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Covid-19, CdM approva il decreto Festività: verso obbligo di mascherine, Ffp2 per eventi. Green pass a 6 mesi dal 01/02

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ROMA – Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto legge con le nuove norme per arginare il contagio da Covid nelle festività. Lo apprende l’Ansa da fonti di governo a riunione ancora in corso.

Divieto di eventi all’aperto fino al 31 dicembre, durata ridotta a 6 mesi del Green Pass e l’obbligo in tutta Italia delle mascherine all’apertoe dell’uso di Ffp2 ad eventi, spettacoli e sui mezzi di trasporto.

Sono queste, secondo quanto apprende l’Ansa, alcune delle misure esaminate nella Cabina di regia sulle nuove misure di contrasto al Covid alla luce della variante Omicron che si è svolta a Palazzo Chigi.

Dal 30 dicembre e fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, “l’accesso alle sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi o feste comunque denominate, aperti al pubblico, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde Covid-19, rilasciata a seguito della somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario”. Lo legge l’Ansa nella bozza del dl Festività. L’accesso è consentito anche a chi abbia fatto due dosi di vaccino o sia guarito dal Covid e presenti l’esito negativo del test antigenico rapido o molecolare.

Per consentire il ritorno in classe in sicurezza alla fine delle vacanze di Natale potrebbe esserci uno screening straordinario degli studenti. E’ una delle ipotesi, secondo diverse fonti, che sarebbe emersa nel corso della cabina di regia sul Covid e che dovrà essere decisa dal Consiglio dei ministri dopo che nella conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio Mario Draghi ha escluso il prolungamento delle vacanze e ribadito che si farà di tutto per evitare la Dad. Ad occuparsi dello screening, dicono sempre le fonti dell’Ansa, dovrebbe essere il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo.

Inoltre il governo starebbe valutando l’ipotesi di calmierare i prezzi delle Ffp2 e la riduzione a 4 mesi dei tempi per la terza dose. 

Si valuta l’estensione del Green pass rafforzato a piscine, palestre, centri termali e benessere, ma anche per le sale da bingo. 

Questi in dettaglio, come riporta l’Ansa, alcune delle misure affrontate:

