fbpx
Seguici su

Mondo

G20: sia il momento della serietà delle responsabilità e della valorizzazione dell’uomo

Pubblicato

il

Riceviamo e pubblichiamo da Meritocrazia Italia.

Prende oggi il via il primo G20 a presidenza italiana e Roma si veste dei vari colori delle rappresentanze internazionali al fine di dettare i tempi per cambiare le sorti del nostro Pianeta.

Oramai sono tantissimi gli incontri tra i leaders mondiali, dai quali però non si registra un effettivo cambiamento.

Non si intuiscono le scelte e le strategie e, mentre il covid continua a mietere vittime, bisognerebbe intervenire urgentemente anche per tutelare l’ambiente, i popoli senza democrazia e le popolazioni senza cibo e senza acqua.
Il mondo non ha bisogno di vertici che dettino il livello economico tra uno schieramento ed un altro, ma rivendica aiuto per gli uomini e per l’intero pianeta!

Meno proclami e più fatti.

Un’occasione anche per superare gli attriti e riportare l’attenzione sui problemi comuni dell’emergenza climatica, della gestione dei costi e delle forniture dell’energia, degli sviluppi della campagna vaccinale e degli impegni economici e sociali per il prossimo futuro.

È giunto il momento della serietà e della responsabilità.

Per rispondere alle sfide anche internazionali e definire le linee di un nuovo benessere condiviso è essenziale costruire una strategia comune volta a rimuovere le diseguaglianze economiche e sociali evidenti a livello globale e acuite dalla recente emergenza sanitaria, e a migliorare la vivibilità, gettando le basi per una reale transizione ecologica, con attenzione per i nuovi sistemi di riduzione delle emissioni e l’impegno per una rapida decarbonizzazione della produzione di elettricità. anche in vista della prossima COP26 di Glasgow.

Fondamentale è, però, non puntare soltanto alla soluzione dei problemi in essere, ma intervenire con lungimiranza per evitare che si ripetano i gravissimi fatti degli ultimi anni.

Si punti alla ricerca di effettive soluzioni alle crisi umanitarie ed alla difesa dei diritti umani, così come si punti anche alla effettiva promozione della ricerca scientifica, oggi più che in passato punto nevralgico di ogni piano d’azione, ma con garanzia di accorta supervisione, autorizzazione e poteri di intervento anche a carattere ostativo da parte di enti mondiali pluripartecipati, per costruire un vero e proprio sistema di resilienza contro qualsiasi futura pandemia, affinchè mai più si avvertano le preoccupazioni di una seconda Wuhan.

Con la consueta fiducia nelle Istituzioni e nella certezza che l’occasione di confronto sarà colta per proporre soluzioni di immediata fattibilità e intese a equilibri di stabilità, Meritocrazia Italia chiede che il G20 non sia solo occasione di vetrina ma che segni un momento di svolta effettivo a livello mondiale, in cui alla altisonanza dei proclami segua una effettiva azione di concretezza, volta a tradurre le promesse in fatti e le azioni in tangibili interventi di sostegno e rilancio della collettività e della persona, da porre di nuovo al centro di ogni azione politica e di ogni tendenza alla comune cooperazione internazionale.

Torniamo ad essere un Mondo dei Popoli e non delle Economie incontrollate che fagocitano l’ambiente e le vite delle persone.

Non possiamo sprecare questa occasione. Il tempo delle incertezze e delle finte scelte è terminato da un pezzo e bisognerebbe accelerare la trasformazione del nostro benessere rendendo tutti ricchi in egual modo

Attualità

Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

Pubblicato

il

MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

Continua a leggere

Mondo

Oggi i referendum per l’annessione alla Russia nei territorio occupati

Pubblicato

il

discorso-Putin-mobilitazione-parziale-esercito

Le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk e gli oblast di Cherson e Zaporizhzhia votano oggi il referendum per l’annessione alla Russia, sotto il controllo dell’esercito e delle truppe filorusse.

Urne aperte nei territori ucraini occupati dalla Russia, per il referendum sull’annessione alla Russia. Si vota nelle auto proclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk e negli oblast (regioni o province) di Cherson e Zaporizhzhia. Ma referendum simili sono stati indetti anche nell’estremo oriente, in Kamchatka, penisola a nord est della Russia, e nel circondario autonomo della Chukotka.

Si tratta di referendum inusuali dal momento che sono stati indetti da un governo straniero, che oltretutto si preoccuperà di seguirne lo svolgimento con le proprie truppe d’occupazione. Eppure potrebbero essere sufficienti per Putin per legittimare l'”operazione speciale”. Anche qualora i risultati non venissero riconosciuti dalla Comunità Internazionale, fatto che appare scontato, Mosca considererebbe questi territori russi a tutti gli effetti.

