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Cultura

Dato alle fiamme in videochiamata: forse una vendetta per il furto di uno scooter

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Sabato sera, un uomo è stato cosparso di materiale infiammabile e dato alle fiamme, mentre si trovava in videochiamata con la ragazza, che ha assistito alla scena. Ieri notte, è stato arrestato il presunto responsabile.

Si trova ancora in pericolo di vita Nicola Liguori, l’uomo dato alle fiamme nella notte tra giovedì e venerdì mentre stava facendo una videochiamata alla sua fidanzata. Era seduto in una panchina sotto la casa che condivide con il fratello, a Frattamaggiore, quando qualcuno è improvvisamente comparso alle sue spalle, gli ha tirato addosso liquido infiammabile e gli ha dato fuoco.

Ieri notte il presunto responsabile è stato fermato. Si tratta di Pasquale Pezzella, di 36 anni, accusato di tentato omicidio. Secondo gli inquirenti, il suo intento era uccidere Liguori, colpevole a suo avviso del furto di uno scooter. Pezzella è stato rintracciato ed arrestato a casa del padre, non lontano dal luogo in cui avrebbe dato fuoco ad una persona.

Liguori è uno “svuota cantine” che si occupa di lavoretti saltuari e con qualche precedente alle spalle. Giovedì era seduto su una panchina, quando è stato dato alle fiamme, mentre era impegnato in una videochiamata con la sua ragazza, conosciuta tre mesi fa, che ha assistito alla scena raccapricciante. Una figura è comparsa alle sue spalle e gli ha lanciato addosso un liquido, che poi ha infiammato con un accendino. In un attimo le fiamme hanno avvolto Liguori, che ha iniziato a contorcersi.

Decisivo l’aiuto di un passante che ha rimediato uno straccio bagnato con cui ha spento le fiamme sul corpo di Liguori, che poi è riuscito a trascinarsi fino al portone di casa e chiedere aiuto al fratello. Immediatamente accompagnato all’ospedale San Giovanni di dio di Frattamaggiore è stato trasferito d’urgenza al Cardarelli di Napoli. I medici hanno riscontrato gravissime ustioni sul 35% del corpo ed hanno avvisato i famigliari di prepararsi al peggio.

Ad imprimere una svolta alle indagini, le flebili parole che Liguori è riuscito a sussurrare al fratello, poco prima di perdere i sensi. Sarebbe infatti stato in grado di fare il nome del suo aggressore.

Cultura

Giornalista definisce Meloni “pescivendola”, ira di Crosetto: «superato il confine»

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Crosetto Meloni

Un tweet della giornalista Jeanne Perego in cui Giorgia Meloni viene definita “pescivendola” innesca le polemiche e provoca critiche sul web. Il ministro della Difesa Crosetto: «insulto greve e volgare».

Il botta e risposta tra esponenti del governo e parte della stampa italiana continua, con una polemica nella polemica. La prima è stata provocata dalla risposta puntuta della presidente Meloni in conferenza stampa ad un giornalista che insisteva per fare la sua domanda, nonostante la presidente del Consiglio volesse andar via per partecipare ad altri impegni. La seconda dalla reazione della corrispondente italiana in Germania Jeanne Perego che commentando le parole di Giorgia Meloni ha scritto su Twitter: «il ritorno della pescivendola. Che imbarazzo».

Il commento è arrivato in seguito alla reazione di Meloni in conferenza stampa. Spazientita dalle domande dei giornalisti, non ha nascosto il proprio disappunto per essere incalzata dai cronisti, mentre era attesa ad altri appuntamenti. Nella vasta mole di reazioni a questo passaggio, si inserisce il tweet della gornalista Perego, che ha innescato una nuova serie di polemiche. Sia tra coloro che difendono Giorgia Meloni, sia tra coloro che reputano offensivo utilizzare il termine “pescivendola” in senso dispregiativo.

Tra i primi a commentare l’episodio, il ministro della Difesa Guido Crosetto che sullo stesso social ha scritto: «Si possono e si devono criticare le Istituzioni perché la libertà di critica di chiunque è il sale della democrazia. Ma perché insultarle in modo greve e volgare? Perché alcuni, in Italia, devono sempre superare il confine delle normali regole di rispetto tra persone civili?».

Non tarda ad arrivare la controreplica di Jeanne Perego: «Caro Crosetto, qui mi pare che chi ha superato il confine delle normali regole di rispetto tra le persone civili sia stata proprio chi rappresenta le istituzioni. Lei avrebbe reagito così su quel palco?».

Un nuovo episodio che vede ancora contrapposti esponenti della stampa e del governo dopo le polemiche per i commenti di Rula Jebreal e la denuncia a Saviano.

