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Nuovo decreto sostegni e ristori: chi riceverà gli aiuti

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Palazzo Chigi nuovo decreto sostegno e ristori

I tempi sono stretti e potrebbe già essere varato dal Consiglio dei ministri il prossimo giovedì il nuovo decreto sostegni e ristori. Alcuni settori maggiormente in crisi, chiedono sostegni immediati.

Per far fronte all’ultima ondata e dare un po’ di respiro alle attività maggiormente colpite dalla crisi, il Governo è al lavoro sul nuovo decreto sostegni e ristori. Potrebbe essere varato già giovedì. I tempi sono stretti per via delle incombenti elezioni del Presidente della Repubblica. Si va verso la riproposizione della Cassa Covid per evitare nuovi licenziamenti.

La grande emergenza riguarda soprattutto le attività costrette alle chiusura come ad esempio le discoteche, che sono in attesa di ristori e del rifinanziamento. Non è ancora chiaro tuttavia chi riceverà i sostegni immediati.

Il settore del turismo dovrebbe ricevere aiuti in primis come proroga della Cig straordinaria ai lavoratori, anche se non è ancora stato definito il perimetro. I lavoratori che, nella valutazione del ministro Garavaglia, dovrebbero avere altre 13 settimane di Cassa Integrazione, sono un po’ più di 170 mila.

I settori interessati sono le agenzie di viaggio e i tour operator, le strutture ricettive, i parchi divertimento, le discoteche, gli stabilimenti balneari e quelli termali. Per queste attività, l’inevitabile diminuzione di clienti e utenti è stata una mazzata.

Ma c’è pure il settore dei congressi e degli eventi e anche le aziende di trasporti chiedono un intervento urgente.  Italo e dieci società di trasporto su gomma, hanno chiesto un incontro per valutare l’impatto che le aziende prevedono sia sul servizio sia sui livelli occupazionali.

Si partirà dunque dalla proroga della Cig straordinaria per altri tre mesi per tutte le aziende dei settori in crisi, dal tessile, all’artigianato, al calzaturiero, che ne hanno potuto beneficiare fino al 31 dicembre scorso.

Il nuovo decreto ristori e sostegni potrebbe già essere varato dal Consiglio dei ministri del prossimo giovedì. Ci sono circa 2 miliardi di risorse, tra i fondi dalla legge di Bilancio e risparmi provenienti dalle pieghe della finanza pubblica. I tempi e le risorse per mettere mano a tutte le istanze che arrivano da maggioranza, sindacati e imprese non ci sono. Il 24 gennaio è prevista la prima votazione per l’elezione del capo dello Stato e l’attività legislativa del Parlamento si fermerà. L’ipotesi dello scostamento di bilancio è stata rinviata a dopo che sarà sciolto il nodo del Quirinale. I tempi potrebbero allungarsi se Mario Draghi dovesse trasferirsi al Colle. In quel caso ci sarebbe una crisi di governo da gestire e superare.

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Lo strappo di Salvini sul Quirinale: “Berlusconi dia numeri o proposta Lega”

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ROMA – “La settimana prossima, quando si comincia a votare, la Lega come forza responsabile e di governo, adesso e nei prossimi anni, farà una proposta che penso potrà essere convincente per tanti se non per tutti”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini parlando del voto sul Quirinale con i cronisti fuori dal Senato e ricordando di attendere che entro il 24 Silvio Berlusconi dica se ha i voti per candidarsi.

Come riporta l’Ansa, a una settimana dalla prima chiama Salvini riprende dunque in mano il pallino del centrodestra ponendo Silvio Berlusconi di fronte a un bivio: o chiarisce entro domenica che ha i numeri o lunedì, quando si comincia a votare, “la Lega, come forza responsabile e di governo, farà una proposta che potrà essere convincente per tanti se non per tutti”.

Dalla Lega vengono diffuse poche righe per calmare gli animi: “Respingiamo le letture malevoli: Salvini ha ribadito quanto sta sostenendo da settimane ed è in linea con quello che è stato deciso dopo l’ultimo vertice di centrodestra a Villa Grande”.

Vittorio Sgarbi, intanto, fa sapere di aver consigliato al Cavaliere una risposta diversa da quella che poi avrebbe dato: “L’ uscita di Salvini è un modo per riprendere la guida del centrodestra, che invece dovrebbe avere Berlusconi, se, una volta tramontata la sua candidatura facesse lui un nome. Gli ho consigliato di fare lui una mossa, magari può essere lui a far uscire di colpo Draghi, o anche Mattarella. Ma dalla nota – conclude come riportato dall’Ansa il noto critico d’arte – si capisce che Silvio è ancora determinato a voler essere lui il candidato”.

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Senato, spunta video porno: imbarazzo durante convegno online del M5S

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ROMA – Un filmato porno giapponese è andato in onda sui monitor durante un convegno al Senato organizzato dal Movimento 5 Stelle. A confermare l’incredibile episodio la senatrice Maria Laura Mantovani: “Sì, sto facendo la denuncia alla polizia postale. È andato in onda improvvisamente un filmato porno sul monitor del convegno che stavamo tenendo presso Palazzo Giustiniani”. Era stata proprio lei, esponente dei Cinque Stelle, a organizzarlo, moderandolo via Zoom. 

“Oggi pomeriggio si è verificato un episodio gravissimo, un vero e proprio attacco verso il quale esprimo assoluto sdegno”, ha aggiunto la senatrice in una nota. “Nel corso di un convegno online da me organizzato, qualcuno si è introdotto clandestinamente trasmettendo un video dal contenuto pornografico. Ho provveduto a segnalare il tutto alle autorità competenti affinché procedano a individuare il responsabile”.

L’immagine è apparsa all’improvviso sui monitor. “Che cosa è questo?”, ha domandato la senatrice, vedendo comparire le scene pornografiche al centro del monitor, mentre alcuni dei partecipanti, tra cui Giorgio Parisi, fisico premio Nobel 2021 per la Fisica, erano online. Qualcun altro, nel frattempo, ha chiesto alla regia di intervenire per bloccare le immagini.

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Bugie sul sesso con Berlusconi: in cinque a processo a Bari

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cosa rimane del berlusconismo e di silvio berlusconi

BARI – La gup del Tribunale di Bari Rossana De Cristofaro ha rinviato a giudizio per falsa testimonianza quattro donne e l’ex autista di Gianpaolo Tarantini, accusati di aver mentito sulle notti di sesso con Silvio Berlusconi, avvenute – ha ricostruito la Procura di Bari – fra il 2008 e il 2009 nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio.

Come riporta l’Ansa, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Barbara Montereale e Dino Mastromarco saranno processati dal 7 aprile davanti al giudice monocratico di Bari Mario Mastromatteo. I cinque imputati avrebbero mentito, ritiene l’accusa, chiamati come testimoni nel processo escort. 

Le donne, citate come testimoni al processo in corso a Bari, negarono di essersi prostituite e di essere state poi pagate per quelle prestazioni, secondo la Procura mentendo. Come riporta l’Ansa, in udienza le difese degli imputati hanno chiesto il proscioglimento, ritenendo che non abbiano mentito.

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