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Blitz della polizia in un giornale di Hong Kong, 6 arresti per cospirazione e pubblicazione sediosa

Si spegne una delle ultime voci libere di Hong Kong. Stand News, giornale impegnato a propugnare i temi di democrazia e libertà d’espressione, ha chiuso subito il blitz della polizia.

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Hong Kong blitz della polizia in un giornale 6 arresti

Imponente operazione della polizia di Hong Kong, che ha impiegato 200 uomini per il blitz all’interno della redazione di Stand News, un giornale on-line con posizioni filo democratiche, terminata con 6 arresti e diverse perquisizioni anche a casa deli accusati.

Il vento della libertà e dell’indipendenza soffia sempre tenue su Hong Kong, dove sono avvenuti 6 arresti fra i collaboratori di un giornale con posizioni filo-democratiche. Nuova azione del governo per reprimere il dissenso interno ed isolare sempre di più le posizioni filo democratiche, come quelle di Stand News, un giornale on line in cui la polizia ha fatto irruzione.

Oltre 200 agenti schierati per il blitz all’interno della redazione, per un’imponente azione che si è conclusa con la chiusura forzata del giornale stesso,  il sequestro di una molte impressionante di materiale giornalistico e l’arresto di 6 persone: un ex redattore, un dipendente e quattro ex membri del consiglio, tra cui la cantante e attivista Denise Ho e l’ex parlamentare Margaret Ng. Le accuse parlano di cospirazione e pubblicazione sediziosa. Rischiano fino a due anni di reclusione ed una multa di 5 mila dollari di Hong Kong, pari a 640 dollari statunitensi.

Le perquisizioni non si sono limitate alla sede del giornale, ma sono avvenute anche nelle case di diversi collaboratori della testata. Uno dei vicedirettori, Ronson Chan, ha filmato e diffuso l’irruzione in casa sua.  È anche il presidente dell’Associazione dei giornalisti di Hong Kong ed è stato portato via per essere interrogato. Successivamente è stato liberato, ma gli agenti hanno trattenuto i suoi dispositivi elettronici, le carte bancarie e il tesserino.

Il giornale ha chiuso i battenti subito dopo il blitz della polizia. Il direttore ad interim Patrick Lam si è dimesso e tutti i dipendenti sono stati licenziati. Il sito web e le pagine social della testata non verranno più aggiornati e tra breve i contenuti che ancora ospitano saranno rimossi. Si spegne così quindi una delle ultime voci libere di Hong Kong, impegnata, nei limiti del possibile, a propugnare i temi di democrazia e di libertà d’espressione.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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