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Cronaca

Austria, il lockdown per non vaccinati non ha funzionato, contagi in aumento

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In Austria contagi aumentati nonostante il lockdown dei non vaccinati. Si fa inversione di rotta: 20 giorni di chiusura forzata per tutti.

Le due settimane di applicazione della nuova norma sono state ritenute un tempo sufficiente a valutare un’eventuale inversione di tendenza della curva epidemiologica, che però non si è verificata. In Austria i contagi sono aumentati. Il dato riportato al 21 novembre dimostra che il numero dei contagiati, nonostante il confinamento dei non vaccinati, è raddoppiato.

Le autorità austriache hanno preso atto dell’insuccesso e dal 22 hanno imposto un lockdown generale che durerà 20 giorni. Nel Paese con il più basso tasso di vaccinazione nell’Europa occidentale, il ritorno al lockdown dovrebbe durare fino al 12 dicembre.

Si può uscire di casa solo per lavoro, motivi di necessità e per svolgere attività fisica. Smart working e scuole aperte, con obbligo di mascherina per gli studenti. In caso di miglioramento della situazione epidemiologica, le restrizioni resterebbero solo per gli irriducibili no vax.

Nonostante tutto, dopo 10 giorni verrà rivalutata la situazione. La regola delle “2G” è stata applicata in Austria da lunedì 8 novembre e pare abbia fallito. A dimostrare che in Austria i contagi sono aumentati nonostante l lockdown dei non vaccinati, è il periodo di incubazione del virus Covid 19 che varia da 2 giorni ad un massimo di 14 giorni come descritto dalla fonte ISS.

La maggioranza delle persone ha sviluppato sintomi Covid nella prima settimana. Le due settimane di applicazione della nuova norma erano un tempo sufficiente per vedere un’inversione di tendenza della curva epidemiologica, ma così non è stato.

All’ evidenza del fallimento, il governatore Fedriga vorrebbe imporre una soluzione del genere in Friuli Venezia Giulia e in Italia. Il super green pass in Austria quindi è fallito e il confinamento dei non vaccinati ha fatto raddoppiare i contagi, tanto che l’Austria ha dovuto fare inversione di rotta. L’ esortazione del modello austriaco, per ora, risulta ancora più assurda dalla realtà. E dal primo febbraio 2022, l’Austria, partirà con l’obbligo vaccinale, previsto finora solo in Indonesia.

Attualità

Senato, spunta video porno: imbarazzo durante convegno online del M5S

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ROMA – Un filmato porno giapponese è andato in onda sui monitor durante un convegno al Senato organizzato dal Movimento 5 Stelle. A confermare l’incredibile episodio la senatrice Maria Laura Mantovani: “Sì, sto facendo la denuncia alla polizia postale. È andato in onda improvvisamente un filmato porno sul monitor del convegno che stavamo tenendo presso Palazzo Giustiniani”. Era stata proprio lei, esponente dei Cinque Stelle, a organizzarlo, moderandolo via Zoom. 

“Oggi pomeriggio si è verificato un episodio gravissimo, un vero e proprio attacco verso il quale esprimo assoluto sdegno”, ha aggiunto la senatrice in una nota. “Nel corso di un convegno online da me organizzato, qualcuno si è introdotto clandestinamente trasmettendo un video dal contenuto pornografico. Ho provveduto a segnalare il tutto alle autorità competenti affinché procedano a individuare il responsabile”.

L’immagine è apparsa all’improvviso sui monitor. “Che cosa è questo?”, ha domandato la senatrice, vedendo comparire le scene pornografiche al centro del monitor, mentre alcuni dei partecipanti, tra cui Giorgio Parisi, fisico premio Nobel 2021 per la Fisica, erano online. Qualcun altro, nel frattempo, ha chiesto alla regia di intervenire per bloccare le immagini.

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Bugie sul sesso con Berlusconi: in cinque a processo a Bari

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cosa rimane del berlusconismo e di silvio berlusconi

BARI – La gup del Tribunale di Bari Rossana De Cristofaro ha rinviato a giudizio per falsa testimonianza quattro donne e l’ex autista di Gianpaolo Tarantini, accusati di aver mentito sulle notti di sesso con Silvio Berlusconi, avvenute – ha ricostruito la Procura di Bari – fra il 2008 e il 2009 nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio.