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Cultura

Il ministro Sangiuliano si fa i complimenti da solo: l’ironia dei social netowork

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«Condivido la condivisione condivisa». Twitter è spietato, non fa sconti, non perdona e fa stragi con l’arma più potente di tutte: l’ironia. Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, probabilmente a causa di una confusione con i propri profili o di un misunderstanding con lo staff che segue la sua comunicazione, ha risposto ad un suo tweet, facendosi i complimenti da solo.

«Condivido le sue parole» ha scritto sotto ad un post contenente una sua dichiarazione. Quindi Sangiuliano concorda con se stesso e se non altro non può essere accusato di ambiguità o di mancanza di determinazione. E’ così sicuro delle sue parole che se le ripete in terza persona e si dà ragione. Questa è fiducia nei propri mezzi.

Ironia a parte, sebbene abbia fatto il suo esordio nella “Serie A” della politica solo recentemente, (prima della nomina a ministro della Cultura nel governo Meloni, si candidò alla Camera nel 2001 con la Casa delle Libertà, senza centrare l’elezione) Sangiuliano, giornalista ed ex direttore del Tg2, si è già fatto notare più di altri all’interno della squadra di governo, anche prima di essersi fatto i complimenti da solo.

Qualche giorno fa era infatti già diventato suo malgrado un tormentone sui social network, dopo che ha condiviso una foto che lo ritrae nel suo ufficio insieme ad alcuni collaboratori, tra cui i sottosegretari Vittorio Sgarbi e Gianmarco Mazzi. La didascalia recitava: «Al lavoro per la cultura italiana». Il televisore sullo sfondo era sintonizzato su Pomeriggio Cinque. Sullo schermo splendeva la figura di Barbara D’Urso.

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Attualità

La Russia riduce le forniture di gas all’Italia e il governo studia il piano austerity: coprifuoco e tagli in vista?

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Mentre Eni comunica che Gazprom ha ridotto di un terzo le forniture di gas, il governo pensa ad un piano di austerity energetica in vista anche dell’inverno e ad aiuti sulle bollette. Tra le ipotesi, chiusura anticipata di locali ed esercizio commerciali e limitazioni alle industrie con i consumi più alti.

Non si può certo dire che le sanzioni economiche alla Russia non stiano provocando effetti. Anche collaterali. Si fanno infatti sentire le contromosse russe e i conseguenti contracolpi a livello europeo, soprattutto in tema di energia e forniture di gas. Oggi Eni ha comunicato con una nota che la Russia ha ridotto di circa un terzo le forniture energetiche, rispetto alla media: “Gazprom – scrive la compagnia – ha comunicato che per la giornata di oggi fornirà a Eni volumi di gas pari a circa 21 milioni di metri cubi al giorno, rispetto a una media degli ultimi giorni pari a circa 32 milioni di metri cubi al giorno. Eni fornirà ulteriori informazioni in caso di nuove e significative variazioni dei flussi». E in uno scenario in cui i paesi europei rischiano di ritrovarsi letteralmente alla canna del gas, il governo sta pensando ad un piano austerity da varare qualora le forniture si riducessero ulteriormente.

Stretta su condizionatori, caldaie e impianti di illuminazione, ma anche coprifuoco alle 19 per locali ed esercizi commerciali e limiti imposte alle aziende a maggior consumo energetico. Sono queste alcune delle ipotesi sul tavolo del piano emergenza. Il piano austerity sul gas verrebbe attuato qualora la situazione diventasse ancor più critica e che prevedrebbe misure radicali come il taglio del riscaldamento agli edifici pubblici in inverno e all’aria condizionata d’estate, oppure la chiusura anticipata di locali e negozi, ad esempio. Una riduzione generale dei consumi che comporterebbe anche luci spente prima nelle città e interruzione di elettricità a gas nelle aziende. Estremi rimedi a cui sta pensando non soltanto il nostro Paese.

La Commissione Europea presenterà un piano per ridurre la domanda energetica dell’Unione. La Presidente Von der Leyen ha affermato: «Lavoreremo con i Paesi per evitare frammentazioni e il ritorno ai combustibili fossili». Anche gli altri Stati europei oltretutto, stanno pensando a misure straordinarie per far fronte alla situazione emergenziale, in particolare la Germania, alle prese che l’interruzione per dieci giorni della fornitura dal gasdotto Nord Stream 1.

Non solo il piano austerity e le contromisure per aggirare la crisi energetica, il governo pensa anche ad una campagna di sensibilizzazione contro gli sprechi e a favore dell’efficientamento energetico da far partire immediatamente e ad aiuti alle famiglie per far fronte al caro bollette.

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