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Blitz anticaporalato: Si dimette Mchele di Bari e la moglie è indagata

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Le indagini sono partite dalle condizioni di sfruttamento in cui versavano i lavoratori impiegati nei campi in provincia di Foggia.

Nell’operazione del blitz anticaporalato, dieci aziende agricole sono state riconducibili agli indagati e sottoposte a verifica giudiziaria. I braccianti provenivano dall’Africa e abitavano a Borgo Mezzanone. Lì si trova la più grande della Capitanata, che ospita circa 2000 persone in precarie condizioni igienico – sanitarie. Tra le 16 persone indagate nell’inchiesta del caporalato Foggiano, c’è Rosalba Bisceglia, la moglie del Capo Dipartimento e Immigrazione, Michele Di Bari. Nella mattinata di ieri, i carabinieri, hanno arrestato cinque persone in provincia di Foggia, due delle quali in carcere.

Un cittadino del Gambia e l’altro del Senegal. Tre sono ai domiciliari, mentre per la moglie di Di Bari e gli altri è scattato l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. I sedici, sono indagati con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le indagini sono partite a luglio in seguito ad un controllo dei carabinieri nei terreni agricoli di Manfredonia.

In quei mesi, gli inquirenti hanno scoperto un sistema di reclutamento, utilizzo e pagamento della manodopera. A reclutare i braccianti nell’ex pista sono stati i due extracomunitari. Per ogni lavoratore pretendevano cinque euro per il trasporto e cinque per aver trovato lavoro. Le buste paga sono risultate false, con un numero di giorni lavorativi inferiori a quelle prestate.

I braccianti, sono risultati privi di dispositivi di sicurezza, senza essere sottoposti a visite mediche. Inoltre, trasportati con mezzi non idonei sui campi e in condizioni pericolose. In seguito al blitz anticaporalato, Michele di Bari, ha dato le sue dimissioni. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, le ha accettate. A renderlo noto è stato il Viminale.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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