Come riporta l’Ansa, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Barbara Montereale e Dino Mastromarco saranno processati dal 7 aprile davanti al giudice monocratico di Bari Mario Mastromatteo. I cinque imputati avrebbero mentito, ritiene l’accusa, chiamati come testimoni nel processo escort. 

Le donne, citate come testimoni al processo in corso a Bari, negarono di essersi prostituite e di essere state poi pagate per quelle prestazioni, secondo la Procura mentendo. Come riporta l’Ansa, in udienza le difese degli imputati hanno chiesto il proscioglimento, ritenendo che non abbiano mentito.

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Il vigile in borghese accerchiato e picchiato ha fatto bene ad estrarre l’arma?

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Milano movida molesta vigile picchiato parte un colpo dalla pistola

Ha già fatto il giro del web e delle tv il video in cui parte un colpo di pistola durante una colluttazione tra un vigile in borghese e un gruppo di ragazzi scalmanati. L’episodio è avvenuto ieri a Milano. L’agente è stato accerchiato, pestato e disarmato dal branco. Per fortuna nessuna è stato raggiunto dal proiettile. Mentre si tira un sospiro di sollievo per una tragedia sfiorata e vengono identificati gli aggressori, ci si domanda se l’agente abbia agito correttamente e se sia stato opportuno estrarre l’arma d’ordinanza.

Prima un colpo in aria per tentare di disperdere il branco, poi la colluttazione a seguito della quale è partito un altro colpo di pistola. Poteva essere ben più grave il bilancio di quanto avvenuto in zona Navigli a Milano nella notte tra venerdì e sabato, un episodio di movida molesta che si è concluso con l’aggressione ad un vigile in borghese di 61 anni, accerchiato, picchiato, prima di essere disarmato della sua pistola. Ha riportato diverse contusioni e ferite, ma le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.

Ora che è tornata la quiete e sono stati già individuati i responsabili, almeno in parte, ci si domanda però se la decisione di estrarre l’arma sia stata opportuna, o meno. L’agente stava prestando servizio in borghese a bordo di una pattuglia, impegnato nelle verifiche della corretta applicazione della normativa sul servizio d’asporto durante le ore notturne. Mentre stava scattando alcune fotografie con il suo smartphone, alcuni ragazzi del branco lo hanno notato ed hanno accerchiato l’auto. In base a quanto dichiarato da alcuni residente della zona, la pattuglia era stata allertata da alcune segnalazioni relative a schiamazzi e atti vandalici.

Uno dei membri del branco ha anche immortalato quanto avvenuto. Il video mostra gran parte della colluttazione. Nelle immagini si vede l’agente fuori dal mezzo. In mano ha l’arma. Nelle sequenze successive si vede che spara in aria, nel tentativo di disperdere i giovani, che però lo aggrediscono, tentando di sottrargli l’arma. Poco dopo, durante la colluttazione, esplode un altro colpo di pistola, che però era puntata verso il basso. Fortunatamente il proiettile non ha colpito nessuno. Infine, dopo calci e pugni, il branco riesce a strappare l’arma dalle mani dell’agente, che viene ancora raggiunto da varie percosse, prima di darsi alla fuga. Stavano infatti giungendo i rinforzi chiamati dalla collega a bordo della pattuglia. La pistola è stata ritrovata poco dopo, sotto un’auto in sosta, abbandonata durante la fuga.

Già individuati, almeno in parte, gli aggressori. Alcuni di essi sono maggiorenni ed un paio sono già stati identificati. Si tratta di ragazzi provenienti da fuori regione, che hanno deciso di trascorrere un week end di bagordi a Milano. Ancora scosso l’agente aggredito, che afferma di aver dovuto sparare perché in pericolo, dal momento che i ragazzi, ubriachi, erano fuori controllo.

Eppure in molti st stanno interrogando in queste ore se sia stata corretta la scelta di estrarre l’arma. Il vigile in borghese picchiato e dalla cui pistola è partito un colpo, non è certo un novellino: 35 anni di servizio alle spalle. Nelle immagini, lo si vede affrontare da solo, ad eccezione della collega a bordo della pattuglia, un gruppo di ragazzi scalmanati e in preda ai fumi dell’alcol, con la pistola già in mano. Come si vede, è stata solo una questione di fortuna se nessuno è rimasto ferito in seguito al secondo colpo esploso. Era davvero necessario tirare fuori l’arma? E se i ragazzi gliel’avessero sottratta prima dell’arrivo dei rinforzi? E ancora, non sarebbe stato piò opportuno aspettare l’arrivo di altri agenti prima di intervenire?

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