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Cronaca

Bimbo abbandonato alla nascita, riaffidato alla madre biologica dopo 3 anni

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La famiglia affidataria ha presentato ricorso: «increduli e sconvolti». Il padre del bambino è stato condannato per abbandono di minore. La madre è in attesa di giudizio, ma avrebbe ottenuto l’annullamento della dichiarazione di adottabilità.

Sostiene di non aver mai avuto intenzione di abbandonare il figlio, ma di essere stata sopraffatta dagli eventi, la donna che ha ottenuto l’annullamento della dichiarazione di adottabilità del figlio, che vive con una famiglia affidataria praticamente dalla nascita. Adesso però, dopo il ricorso presentato dalla donna, il bimbo di tre anni abbandonato alla nascita potrebbe essere riaffidato alla madre biologica.

La bizzarra storia giunge dalla Sicilia. Nel novembre del 2020 un neonato è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Un commerciante ha detto di averlo trovato di fronte al suo negozio. Aveva ancora il cordone ombelicale attaccato ed era stato messo in una busta. In ospedale è arrivato in condizioni critiche, in ipotermia ed ipoglicemia, ma ha lottato ed è sopravvissuto. Dopo 16 giorni aveva già una nuova famiglia, a Siracusa.

Successivamente si è scoperto che l’uomo che lo ha portato in ospedale era il padre. Il bambino è nato da una relazione extraconiugale con una donna con cui l’uomo aveva già avuto una figlia. La donna ha detto di aver contatto il padre del piccolo dopo il parto, per farsi aiutare. L’uomo ha affermato di aver poi agito in preda ad un momento di squilibrio psichico. Lui è stato condannato a 2 anni per abbandono di minore, lei è in attesa di giudizio per la stessa ipotesi di accusa.

Intanto però ha presentato ricorso contro la dichiarazione di adottabilità. Secondo i suoi legali il Tribunale dei minorenni non avrebbe verificato l’esistenza dei genitori naturali del piccolo, negando loro il diritto di «ravvedimento».

Contro il decreto che ha riaffidato il bimbo abbandonato alla nascita alla madre biologica si oppongono i genitori affidatari, «nel pieno interesse del minore». Hanno inoltre lanciato una petizione su change.org raccogliendo 22 mila firme. «Per un decreto che abbiamo appena ricevuto Miele (come è stato soprannominato per tutelarne l’identità, ndr) verrà tolto dalla nostra famiglia e “collocato” dalla madre biologica che non ha mai visto, né incontrato. Subito dopo il parto è stato messo dalla madre biologica in una busta per la spesa, con il cordone ombelicale non clampato, e consegnato al padre biologico che, dopo averlo abbandonato per due lunghe ore in strada, ha inscenato il ritrovamento fino all’arrivo della polizia e dell’ambulanza. Miele è arrivato in ospedale in grave ipotermia e ipoglicemia ed ha lottato per la vita, riuscendo alla fine a sopravvivere. Increduli e sconvolti davanti a questa violazione di legge, oggi – dopo 3 anni di vita con la sua mamma e il suo papà – Miele rischia di essere “riconsegnato” alla donna che lo ha partorito e che è ancora sotto processo penale per concorso in abbandono di minore»».

Cronaca

Tremano incessantemente i Campi Flegrei: paura anche a Napoli, evacuato il carcere di Pozzuoli

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sisma campi flegrei gente in strada

Forti scosse in tutta la zona. 39 famiglie sgomberate dalle proprie case. Il Prefetto: «la macchina ha funzionato».

Lo sciame sismico che ieri notte si è propagato nei Campi Flegrei, ha spaventato anche Napoli come non succedeva da una quarantina d’anni, con una scossa di magnitudo 4. Decine di persone si sono riversate per strada, mentre in via precauzionale è stato evacuato il carcere femminile di Pozzuoli, che ha subito alcuni danni.

