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Berlusconi: «deluso da Putin, ma non personalizziamo il conflitto»

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Silvio Berlusconi Vladimir Putin
Silvio Berlusconi e Vladimir Putin durante un incontro a Roma nel 2019 (Foto: The Presidential Press and Information Office of the Russian Federation)

Alla fine anche Silvio Berlusconi ha fatto il nome di Vladimir Putin: «sono addolorato, non mi aspettavo un’aggressione così grave. Io ho fatto di tutto per evitare che Russia e Cina si avvicinassero troppo. L’espansione dell’impero comunista cinese rappresenta la più grande sfida per l’Occidente».

Silvo Berlusconi, dalle colonne de Il Giornale, parla della guerra della guerra e in una lunga intervista concessa ad Andrea Indini, fa finalmente il nome di Vladimir Putin , citandolo addirittura tre volte: «come ho avuto modo di dire sono stato deluso da Putin, dal quale non mi aspettavo un atto di aggressione così grave e poco responsabile», ha detto addolorato a proposito del suo amico, prima di aggiungere: «Tuttavia non credo che personalizzando il conflitto si faciliti una soluzione».

Durante l’intervista sono tanti i temi toccati dall’ex Cavaliere: referendum sulla giustizia, equilibri della coalizione di centrodestra, dipendenza dal gas russo e piani di approvvigionamento alternativi, fino al convegno di Forza Italia e le prossime elezioni politiche. Ma un punto in particolare infervora ancora Berlusconi, lo spettro del comunismo: «il vero competitore sistemico dell’Occidente nel 21° secolo è la Cina. La tradizione espansionistica dell’Impero Cinese unita al totalitarismo del sistema comunista rappresenta la più grande sfida politica, economica ed anche militare al nostro modello di vita, di stato, di società libera e aperta».

Berlusconi teme che Putin, isolato sul piano internazionale, possa avvicinarsi sempre più alla Cina e commenta il suo precedente ruolo da mediatore: «rischio gravissimo, che io avevo fatto di tutto per evitare […] avevo lavorato, con autorevoli avvalli da parte dell’Amministrazione USA, per un nuovo sistema di sicurezza europeo che includesse la Russia. In quel clima, grazie ai buoni rapporti personali che avevo stabilito sia con George Bush che con Vladimir Putin, eravamo riusciti a realizzare l’accordo NATO-Russia, che poneva fine anche simbolicamente alla guerra fredda, alla divisione in due dell’Europa. L’accordo fu firmato proprio in Italia, a Pratica di Mare, in segno di apprezzamento per l’opera di mediazione che il nostro governo aveva svolto».

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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