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Green Pass e tamponi: il governo cambia le regole

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Il governo, in una riunione a Palazzo Chigi, ha messo in conto modifiche sulle regole Green Pass e sui tamponi. Super green pass per vaccinati in Italia, con la durata del certificato verde fissata a 9 mesi che consente l’ingresso al cinema, ai bar, ristoranti e luoghi pubblici.

Infatti da dicembre potrebbero esserci dei cambiamenti riguardo il Green Pass con una validità ridotta dai 12 ai 9 mesi. L’argomento nella riunione che il premier, Mario Draghi farà all’inizio della prossima settimana con le Regioni per evitare nuove chiusure.

«Prendiamo le decisioni che servono per garantire la libertà di chi ha fatto il suo dovere di cittadino vaccinandosi», ripete il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che chiede al governo di fare in fretta.

L’idea è quella di limitare la validità del green pass ottenuto mediante tampone a 24 ore anziché 48 ,solo per l’accesso al lavoro e per viaggiare. Per tutte le altre attività bisognerà avere il super green pass che sarà rilasciato solo a chi è vaccinato. Sui tamponi d’altronde il dibattito è ancora aperto, dal momento che alcuni esperti rimangono scettici circa l’attendibilità del test.

Dal primo dicembre inizierà il terzo richiamo per 40enni, 50enni, over 60, medici, personale sanitario, soggetti fragili e bambini. Per l’’ampliamento a tutte le altre fasce di età, compresi i più giovani e gli adolescenti, bisognerà attendere invece l’inizio del 2022.

Resteranno ancora valide le fasce di colore che nei prossimi giorni potrebbero ricambiare. Alcune regioni, infatti, rischiano di passare in zona gialla, come potrebb tornare obbligatorio l’uso della mascherina anche all’aperto. Al momento la situazione della pandemia è sotto controllo tutto sarà valutato nei prossimi giorni.

Sarà confermato l’obbligo di sottoporsi alla terza dose di vaccino per il personale sanitario e per i lavoratori che accedono nelle Rsa. Si valuterà anche l’obbligo vaccinale per tutti gli italiani, che non si esclude il governo possa introdurre qualora ci fosse un peggioramento dei contagi.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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