Pertanto eventuali operazioni militari o scontri armati in queste regioni, potrebbero inasprire ancor di più il conflitto, nonostante si sia registrato qualche timido segnale di distensione, come ad esempio la riconsegna di prigionieri di guerra da parte dei russi. Ma in un contesto di mobilitazione parziale dell’armata russa, velate minacce di ricorrere alle armi nucleari, e scontri ancora in corso in diverse zone in cui questi referendum si dovrebbero tenere, la tensione resta altissima. Il rischio è che la situazione possa definitivamente sfuggire di mano e sfociare in un disastro di vaste proporzioni.

Non sono chiare le modalità con cui svolgeranno le votazioni. Da Kiev sono giunte accuse secondo le quali saranno ammessi al voto anche i minorenni. Al termine Mosca proclamerà l’adesione dei territori (parzialmente) controllati ed estenderà la propria sovranità su queste terre. Putin potrebbe addirittura rilanciare e considerare conclusa l'”operazione Speciale” tracciando nuovi confini.

Ma l’Ucraina ha già affermato che non riconoscerà mai i risultati dei referendum per l’annessione alla Russia dei territori occupati, così come non ha mai riconosciuto quello con cui la Crimea è stata aggregata alla federazione russa nel 2014. A Zaporizhzhia e nella regione di Donetsk poi, che i russi non sono riusciti ad occupare interamente, gli scontri sono ancora in corso. Il pericolo di un’ulteriore escalation è altissimo.

Continua a leggere

Attualità

Mosca annuncia l’avvio del referendum nelle zone occupate. “Gruppi armati costringono al voto”

Pubblicato

il

MOSCA – Le agenzie di stampa russe hanno annunciato questa mattina l’avvio dei referendum sull’annessione alla Federazione di alcune zone dell’Ucraina controllate in tutto o in parte da Mosca. Le votazioni si terranno fino al 27 settembre nelle regioni separatiste filorusse di Donetsk e Lugansk (a Est) e nelle aree occupate dai russi di Kherson e Zaporizhzhia (a Sud), nel contesto dell’offensiva militare di Mosca contro l’Ucraina.

Intanto, come riporta l’Ansa, Kiev e l’Occidente hanno definito le votazioni una “farsa”. 

“Gli occupanti russi hanno organizzato gruppi armati per circondare le abitazioni e costringere le persone a partecipare al cosiddetto ‘referendum’. I cittadini sono stati minacciati: “coloro che non parteciperanno alla votazione verranno automaticamente licenziati dal lavoro”. “Le autorità hanno vietato alla popolazione locale di lasciare la città tra il 23 e il 27 settembre (date in cui si tiene il referendum di annessione alla Russia)”, ha riferito il governatore ucraino in esilio di Lugansk Sergey Gaidai, riportato dal Guardian.

Mosca da parte sua sostiene che i referendum nelle (autoproclamate) Repubbliche popolari di Donetsk (Rpd) e Lugansk (Rpl) e negli altri territori sono conformi alle norme internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite. “I residenti della Rpd, della Rpl e degli altri territori liberati hanno questo diritto, un diritto legale. E nella situazione attuale è il diritto alla vita”, ha detto la presidente del Consiglio della Federazione russa Valentina Matviyenko. 

“Per motivi di sicurezza”, nei primi quattro giorni di referendum la popolazione delle quattro regioni sarà invitata a votare vicino alle proprie abitazioni, piuttosto che ai seggi elettorali, oppure saranno effettuati dei giri presso le abitazioni dei cittadini, spiega l’agenzia di stampa statale russa Tass.

Oggi, come riporta l’Ansa, sono stati aperti i seggi elettorali per i rifugiati in diverse città russe. La Commissione elettorale centrale della regione di Kherson prevede che circa 750mila persone parteciperanno alle votazioni, con mezzo milione di persone registrate come elettori nella regione di Zaporizhzhia. Le schede elettorali per il referendum sono state stampate per 1,5 milioni di elettori della dell’autoproclamata Repubblica del Donetsk (Rpd). Per i residenti della Rpd sono disponibili 450 seggi elettorali nella Repubblica e più di 200 in Russia. La Commissione elettorale centrale della Rpd ha aperto 461 seggi elettorali nella Repubblica e 201 in Russia. Secondo la Regione di Zaporozhzhia, sono stati istituiti 394 seggi elettorali nella regione e altri 102 in Russia. I cittadini della Regione di Kherson possono esprimere il proprio voto in una qualsiasi delle otto commissioni elettorali territoriali o 198 locali, oppure possono farlo in Crimea, a Mosca o in altre città russe.

La comunità internazionale ritiene il voto referendario “illegittimo”, e anche la Cina si è espressa contro. Il mondo non riconoscerà né il voto né la probabile dichiarazione di annessione da parte del Cremlino, ma a spaventare sono le possibili ripercussioni sul conflitto in Ucraina.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.