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GP F1 in Arabia Saudita, Renzi sugli spalti. Hamilton: “Non a mio agio qui”

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GEDDA – Domenica scorsa, in occasione del gran premio di Formula 1 tenuto in Arabia Saudita, c’erano diversi membri della famiglia reale e ospiti illustri. Tra questi anche il senatore fiorentino Matteo Renzi, che ha confermato la sua presenza a Domani.  È stato il primo gran premio che si è tenuto nel paese arabo, tra critiche e polemiche per la condizione dei diritti umani nel paese. L’accordo con la Fia ha raggiunto una cifra monstre, per ospitare il gran premio nei prossimi dieci anni l’Arabia Saudita paga una cifra intorno ai 90 milioni di dollari l’anno.

Tutto questo mentre il campione del mondo di Formula 1, Lewis Hamilton, è tornato a parlare in difesa dei diritti proprio dall’Arabia Saudita.

Venerdì scorso Hamilton ha criticato apertamente il regime saudita per le restrizioni alla libertà delle donne e la repressione degli omosessuali, dicendo: “Non mi sento a mio agio, ma non è una mia scelta essere qui. Il nostro sport ha deciso così. La Formula 1 ha il dovere di aiutare a sensibilizzare su alcune questioni che riguardano i diritti umani in questi Paesi”.

A trovare il collegamento politico, è stata Dagospia. “Non fate leggere a Matteo Renzi le parole di Lewis Hamilton”, sottolinea il sito riferendosi alle numerose conferenze che l’ex premier, attualmente leader di Italia Viva, tiene negli eventi organizzati e sovvenzionati dallo sceicco Mohammed bin Salman, sospettato nel passato di essere coinvolto nella brutale uccisione del blogger anti-regime Khashoggi.

Ma Hamilton non è rimasto da solo nella protesta per i diritti. C’è infatti chi, come Sebastian Vettel, ex Ferrari oggi nella Aston Martin, ha fatto anche di più affittando un’intera pista di kart per far correre piloti donna locali.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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