fbpx
Seguici su

Cronaca

Cieco e costretto sulla sedia a rotelle, viene scarcerato e guarisce miracolosamente

Pubblicato

il

prigione cella ergastolo detenzione pena

Per festeggiare il miracolo, il detenuto cieco e paralizzato, guarito appena scarcerato, è andato a cena in un ristorante, dove però aveva prenotato anche un secondino che lo ha visto leggere il menù e passeggiare: denunciato.

Prima il miracolo, poi l’incredibile voltafaccia della sorte. Un uomo, condannato per associazione a delinquere e reati collegati allo spaccio di sostanze stupefacenti ad 11 anni di reclusione, prima ha “riottenuto” il dono della vista e l’uso delle gambe, poi è stato notato da un agente di polizia penitenziaria in un ristorante mentre festeggiava la grazia ricevuta. E per congratularsi con lui, il secondino ha fatto al detenuto guarito appena è stato scarcerato un dono inaspettato: una denuncia.

Il protagonista di questa vicenda è un uomo di 40 anni originario di Monza ed arrestato per reati commessi a Milano, in seguito alla quale è stata condannata alla reclusione nel carcere di Genova. E’ anche accusato dell’omicidio di una prostituta nigeriana uccisa con un colpo di pistola alcuni anni fa. In carcere, il suo stato di salute è nettamente peggiorato: prima ha perduto la vista, poi l’uso delle gambe. E così, il detenuto ipovedente e paralizzato è stato scarcerato per le sue condizioni di salute, incompatibili con il regime di detenzione.

Una volta uscito dal carcere però, questi problemi sono misteriosamente scomparsi. L’uomo ci vede benissimo e può camminare. Lo testimoniano le immagini riprese da un ristorante di Livorno, in cui stava cenando in compagnia della figlia. Il “miracolato” è stato vittima di un incredibile colpo di sfortuna. Nello stesso ristorante dove aveva scelto di festeggiare la riottenuta libertà, stava cenando anche un secondino del carcere di Genova. Immediatamente è partita la segnalazione al Tribunale di Sorveglianza di Firenze, che ha subito fissato un’udienza. La fortuna è cieca, ma la sfortuna invece ci vede benissimo.

Cronaca

Revisione del processo sulla strage di Erba, decisione rinviata al 16 aprile

Pubblicato

il

chiesta revisione processo olindo e rosa strage di erba

Si saprà il prossimo 16 aprile se si celebrerà il processo di revisione nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba. La Corte ha chiesto più tempo per esaminare le carte della difesa. Azouz Marzouk, ormai convinto innocentista: «stiamo avendo la nostra rivincita».

Il presidente della Corte Antonio Minervini ha accolto la richiesta degli avvocati di Olindo Romano e Rosa Bazzi ed ha rinviato al 16 aprile l’udienza: « «A prescindere che non ce la facevamo a chiudere il processo oggi, credo che la memoria di parte civile richieda un po’ di studio». Si saprà dunque tra un mese abbondonante se verrà celebrato il processo di revisione sulla strage di Erba.

Olindo e Rosa nel 2006 sono stati condannati all’ergastolo, da reo confessi. Oggi sostengono che quelle confessioni vennero estorte in cambio di finte promesse. Oggi si trovavano in Aula ed hanno chiesto di non essere ripresi.

Presente in aula anche Azouz Marzouk che nella strage perse la moglie ed il figlio piccolo, che da anni sostiene la tesi dell’innocenza della coppia: «Sono emozionato, stiamo avendo la nostra rivincita. Sto facendo questa lotta per tutti. La pista della droga che tutti vogliono far credere mi sta creando molto problemi ora che mi sto trasferendo qui in Italia anche per trovare lavoro».

L’’Avvocato generale dello Stato, Domenico Chiaro, è stato il primo a intervenire. «Siamo di fronte a una manifesta inammissibilità delle richieste di prova. Si sono superati determinati limiti, spetta a noi far tornare questo processo nell’alveo della normalità. Non è vero che la condanna si fonda solo su tre prove. Se anche ne cadesse una avremmo comunque la possibilità di fare un processo indiziario. Quelle tre prove non sono le uniche sufficienti per la condanna», ha dichiarato. «Ci sono il poderoso movente, la manutenzione del contatore, il comportamento anonimo degli imputati, gli esiti parlanti del consulente sulle lesioni delle vittime, la mano sinistra meno forte e quella destra più forte. Non ci sono fatti nuovi. Devono esserlo anche dal punto di vista probatorio. Non è vero che la condizione mentale degli imputati non sia mai stata valutata. C’è stata una costante osservazione psichiatrica in carcere», ha aggiunto.

Continua a leggere

Cronaca

Radiata dall’Ordine l’avvocatessa che faceva riti vodoo contro la sua cliente

Pubblicato

il

tentato omicidio con riti voodoo

Nel settembre scorso l’avvocatessa era stata condannata per peculato e falso, ma anche accusata di tentato omicidio attraverso riti voodoo, nei confronti di una sua assistita di 86 anni della quale amministrava il patrimonio.

Barbara Raimondo, l’avvocatessa accusata di peculato, falso e tentato omicidio con riti voodoo, è stata radiata dall’Ordine degli Avvocati di Genova. Nel settembre scorso è stata condannata con rito abbreviato in primo grado a 5 anni per le prime due accuse, ma anche in questo caso ha presentato appello. Secondo le accuse nei suoi confronti, avrebbe fatto sparire un milione e centomila euro dal patrimonio di un’anziana di 86 anni della quale era amministratrice di sostegno.

Raimondo avrebbe dovuto provvedere al mantenimento della donna, ma non avrebbe mai versato denaro sul contro della donna o su quella della Rsa nella quale era ospitata. La Gup Paola Faggioni le ha imposto un anno e mezzo di libertà vigilata ed ha disposto il sequestro conservativo di oltre un milione, poiché lei non ha mai risarcito le vittime.

Continua a leggere

Cronaca

Vannacci sospeso per 11 mesi dall’Esercito, il suo legale: «faremo ricorso»

Pubblicato

il

generale vannacci fuori dal coro rete 4

Il provvedimento nei confronti del generale Roberto Vannacci, sospeso per 11 mesi dall’Esercito, ha carattere disciplinare: carenza di senso di responsabilità e possibili ripercussioni negative sull’immagine dell’Esercito.

«Ricorreremo al Tar del Lazio per annullarla» ha detto l’avvocato di Roberto Vannacci non appena si è appreso che il generale è stato sospeso dall’Esercito per 11 mesi. Una sospensione dal carattere disciplinare, motivata da carenza di senso di responsabilità e potenziali ripercussioni negative sull’immagine dell’Esercito.

Insomma, salvo una probabile candidatura con la Lega all’orizzonte, non si schiariscono le nubi sul capo di Vannacci, sotto inchiesta in tre diverse indagini per peculato, truffa, istigazione all’odio razziale e diffamazione nei confronti di Paola Egonu, la campionessa azzurra di pallavolo i cui tratti somatici nel libro best seller “Il mondo al Contrario «non rappresentano l’italianità».

 La sospensione, il cui provvedimento disciplinare è stato avviato il 30 ottobre scorso, prevede anche una detrazione di anzianità e il dimezzamento dello stipendio.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.