronti ad ascoltare le istanze della popolazione. Un vecchio saggio benevolo che ha a cuore tutti i suoi cittadini, compresi quelli più critici, a cui sorride bonariamente.

E mentre qualcuno che dovrebbe essergli vicino strizza l’occhio a no green pass e no vax, lui si fa immortalare mentre pacifico e sorridente si sottopone al terzo richiamo del vaccino, compiendo il suo dovere di cittadino ed affidandosi alle cure delle Istituzioni. Mentre qualcun altro si scaglia contro la manovra e vorrebbe smantellare il reddito di cittadinanza, lui a sorpresa dichiara che è giusto a mantenere uno strumento utile, perché sostiene le persone più in difficoltà. Ma che è anche importante scovare e punire chi ne approfitta, perché non c’è niente di peggio che commettere reati di natura fiscale e finanziaria.

Pochi giorni fa ha riunito i fedelissimi, almeno quelli rimasti, a Villa San Martino. Il tempo stringe e bisognava affinare la strategia insieme a Confalionieri, Tajani, Letta ed i capigruppo Barelli e Bernini. Bisogna tessere relazioni, discutere, ascoltare, proporre. C’è bisogno di curare una campagna mediatica che possa portare la popolazione a tifare per questa ipotesi. Ancora una volta. Altri invece sono stati sguinzagliati e si muovono per conto proprio ma con il medesimo fine. E così, ad esempio, l’amico di vecchia data Marcello Dell’Utri, ora che è di nuovo libero e non più in carcere, ne approfitta e fa una passeggiata per andare a trovare Renzi e farci una bella chiacchierata.

Insomma la parabola è compiuta. Le inchieste su prostitute e minorenni, tra un malanno e l’altro, sono passate. Le condanne sono scadute, le interdizioni pure. Il Cav è immacolato e può presentarsi come un Padre Nobile della Repubblica, un uomo delle Istituzioni che ha già servito lo Stato ed è pronto a dare ancora il suo contributo qualora l’Italia chiamasse. E lui sta aspettando la telefonata.

Certo in molti prendono l’ipotesi di Berlusconi al Quirinale come una semplice congettura, del tutto irrealistica. «Ma figurati se…». Sarebbe un po’ come pensare che Trump possa vincere le elezioni presidenziali negli USA, o che gli inglesi votino la Brexit. Fantascienza, delirio, utopia.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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