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Cronaca

Covid-19, Giorgetti: “Maggio il mese delle riaperture”

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ROMA – “La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri”. Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, durante l’incontro al Mise con i rappresentanti di Fipe-Confcommercio, ricevuti dopo l’assemblea straordinaria organizzata in piazza San Silvestro a Roma in collegamento con 21 piazza d’Italia.

Il ministro, pur precisando che non è possibile indicare con certezza una data per le riaperture, ha però sottolineato che gli indicatori stanno migliorando e che “presumibilmente maggio sarà un mese di riaperture”.

Riaprire in sicurezza ristoranti a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all’aperto. E’ questa, come riporta l’Ansa, l’ipotesi contenuta nella bozza delle linee guida sulle riaperture, che le Regioni – a quanto si apprende – sottoporranno giovedì al Governo alla Conferenza Stato-Regioni e che confermano le misure di protezione già in atto. Secondo il documento – che aggiorna le linee allegate al Dpcm di marzo – tali indicazioni dovranno essere compatibili col miglioramento dei dati, anche alla luce di una revisione dei parametri di valutazione. Parallelamente, si prevede anche una regolazione della ripartenza di palestre, cinema, teatri e musei. 

Attualità

Consiglio di Stato respinge ricorso: i medici non possono rifiutare il vaccino anti-Covid

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ROMA – Il personale sanitario “per legge e ancor prima per il “giuramento di Ippocrate” è “tenuto in ogni modo ad adoperarsi per curare i malati, e giammai per creare o aggravare il pericolo di contagio del paziente con cui nell’esercizio della attività professionale entri in diretto contatto”.

Come riporta l’Ansa, è uno dei passaggi del decreto con il quale il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un medico abruzzese contro la sospensione per il suo rifiuto di vaccinarsi, rifiuto motivato “sulla base di dubbi scientifici certo non dimostrati”. 

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Attualità

Filippo Facci sospeso da Fb per aver offeso Greta Beccaglia: “Me ne fotto, mi autodichiaro sessista”

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FIRENZE – “Uheila, come va? Sono Topo Gigio. E questa è una vittima di molestie sessuali”.

Per aver “ironizzato” sulla molestia sessuale (confermata anche dalle indagini avviate dalla Procura di Firenze nei confronti di due tifosi della Fiorentina) subita da Greta Beccaglia, l’inviata di Toscana TV “palpeggiata” sul sedere mentre stava effettuando il suo collegamento fuori dallo stadio “Castellani” di Empoli: è questo il motivo che ha portato Facebook a sospendere temporaneamente il profilo social del giornalista Filippo Facci. E lui, non contento, utilizza Twitter per ribadire il suo concetto.

“Io me ne fot*o”, scrive il giornalista commentando la decisione di Facebook. Eppure, viste le risposte al veleno date a moltissimi utenti che lo hanno criticato, sembra che l’indignazione e la decisione del social network non gli sia scivolata addosso. “Una pacca sul sedere non può essere considerato un episodio di violenza – ha affermato Facci – tale da intestarsi una battaglia contro la violenza per tutto il genere femminile. Su Repubblica ho trovato scritto in un articoletto in basso che un’assessora è stata picchiata dai no vax in treno. Questo episodio ha avuto uno spazio infinitesimale, molto meno dell’episodio della giornalista, ma quella è violenza. Quindi, come ho scritto su Twitter, mi sono autodichiarato sessista per chiuderla lì”.

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Attualità

Leader No-vax si pente dopo il ricovero per Covid-19: “Farò il vaccino”

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terza dose di vaccino anti covid ai 50enni proposta sottosegretario alla salute andrea costa

TREVISO – Dopo essere finito in terapia subintensiva per Covid, si “converte” al vaccino anche Lorenzo Damiano, leader dei negazionisti trevigiani e già candidato sindaco a Conegliano con la lista Norimberga 2. Come riporta l’Ansa, quando le sue condizioni sono migliorate, come riportano i giornali locali, Damiano ammette di aver avuto un ripensamento.

“Dopo questo periodo ho un’altra visione del mondo – dice – mi vaccinerò”. L’uomo era finito nei giorni scorsi in ospedale a Vittorio Veneto per le complicanze causate dal virus. I giorni difficili trascorsi e un quadro clinico complicato hanno cambiato la sua visione.

“Sarò pronto quanto prima – afferma – quando Dio vorrà, a far sapere al mondo intero quanto sia importante seguire collettivamente la scienza, quella che ti salva. A volte bisogna passare per una porta stretta – conclude – per capire le cose come sono. Vaccinatevi tutti, io mi vaccinerò”. 

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