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30 positivi al Covid dopo il pellegrinaggio a Medjugorje: 6 in gravi condizioni, sono no vax

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autobus pullman

Il viaggio della fede termina nel reparto malattie infettive per trenta fedeli sardi che hanno contratto il Covid dopo un pellegrinaggio a Medjugorje. Sei di essi, non vaccinati, sono in gravi condizioni e rischiano il ricovero in terapia intensiva. Viaggiavano tutti in autobus senza mascherina e con scarse precauzioni.

Reparto malattie infettive di Sassari nuovamente sotto pressione e rischio di un nuovo focolaio di Covid in Sardegna, dopo un pellegrinaggio a Medjugorje al quale hanno partecipato 180 fedeli, per la gran parte anziani. In trenta hanno contratto il virus e tra questi in sei sono in gravi condizioni. Non hanno effettuato la vaccinazione e rischiano il ricovero in terapia intensiva. Tra gli altri positivi invece, solo una donna aveva eseguito entrambi i richiami del vaccino.

Avviato il processo di screening per ricostruire gli spostamenti degli interessati. Si pensa che possano essere circa un migliaio le persone con cui sono entrate in contatto e che sono quindi a rischio contagio. Il viaggio è stato organizzato da un tour operator specializzato in visite ai luoghi sacri, prevedeva un pacchetto completo della durata di 5 giorni ed ha radunato fedeli dalla Gallura e da altre parti della Sardegna.

Gli spostamenti sono avvenuti tramite autobus ed hanno attraversato la Bosnia, nonostante fosse segnalata come regione interessata da un’ondata di contagi. Parrebbe oltretutto che spesso venissero ignorate, o non fossero osservate rigorosamente, le misure anti contagio: i fedeli a lungo in spazzi stretti e affollati e scarso utilizzo delle mascherine. I primi casi di Covid sono stati registrati dopo il pellegrinaggio a Medjugorje, a partire dal 2 novembre.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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