  • Non c’è obbligo vaccini nella Pa ma decide il Cdm – Dalla riduzione della durata del Green pass, alla proroga della somministrazione dei vaccini in farmacia. Sono 10 gli articoli che compongono la bozza del decreto legge “Festività”, contenente nuove misure per contenere il contagio da Covid. Nella bozza, che l’ANSA ha potuto visionare, non compare la previsione dell’obbligo di vaccini nella Pa, ma la discussione nel governo è aperta e si deciderà in Cdm.
  • Green pass durerà sei mesi dal 1 febbraio – Il Green pass dovrebbe durare sei mesi dal primo febbraio. Il tempo di durata del Green pass dunque passerà dagli attuali nove ai sei mesi.
  • Mascherina Ffp2 in cinema, eventi sport, mezzi di trasporto – Viene previsto l’obbligo di mascherine all’aperto anche in zona bianca e viene introdotto l’obbligo di FFP2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto, anche TPL.
  • Fino a 31/1 Super Green pass ristoranti anche al banco – Fino al 31.01 si prevede l’estensione dell’obbligo di green pass rafforzato (2G solo per vaccinati e guariti) alla ristorazione al chiuso anche al banco. Inoltre, si vieta il consumo di cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e per eventi sportivi.
  • Super Green pass anche per musei e palestre – Dal 30 dicembre l’accesso a musei e luoghi di cultura, piscine, palestre e sport di squadra, centri benessere e centri termali, centri culturali, sociali e ricreativi, sale gioco, sale bingo e casinò sarà consentito solo a chi ha il super green pass, dunque solo ai vaccinati e ai guariti. E’ quanto prevede l’articolo 7 della bozza del decreto che introduce le misure per le festività. Dall’obbligo sono esclusi i minori di 12 anni e i soggetti esentati dalla campagna vaccinale
  • Riduzione tempi per terza dose da 5 a 4 mesi – Con ordinanza del ministro della salute il periodo minimo per la somministrazione della terza dose sarà ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario. Si attende però sul punto un approfondimento tecnico, che coinvolgerebbe anche l’Aifa. 
  • Feste all’aperto vietate fino al 31 gennaio – Fino al 31 gennaio sono vietati eventi e feste che implichino assembramenti all’aperto. E’ uno dei punti sui quali si sarebbe trovato un accordo nella cabina di regia anche con l’obiettivo di uniformare le misure in tutta Italia visto che alcune regioni e sindaci si erano già mossi in questa direzione
  • Prezzi calmierati per mascherine Fpp2 – Il governo valuta l’introduzione di prezzi calmierati per la mascherine Fpp2, dopo l’introduzione dell’obbligo nei cinema, teatri, eventi sportivi e mezzi di trasporto. A quanto si apprende, la proposta sarebbe stata sostenuta da Fi e Iv, che avrebbe chiesto di calmierare i prezzi in particolare per gli studenti.
  • Per feste e discoteche a Capodanno 3/a dose o tampone – Dal 30 dicembre e fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, “l’accesso alle sale da ballo, discoteche e locali assimilati, dove si svolgono eventi o feste comunque denominate, aperti al pubblico, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una certificazione verde Covid-19, rilasciata a seguito della somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario”. Lo si legge nella bozza del dl Festività. L’accesso è consentito anche a chi abbia fatto due dosi di vaccino o sia guarito dal Covid e presenti l’esito negativo del test antigenico rapido o molecolare.
  • Controlli con tamponi in porti, aeroporti, frontiere – Per contenere il Covid “gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera” effettuano, anche a campione, presso gli scali aeroportuali, marittimi e terrestri, test antigenici o molecolari dei viaggiatori che fanno ingresso in Italia. Lo prevede la bozza del decreto per le festività. In caso di esito positivo al viaggiatore “si applica la misura dell’isolamento fiduciario per un periodo di dieci giorni, ove necessario presso i Covid Hotel, previa comunicazione al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio in modo da garantire la sorveglianza sanitaria per tutto il periodo necessario”.

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Rula Jebreal: «il padre della Meloni criminale e narcotrafficante», la replica: «la querelo»

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La giornalista Rula Jebreal ha scatenato un putiferio sui social dopo che in un tweet in cui commentava la campagna elettorale di Giorgia Meloni ha tirato in ballo il defunto padre della leader di FdI, che aveva chiuso fin da piccolissima i rapporti col genitore, definito criminale e trafficante di droga.

«Durante la sua campagna elettorale Giorgia Meloni, il nuovo Primo Ministro italiano, ha promosso un video di stupro in cui si afferma che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi. Ironia della sorte, il padre della Meloni è un famigerato trafficante di droga/criminale condannato che ha scontato una pena in prigione». Questo il tweet della giornalista palestinese con passaporto italiano Rula Jebreal che ha scatenato una bufera.

Il riferimento è ad un articolo pubblicato dalla stampa spagnola nei giorni scorsi, relativo ai guai giudiziari del padre della Meloni. Francesco Meloni, con il quale la figlia ha troncato ogni rapporto in giovanissima età, nel 1995 venne condannato in spagna a 9 anni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti.

Riferendosi a questa notizia, Rula Jebreal ha pubblicato il suo commento sulla campagna elettorale di FdI. Una frase che ha attirato tantissime polemiche nei confronti della scrittrice, ma anche molte manifestazioni di solidarietà nei confronti della Meloni. La replica della leader di FdI non si è fatta attendere e su Facebook ha scritto: «Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce», riferendosi al passaggio sui richiedenti asilo nel quale la Meloni, secondo la Jebreal, avrebbe definito criminali i richiedenti asilo.

Ma nel suo post la Meloni ha commentato anche il comportamento della stampa: «Il tatto della stampa italiana che racconta dei guai di mio padre, ma omette nei suoi titoli roboanti un elemento fondamentale. Tutti sanno che mio padre andò via quando avevo poco più di un anno. Tutti sanno che ho scelto di non vederlo più all’età di undici anni. Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte. Ma poco importa, se i “buonisti” possono passare come un rullo compressore sulla vita del “mostro”. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c’è anche il detto “le colpe dei padri non ricadano sui figli”».

