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Cronaca

Disabili torturati e seviziati: 17 arresti nella casa di cura degli orrori

Secondo le accuse pazienti picchiati e segregati, struttura non in regola e finanziamenti pubblici sperperati per spese personali

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Botte, urla disperate, persone trascinate per i corridoi, o spintonate a terra. E soldi, tanti soldi che i gestori della “Suora Rosina La Grua onlus”, a Castelbuono in Provincia di Palermo, avrebbero intascato per portare avanti la casa di cura degli orrori. Questo è il quadro che emerge dalle immagini diffuse dalla Guardia di Finanza, che dopo accertamenti e indagini, ieri notte ha fatto scattare un blitz al seguito del quale 17 persone sono state arrestate.

Dieci di esse si trovano in carcere, tra cui Gaetano Di Marco, il Presidente della Onlus, e gli operatori, ma più che altro aguzzini, accusati di tortura. Tra coloro ai domiciliari, Vincenzo Prestigiacomo, funzionario dell’Azienda sanitaria di Palermo, che aveva il compito di controllare che nella struttura non accadesse nulla di strano. Invece è accusato di corruzione, dal momento che avrebbe fatto assumere il figlio e la nuora nella casa di cura degli orrori. Oltre agli arresti, cinque persone sono state raggiunte dall’obbligo di dimora, mentre per altre tredici è stato fatto divieto di esercitare attività professionali per un anno.

Le intercettazioni  degli uomini del nucleo di polizia economico finanziaria sono agghiaccianti. Hanno raccolto le urla dei pazienti disperati mentre subivano vessazioni di ogni tipo: calci, pugni, spinte, insulti, minacce. Fino alla segregazione nella sala “relax”, una stanza spoglia in cui gli ospiti della casa di cura venivano spinti a forza e rinchiusi, dopo essere stati picchiati. Le fiamme gialle però sono riuscite a piazzarvi una telecamera nascosta.

I reati contestati sono vari e pesantissimi: tortura, sequestro di persona, maltrattamenti, ma anche truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, malversazione e frode nelle pubbliche forniture. Sì perché chi gestiva la casa di cura degli orrori, in base alle accuse, avrebbe anche intascato, e sperperato, 6,2 milioni di euro provenienti da finanziamenti pubblici. I soldi che l’Asp avrebbe erogato alla struttura accreditata con la Regione sarebbero stati usati anche per cene, auto di lusso, gioielli, regali, viaggi.

Intanto i pazienti torturati sono stati finalmente liberati e distribuiti ad altre strutture sanitarie del territorio. Durante le indagini i finanzieri hanno raccolto video e intercettazioni incriminanti. Se nelle immagini si vedono le torture a cui erano costretti gli ospiti della casa di cura, dalle intercettazioni emerge un quadro finanziario piuttosto torbido. In base a quello che si dicono al telefono operatori e gestori, i finanziamenti per la struttura venivano utilizzati soprattutto per fini personali, i bilanci non erano in regola, così come la struttura che mostrava gravi carenze anche dal punto di vista igienico.

Attualità

Il fuoriprogramma shock su Canale 5: “Pure la patata è rinfrescata”

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ROMA – Fuoriprogramma decisamente imbarazzante su Canale 5, durante la trasmissione Morning News. In occasione di un collegamento con Ostia, dedicato alle vacanze della terza età, l’inviata Giorgia Ceccacci ha intervistato alcune signore anziane intente a fare il bagno e, alla domanda se si fossero rinfrescate, una di loro ha risposto: “Sì, ma pure la patata si è rinfrescata!

Resasi conto di averla sparata grossa, la signora si è portata le mani sulla bocca, sconvolta. Mentre un’amica della donna ribadiva il concetto a gran voce, la giornalista ha cercato di arginare dicendo: “Non si può, lasciamo perdere!“. Intanto, in studio è scoppiata la più totale ilarità.

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Attualità

WhatsApp: Zuckerberg annuncia tre nuove funzioni per la privacy

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SAN FRANCISCO – “Sono in arrivo nuove funzionalità per la privacy su WhatsApp: uscire dalle chat di gruppo senza avvisare tutti i partecipanti, decidere chi può vedere quando si è online e impedire gli screenshot dei messaggi visualizzabili una sola volta. Continueremo a creare nuovi modi per proteggere i vostri messaggi e mantenerli privati e sicuri come nelle conversazioni di persona”.

Lo annuncia, come riporta l’Ansa, Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Meta.

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Attualità

Primo italiano indagato per arruolamento in Ucraina: è un 19enne simpatizzante di CasaPound

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KIEV – C’è il primo Italiano indagato per essere andato a combattere in Ucraina con la resistenza. Come riporta l’Ansa, è un genovese di 19 anni, Kevin Chiappalone, simpatizzante del movimento di estrema destra CasaPound.

Il sostituto procuratore Marco Zocco della Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo genovese lo accusa di essere un mercenario arruolato nella Brigata internazionale ucraina e rischia una condanna da due a sette anni. L’indagine della Digos era partita dopo le dichiarazioni del giovane al settimanale Panorama in cui annunciava di volere partire per difendere l’Ucraina dopo avere sentito Putin che parlava di “denazificare il Paese”.

Secondo quanto appreso dall’Ansa, il ragazzo, senza alcuna esperienza in ambito militare o nell’uso delle armi (se non la passione per il softfair), è partito a maggio, entrando nel Paese probabilmente attraverso il confine polacco. Dopo una fase di addestramento, come mostrano anche alcune foto sui social, ora si troverebbe in Donbass.

Al momento il giovane è l’unico indagato ma gli investigatori stanno cercando di capire se vi siano altri mercenari e se vi sia una rete di reclutatori. La Digos ha interrogato diverse persone di CasaPound. Da quanto emerso avrebbe fatto tutto da solo tramite internet. Sarebbe arrivato in Polonia con l’aereo e da lì in pullman ha raggiunto il fronte.

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