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Cultura

Il Viale delle Sfingi di Luxor

Dopo la parata dei Faraoni

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Il 25 novembre 2021 si è tenuta l’inaugurazione de il viale delle Sfingi di Luxor
in Egitto. Nella spettacolare processione lungo il Viale che collega i templi di
Luxor e Karnak nulla è stato lasciato al caso.

Dietro alle quinte e nella preparazione dell’evento d’inaugurazione de Il Viale delle Sfingi di Luxor si sentiva forte lo studio approfondito della festa di Opet, ricorrenza sacra che nell’antichità era dedicata ad Amon dio ariete di Tebe, durante la quale le statue degli dei venivano traslate da un tempio all’altro. Nella rivisitazione contemporanea
della festa, i portatori dei bastoni luminosi che rappresentano la luce rievocano le guardie armate di lance che scortavano il corteo divino.

Forte è stata l’emozione nel pubblico presente alla processione inaugurale, quando le barche della triade di divinità tebane hanno raggiunto il tempio di Luxor e sono state accolte dalle danzatrici esattamente come succedeva più di 3000 anni fa.Il tutto accompagnato dalle note del cantante lirico Ezz El Ostool che,nell’antica lingua degli Egizi, ha cantato l’inno al dio Amun Ra, e dalla voce di Lara Scandar, cantante di padre italo-egiziano e madre libanese, che ha duettato cantando in inglese e francese.

La cerimonia di inaugurazione del Viale delle Sfingi a Luxor non si è limitata al solo corteo faraonico ma, oltre alle location archeologiche, ha valorizzato molti luoghi importanti di questa antica capitale a cominciare dallo storico albergo Winter Palace, dove ha soggiornato Lord Carnarvon finanziatore degli scavi della tomba di Tutankhamun. Senza dubbio è stato messo in scena uno spettacolo completo, con tante performance di musica, danza e folclore. Tutto questo è stato reso possibile dall’opera del Ministro del Turismo e delle antichità Khaled El-Anani che ha gestito magistralmente due eventi che rimarranno nella storia del Paese: il 3 aprile 2021 la Parata d’Oro dei Faraoni, che ha visto il trasferimento di 22 mummie reali dell’Antico Egitto dal Museo Egizio di Piazza Tahrir al Museo Nazionale della Civiltà Egizia e, il 25 novembre, l’inaugurazione del viale delle Sfingi a Luxor.

L’ evento, come già detto spettacolare e curato nei minimi dettagli, ha avuto molteplici valenze che andavano dall’affermazione dell’orgoglio nazionale e della propria storia, alla visione di una leadership che va oltre la politica dell’oggi, ovvero una politica urlata, fatta di slogan, di cambi di casacca, di immobilismo e, soprattutto, di mancanza di meritocrazia. Il governo del leader Abdel Fattah El Sisi non trascura nulla: infatti sono stati modernizzati aeroporti e strutture ricettive, intere baraccopoli sono state trasformate in quartieri per i meno abbienti, come l’ammodernamento di
università e scuole insieme a forti investimenti in centri di ricerca e infrastrutture.

Ma, cosa importante e controcorrente, la lenta, ma progressiva, laicizzazione del paese. Cosa questa che si può capire anche guardando solamente le immagini che arrivano dall’Egitto o seguendo da vicino il cambiamento economico, geopolitico e militare. La spia di tutto ciò sono le splendide donne egiziane libere di mostrare la loro bellezza e tenere i capelli al vento , l’orgoglio per la propria storia così maestosamente celebrata e che va contro l’oscurantismo e il fanatismo islamista che ha cancellato per sempre luoghi come Palmyra o i Buddha di Bamiyam. Nulla a che vedere con le idee dell’ex Presidente egiziano, l’islamista Morsi, durante il cui governo si volevano far saltare in aria le piramidi, e ben ottanta chiese e un’antica sinagoga sono state date al rogo. Per non parlare poi di alcuni papiri della biblioteca di Alessandria che sono stati distrutti. Sempre durante quella presidenza si sono consumate stragi nei confronti delle comunità copte e dei musulmani dissidenti.

Il dialogo interreligioso di cui siamo oggi testimoni, grazie alla costruzione di nuove chiese e una maestosa cattedrale nella nuova capitale amministrativa El Alamein, è il segno che l’Egitto è un mondo a parte all’interno del mondo arabo e musulmano.

Chiara Cavalieri


Grazie a Sherif el Sebaie, esperto di arte arabo islamica, per gli approfondimenti storici.

Attualità

È morta Lina Wertmuller, la prima regista candidata all’Oscar nella storia

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ROMA – E’ morta Lina Wertmuller. La grande regista che aveva 93 anni si è spenta nella notte a Roma. Era nata il 14 agosto 1928 ed aveva firmato film come ‘Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto’, ‘Pasqualino settebellezze’, ‘Mimì metallurgico’ segnando la storia della commedia italiana.

