fbpx
Seguici su

Mondo

Guerra in Ucraina, al via i negoziati in Turchia, Erdogan: «è tempo di risultati concreti»

Pubblicato

il

Guerra in Ucraina negoziati di pace a Istanbul Erdogan apre i colloqui in Turchia

La guerra in Ucraina sarà ricordata anche per gli incredibili controsensi. Se prima dell’invasione Putin era considerato un grande statista da diversi politici internazionali, ora sono tanti quelli che, imbarazzati, provano a prenderne le distanze e motivare le loro precedenti posizioni. Allo stesso modo Recep Tayyip Erdogan, il presidente della Turchia, se prima metteva in imbarazzo l’Unione Europea, tra discutibili scelte di politica interna e mancate strette di mano, adesso viene visto come una speranza di pace a livello mondiale, dal momento che ospita la ripresa dei negoziati di pace, in Turchia.

Oggi infatti presiede i colloqui tra le delegazioni russa ed ucraina, a Istanbul. Il presidente stesso ha dato avvio ai colloqui affermando: «è arrivato il momento in cui i negoziati producano dei risultati concreti. I passi avanti fatti nel corso di questi colloqui consentiranno ai leader di Russia e Ucraina di avere un faccia a faccia». Putin e Zelensky sono stati entrambi definiti «amici preziosi». Erdogan, nelle sue nuove vesti di “onesto sensale”, ha poi concluso il suo intervento chiedendo un immediato cessate il fuoco e sostenendo l’importanza di una «pace giusta», ovvero senza nessun perdente, dal momento che il perdurare del conflitto non gioverebbe a nessuno.

Ai colloqui ha preso parte anche il magnate russo Roman Abramovich che, stando a quanto riportato da Tass, avrebbe avuto anche un colloqui privato con il presidente turco. L’oligarca, come si vede in una foto pubblicata su Twitter dalla giornalista turca Nalan Kocak, non siede al tavolo principale, ma riveste comunque un ruolo nella trattativa. Ieri il Wall Street Journal ha pubblicato alcune indiscrezioni secondo le quali l’oligarca avrebbe accusato sintomi di avvelenamento dopo i primi colloqui di pace, avvenuti nei primi giorni della guerra. Sempre secondo queste indiscrezioni, rilanciate anche da Bbc i responsabili sarebbero russi intenzionati a non far decollare le trattative di pace e si sarebbe trattato di una modica quantità, usata come “avvertimento”. Al riguardo l ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, avrebbe consigliato ai delegati di non bere e non mangiare nulla e nemmeno di toccare le superfici.

Intanto trapela da fonti russe che tra i punti sul tavolo ci sarebbe anche la neutralità dell’Ucraina. Il presidente ucraino si sarebbe detto disposto a concedere aperture su questo argomento, a patto che venga mantenuta e preservata l’integrità territoriale dell’Ucraina.

Ma nel frattempo i combattimenti proseguono senza sosta e sono giunti al trentaquattresimo giorno. Odessa, Mariupol, Kharkiv e Kiev rimangono i principali scenari di guerra, ma non sono gli unici. A Nikopol, nell’est, sono caduti missili, così come a Mykolaiv, dove è stato distrutto un palazzo regionale, sotto le cui macerie sono rimaste 8 persone.

E in questo contesto, mentre il mondo attende il tanto agognato cessate il fuoco e guarda con speranza ai negoziati in Turchia, arrivano invece le parole del leader ceceno Ramzan Kadyrov: «Questi negoziati non serviranno a nulla, ne sono convinto. Credo che dobbiamo finire quello che abbiamo iniziato, distruggere i nazisti. Solo a quel punto potremo pensare a cosa fare in seguito».

Mondo

Pallone da ricognizione cinese sugli USA, Pentagono: «su base con missili nucleari»

Pubblicato

il

pallone-da-ricgnizione-cinese-sugli-usa

Il pallone aerostatico da ricognizione è stato avvistato anche in Alaska e Canada: sarebbe partito dalla Cina e avrebbe attraversato l’Oceano Pacifico per sorvolare gli USA. Il Pentagono: «non ci sono dubbi, intento la sorveglianza».

