fbpx
Seguici su

Politica

Giorgia Meloni vince il primo round: il candidato premier lo esprime chi prende più voti

Rassicurazione importante anche sulle candidature dei collegi uninominali: 98 (+11) a FdI, 70 alla Lega, 42 a FI.

Pubblicato

il

vertice centrodestra a Montecitorio Salvini Berlusconi Meloni

Ieri un vertice a Montecitorio tra gli “alleati” del centrodestra, durato 4 ore: programma condiviso ancora da scrivere, rischio litigi dietro l’angolo, eppure la coalizione ha mantenuto compattezza, almeno di facciata.

Alla fine, l’accordo l’hanno trovato. Fumoso, fragile, incerto, eppure l’hanno trovato. Giorgia Meloni ha tenuto il punto e porta a casa due rassicurazioni importanti: il candidato premier del centrodestra sarà espresso dalla forza che ha preso più voti alle elezioni; Fratelli d’Italia avrà la maggioranza delle candidature dei collegi uninominali.

Un accordo tutto sommato accettabile per tutte le parti: la Meloni sa di essere in vantaggio, ma sa anche che se corresse da sola non avrebbe alcuna speranza di arrivare all’esecutivo e si autocondannerebbe ad altri cinque anni di opposizione forzata. Salvini e Berlusconi invece, nonostante quello che ripetono a se stessi e agli altri, sanno di avere un disperato bisogno ei voti di FdI.

Pertanto ieri, dopo un vertice a Montecitorio conclusosi dopo 4 ore, si sono presentati in sala stampa belli, coesi e sereni. Oltre ai leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, presenti anche Lupi e Cesa. La questione leadership è stata dunque archiviata e passa la linea Meloni, che prevedeva semplicemente di non cambiare le carte in tavola: esprime il candidato premier la forza politiche che all’interno della coalizione prende un voto in più delle altre. Bocciata pertanto la proposta di Berlusconi che prevedeva che il candidato premier venisse eletto da un’assemblea degli eletti, subito dopo le votazioni. Una proposta che non aveva incontrato il sostegno neanche di Lupi e Cesa.

Anche sulla questione dei candidati ai collegi uninominali, la matassa è stata dipanata. La maggioranza ce l’ha ancora Fratelli d’Italia, 98, che potrà contare anche su ulteriori 11 riservati a Noi con l’Italia e Coraggio Italia. 70 quelli assegnati alla Lega, 42 a Forza Italia.

Rimane da definire un dettaglio come il programma, ma i big di partito in seguito al vertice hanno reso noto che verrà istituito un tavolo apposta, che si insedierà al più presto. C’è tempo.

Intanto si può ripartire con la campagna elettorale, nella quale, sebbene ognuno dica quel che gli pare, deve emergere quella compattezza che Salvini, Berlusconi e Meloni si sono affrettati a sbandierare. Anche per far fronte ad una sorta di isolazionismo in cui in questo momento il centrodestra si trova confinato. La svolta anti Draghi di Salvini e Berlusconi ha sancito una netta distinzione con le altre forze politiche, mentre Fratelli d’Italia non è mai entrata a far parte di logiche di grandi intese. Anche gli osservatori della stampa estera poi non stanno ci stanno andando con la penna leggera ed hanno affiancato il centrodestra nostrano a quello ungherese di Orban, paventando il pericolo di mancanza di collaborazione da parte delle istituzioni internazionali, qualora lo schieramento esprimesse il prossimo governo.

Tutti discorsi che nel bene o nel male, fanno brodo nel calderone della campagna elettorale. Adesso c’è da organizzare in fretta e furia la corsa alle urne. La stessa Meloni si è trovata spiazzata ed avrebbe preferito andare al voto nel 2023, per poter puntellare la sua posizione, all’interno e all’esterno della colazione, per qualche mese ancora. Pazienza, farà di necessità virtù e già pregusta la sua elezione a prima premier donna del Paese. E pensa anche alle grane che dovrà affrontare che avrebbe decisamente preferito lasciare a Draghi. Proprio sull’argomento, Repubblica ha riportato una notizia in esclusiva, secondo la quale la leader di Fratelli d’Italia avrebbe avuto colloqui telefonici con il premier dimissionario, proprio per chiedere lo stato dell’arte dei fascicoli più spinosi, su tutti la legge di Bilancio, da varare a stretto giro, durante un periodo di crisi internazionale.

Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

Pubblicato

il

ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

Continua a leggere

Attualità

Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

Pubblicato

il

Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

Continua a leggere

Attualità

Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

Pubblicato

il

ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.