39 famiglie, 150 persone circa, sono state sgomberate dalle loro abitazioni ed oggi le scuole sono rimaste chiuse a Pozzuoli e Bacoli. Sono state messi a loro disposizione alcuni alloggi alternativi, ma la maggior parte ha preferito soluzioni autonome. La Protezione Civile ha comunque preparato oltre 400 brandine.

Le 140 detenute del carcere di Pozzuoli, evacuato in via precauzionale, sono state «dislocate in altre strutture campane», rende noto il provveditore delle carceri della Campania Lucia Castellano, che spiega che il provvedimento «si è reso necessario per motivi precauzionali. Il nostro sforzo è finalizzato a far rientrare le detenute quanto prima – ha detto ancora – Pozzuoli è una struttura d’eccellenza a cui non vogliamo rinunciare». Il prefetto di Napoli, Michele Di Bari,ha aggiunto: «C’è stata una gran sinergia tra tutte le istituzioni, sindaco di Napoli, presidente di Regione, sindaci di Bacoli e Pozzuoli, la macchina ha funzionato benissimo».

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Svaligia la cassaforte di un supermercato: segnalato ragazzino di 11 anni

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Ha approfittato di un momento di distrazione per impadronirsi delle chiavi della cassaforte, asportare tre astucci contenti gli incassi di giornata e dileguarsi, il ragazzino che ha commesso una rapina in un supermercato di Ferrara. Un addetto ha provato a fermarlo, ma è riuscito a fuggire.

Ha atteso l’attimo propizio. Ha agito con destrezza e rapidità. Ha guadagnato la fuga, spintonando l’unica che si era accorta di quanto stava accadendo. Solo la ricostruzione dei suoi movimenti attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza ha permesso agli inquirenti di rintracciarlo. Non si tratta di un rapinatore seriale, ma di un ragazzino di 11 anni, segnalato alla Procura dei minori di Ferrara per la rapina in un supermercato.

La vicenda si è consumata in pieno giorno. Non si tratta di un semplice episodio di taccheggio, bensì di una vera e propria rapina, dal bottino di svariate migliaia di euro. Sei mila per la precisione. I contanti erano custoditi in tre astucci, conservati nella cassaforte installata nell’area dipendenti dell’esercizio commerciale.

Il ragazzino di 11 anni autore della rapina al supermercato ha approfittato di un momento di distrazione generale per prendere le chiavi da una cassetta. Poi ha ripulito la cassaforte. Solo mentre si allontanava una cassiera ha notato i suoi movimenti. La donna ha provato a fermarlo, ma lui l’ha spintonata ed è fuggito via.

Nella fuga ha dovuto abbandonare due dei tre astucci rubati. L’altro, quello contente sei mila euro, l’ha portato con sé. Ma gli investigatori l’hanno trovato mediante la visione dei filmati di sicurezza. E per la sua identificazione, sono state rilevanti le foto pubblicate dal giovane sui social network.

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Strage sul lavoro a Palermo: 5 operai morti durante lavori fognari

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I cinque operai morti a Casteldaccia in provincia di Palermo, hanno respirato esalazioni tossiche durante alcuni lavori alla rete fognaria.

Sarebbero state le esalazioni tossiche provenienti dalle acque nere ad uccidere i cinque operai morti in una strage sul lavoro avvenuta questa mattina a a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Uno dopo l’altro, si sono calati nel tombino della morte. Quando il primo non è riemerso il secondo è sceso a cercarlo e poi il terzo e poi il quarto e così via. Il settimo ha dato l’allarme. E’ quello che versa nelle migliori condizioni. Il collega prima di lui si trova intubato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo. Gli altri non ce l’hanno fatta.

I lavori interessavano la rete fognaria nei pressi degli stabilimenti dell’azienda vinicola Corvo. La maggior parte degli operai rimasti coinvolti nella strage sul lavoro avvenuta in provincia di Palermo, erano dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, società che lavora per conto della municipalizzata palermitana Amap, che si occupa della gestione idrica in città.

«Un’immane tragedia. Siamo sconvolti. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. E’ inconcepibile», ha dichiarato il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, arrivando sul luogo della strage.

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