A questo proposito Rula Jebreal è tornata sulla questione, tentando di correggere in qualche modo il tiro: «Le responsabilità penali non ricadono mai su terzi. Ciò che evidenzio è che la propaganda politica della Meloni e di Trump molto spesso, criminalizza un’intera categoria e fomenta l’odio».

Ma nel frattempo a polemica è divampata e la giornalista si è attirata critiche e commenti di biasimo bipartisan. Tra i primi a manifestare solidarietà a Giorgia Meloni, Giuseppe Conte, che ha detto: «Questo è fango su Giorgia Meloni. Io Meloni e Fratelli d’Italia con il M5S li combatto in tutte le sedi, ma sul piano politico. Non si possono però addebitare in maniera subdola a una figlia – che dal genitore è stata abbandonata, senza avere più rapporti – i reati e gli errori del padre».

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Compleanno Berlusconi, mongolfiera con palloncini a cuore e striscioni in cielo: il regalo di Marta

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MILANO – “Guardate che sorpresa, che bel regalo ho ricevuto! Grazie a tutti per gli auguri!”. Così Silvio Berlusconi ha diffuso, attraverso il proprio profilo Twitter, un breve video che racconta parte della giornata di ieri, in cui il Cavaliere ha festeggiato 86 anni. Ad organizzare la romantica sorpresa, Marta Fascina, la sua partner e “quasi moglie”.

Nella breve clip si vede Berlusconi, seduto su una panchina insieme alla compagna e ad uno dei suoi cani, osservare una mongolfiera piena di palloncini rossi a forma di cuore ed un maxi striscione con la scritta “Buon compleanno amore, ti amo, Marta”, portato in cielo da un aereo ultraleggero.

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Mentana contro l’Agcom: «lasciateci fare il nostro lavoro»

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Intervento puntuto del direttore del telegiornale de La 7 Enrico Mentana, che commentando la notizia dei provvedimenti sanzionatori che l’Agcom ha disposto nei confronti della rete e di Rai, Sky e Mediaset ha chiosato: «la pagliuzza e la trave».

Enrico Mentana sui social non le manda mai a dire, mentre quando va in onda mantiene sicuramente un atteggiamento più distaccato. Eppure questa volta Mentana deve essere andato su tutte le furie se durante il telegiornale da lui diretto e condotto ha dedicato un intenso passaggio di biasimo per le sanzioni che Agcom ha comunicato nei confronti di La 7, Sky, Rai e Mediaset per alcune irregolarità riscontrate.

«Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha all’unanimità dato mandato agli uffici di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti di Rai, Mediaset, La7 e Sky dopo aver esaminato i dati di monitoraggio relativi al periodo dal 18 al 23 settembre – legge “Chicco” durante l’edizione del 29 settembre – Per quanto ci riguarda siamo pronti ad ascoltare le motivazioni di questo singolare annuncio da parte dell’Agcom. Vogliamo ricordare che noi facciamo il nostro lavoro che è il giornalismo, non la farmacia e il bilancio del farmacista». Il direttore era così arrabbiato che in qualche punto del suo discorso ha perfino incespicato. «Un bilancio che è male utilizzato da chi è nominato dalle forze politiche e dal Parlamento e dovrebbe guardarsi allo specchio prima di emettere sanzioni, quali che siano».

Una presa di posizione forte contro la decisione presa da Agcom quella di Enrico Mentana che si è fatto portavoce anche dei colleghi delle altre emittenti: «Mi sento di parlare non solo a nome di La7 a questo riguardo. Non insegnateci a fare il nostro lavoro, se ci sono degli squilibri evidenti ne parliamo, se qualcuno non fa il suo lavoro con disciplina e onore è un conto, ma fare questo tipo di affermazioni è veramente singolare. Ripeto è la pagliuzza e la trave…».

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