Nata a Roma nel 1928, il carattere deciso di chi non ha mai nascosto le sue idee, che fosse l’adesione al Partito Socialista o la rivendicazione dei diritti della donnanel mondo del cinema. “Ho sempre avuto un carattere forte fin da piccola”, raccontava di sé. “Sono stata addirittura cacciata da undici scuole e sul set ho sempre comandato io”. 

”Sono andata dritta per la mia strada, scegliendo sempre di fare quello che mi piaceva”. E ci e’ riuscita, come testimonia una carriera fitta di successi.

Come ricorda l’Ansa, è stata la prima donna a spuntare una nomination come migliore regista ai tempi di “Pasqualino settebellezze” (1976) che ne totalizzo’ ben quattro; e’ stata la prima donna ad avere successo in tv ai tempi degli “sceneggiati” con la trionfale accoglienza del “Giornalino di Giamburrasca” (1964-65) e ha diviso con Iaia Fiastri il privilegio di avere avuto spazio nella premiata ditta Garinei&Giovannini.

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Attualità

Capezzone su Twitter: «Voi con Zerocalcare, noi con Clint Eastwood». Ma arriva la risposta del fumettista

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ROMA – Scambio di battute su Twitter tra Daniele Capezzone e Zerocalcare. Tutto è partito da un cinguettio dell’opinionista collaboratore della Verità di Maurizio Belpietro.

«Voi con Zerocalcare, noi con Clint Eastwood», ha scritto Capezzone evidentemente riferendosi a Cry Macho, l’ultimo film dell’attore e regista 91enne, uscito nelle sale italiane il 2 dicembre. «A ciascuno il suo, e ciascuno contento: chi con la lagna e il disagio come dimensione esistenziale; chi invece con la lotta, la sfida, l’affermazione dell’individuo contro ogni potere».

Pronto il commento di Michele Rech, che gongola nelle ultime settimane grazie al grande successo della sua (bellissima) serie Netflix “Strappare lungo i bordi”: «A me me fa volà che DANIELECAPEZZONE se sente come CLINT EASTWOOD».

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Cultura

Sulle tracce di Antonio Canova

Uno spettacolo teatrale presentato a Terni

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Arte e 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 κοινὴ διάλεκτος, 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐥𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨-𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐭𝐧𝐢𝐜𝐚, 𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 o 𝐢𝐥 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐫𝐞𝐥𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐨, 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞.

Canova è lo scultore che ha lavorato per gli uomini più importanti della sua epoca, da Napoleone a Pio VII ed era chiamato ” il novello Fidia ” per l’ispirazione al neoclassicismo delle sue opere.

Come risulta all’Archivio di Stato di Terni, l’artista ha lungamente soggiornato a Sangemini e nei primi dell’800, acquistò dei beni, come terreni e alcuni immobili, nel centro storico.

Per l’artista, che in vecchiaia ha avuto notevoli problemi di salute, San Gemini voleva dire cure termali e riposo.

Proprio per celebrare i personaggi illustri che passarono per l’Umbria, il 19 e 28 novembre 2021, è andato in scena a Terni uno spettacolo multisensoriale scritto e interpretato da Stefano de Majo, con al flauto Emanuela Boccacani con ai movimenti scenici Chiara Cavalieri e Simone Martinelli.

Spettacolo che ha unito il teatro, la scultura e la videoart in un viaggio immaginifico e visionario tra palcoscenico teatrale e grande schermo cinematografico.

Un redivivo Antonio Canova ci ha mostrato, in carne ed ossa sulla scena, la sua rivoluzionaria visione della scultura attraverso il confronto con Bertel Thorvaldsen con il quale, a cavallo tra il ‘700 e l’800, rivisitò tutta la visione classica dell’arte scultorea, in un’ottica già contemporanea.

Il confronto tra i due massimi e incontrastati rappresentanti della scultura moderna, ha riportato alla luce anche l’opera del narnese Diofebi.

La videoart di Paul Harden e i movimenti scenici di performers, danzatore e musicista, hanno reso, nella scena vive le sculture perché ‘nel marmo vive la carne’, facendo così rivivere i miti di Amore e Psiche, Orfeo ed Euridice, Ganimede e l’aquila, e una splendida e sfrontata Paolina Borghese che zittì con nonchalance le malelingue dell’epoca per aver posato nuda.

Uno spettacolo che ha incantato grandi e piccoli e al quale, tra il pubblico, hanno partecipato Margrethe Floryan, la direttrice del Museo Thorvaldsen di Copenaghen e l’Avv. Angelo Sagnelli direttore artistico del Menotti Art Festival Letteratura nonché responsabile del Caffè Greco di Roma.

In sala anche la padrona del Palazzo Canova, Luciana Iannaco, e Tiziana Pacciaroni assessore alla scuola di Narni.

E infine anche il presidente del Terni Falls Festival Christian Armadori.

Chiara Cavalieri

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