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Elezioni, FdI attacca La Repubblica: foto sessista contro Giorgia Meloni

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ROMA – Un “volgare attacco sessista”, che offende “non solo Giorgia Meloni ma tutte le donne”. Fratelli d’Italia si scaglia contro la prima pagina de La Repubblica, dedicata alla presidente del partito e al suo avvertimento agli alleati sulla premiership: “Il diktat”, è il titolo, con la foto di Meloni di profilo durante un comizio, l’indice ammonitore, la bocca aperta e un microfono che in prospettiva appare proprio davanti.

Come riporta Askanews, per FdI uno “scatto allusivo”, che “supera ogni limite di decenza” e che fa parte del “tentativo di demonizzare” il partito di via della Scrofa.Il primo comunicato è della deputata Varchi che definisce “stomachevole” la prima pagina di Repubblica: “La foto scelta -sostiene – contiene una chiara e volgare allusione sessista contro Giorgia Meloni, nel vano tentativo di minarne autorevolezza e credibilità”.

Da lì in poi è un susseguirsi di prese di posizione, tutte da Fratelli d’Italia, tutte che leggono in quello scatto un’allusione di natura sessuale: “Non credo alla buona fede del quotidiano e ci auguriamo che tutti prendano le distanze da questa foto”, dice Paola Frassinetti.

Per ora, come riporta Askanews, dal quotidiano nessuna replica. Così come nessun altro partito prende posizione sulla questione: nè dagli alleati del centrodestra, nè dal centrosinistra cui FdI chiede di condannare la scelta fotografica di Repubblica. Solo pochi giorni fa, un altro articolo di Repubblica aveva sollevato polemiche, quello sui legami tra FdI e la stessa Meloni con il mondo dell’estrema destra. Anche in quel caso dal partito di via della Scrofa si era gridato alla demonizzazione, per poi lanciare una campagna social con il refrain “non ci faremo intimidire”.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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