Va gonfiandosi un intoppo diplomatico tra Cina e Stati Uniti a cinque giorni dalla visita del segretario di Stato Antony Blinken a Pechino. Nei cieli degli USA, ma anche su quelli canadesi, è stato avvistato un pallone areostatico da ricognizione, che sarebbe cinese. Dopo aver attraversato l’Oceano Pacifico e l’Alaska si sarebbe posizionato sul continente americano.

Il pallone da ricognizione cinese avvistato negli USA si troverebbe nello spazio aereo del Montana ed avrebbe sorvolato la Malstrom Air Force Base, una delle tre basi con missili nucleari.

Le autorità americane si sono dette «molto sicure» della provenienza della sonda aerostatica, la Cina, e del suo scopo, la ricognizione. Il generale di brigata Patrick Ryder, segretario di stampa del Pentagono, ha reso noto che il pallone non sarebbe in grado di raccogliere più dati di un satellite e che rappresenta un «valore aggiunto limitato», ma ha anche dichiarato: «Il governo statunitense ha agito immediatamente per proteggere la raccolta di informazioni sensibili».

Una volta informato dei fatti il presidente degli USA Joe Biden avrebbe ordinato l’abbattimento del pallone da ricognizione cinese, tuttavia il Pentagono avrebbe consigliato di non farlo per evitare il rischio di danni, feriti e vittime in seguito alla caduta al suolo di detriti.

Continua a leggere

Mondo

Qatargate, revocate le immunità parlamentari a Cozzolino e Tarabella

Pubblicato

il

revoca-immunità-cozzolino-tarabella

Cozzolino ha seguito le votazioni da casa, Tarabella era in aula ed ha votato a favore della revoca dell’immunità. I legali dell’italiano: «Estraneo ai fatti. Richiesta revoca evasa a tempi record e senza nemmeno una discussione». L’ormai ex eurodeputato belga: «La Giustizia farà il suo corso, io potrò parlare e risponderò agli attacchi della stampa».

L’assemblea Plenaria dell’Eurocamera ha votato a favore della revoca delle immunità parlamentari agli eurodeputati Marc Tarabella e Andrea Cozzolino, coinvolti dall’inchiesta sul cosiddetto Qatargate.

Il voto si è tenuto per alzata di mano. Tra quelle che si sono levata a favore della revoca, quella dello stesso Tarabella che ha commentato: «Ho chiesto la revoca dell’immunità fin dai primi giorni di questo caso per poter rispondere alle domande degli inquirenti e aiutare il sistema giudiziario a fare luce su questo caso. Per rispetto alle autorità giudiziarie e al lavoro dell’inchiesta, mi sono astenuto dal commentare le accuse della stampa. La tentazione di rispondere è stata forte, soprattutto perché sono innocente, ma non mi sono ancora espresso e non lo farò nemmeno oggi per riservare la prima parte delle mie spiegazioni al giudice. In ogni caso, sappiate che non ho nulla da rimproverarmi».

Ha invece seguito le votazioni da casa il secondo degli eurodeputati per cui è scattata la revoca delle immunità, Andrea Cozzolino. Il commento arriva dai suoi legali, Federico Conte, Dezio Ferraro, Dimitri De Becó: «Apprendiamo dalla stampa che la richiesta di revoca dell’immunità nei confronti dell’onorevole Cozzolino è stata evasa dalla Commissione Jury, prima, e dal Pe dopo, in tempi record e con un iter meramente burocratico, senza nessuna discussione sui temi e sugli interrogativi posti in commissione da Cozzolino sulla matrice e la natura dell’inchiesta. In questa vicenda, invece, il Parlamento europeo ha rinunciato ad affrontare, finanche nel dibattito, una questione cruciale per la sua stessa autonomia e indipendenza, pur trovandosi al cospetto di una iniziativa giudiziaria che nasce dall’opaca attività di intelligence dei servizi segreti, soprattutto non europei, e che sta minando in profondità la stessa credibilità politica e istituzionale dell’Unione Europea. Un’inchiesta affidata quanto agli sviluppi, a un pentimento interessato, pronto e conveniente, che la nostra esperienza giudiziaria in materia ci fa guardare con sospetto e scetticismo».

Continua a leggere

Mondo

Dal carcere al reality: Anna Sorokin, la truffatrice che ha ingannato New York

Pubblicato

il

anna-sorokin-delvey-s-dinner-club-reality-show

Si chiamerà Delvey’s Dinner Club il reality show che Anna Sorokin, divenuta celebre come Anna Delvey, condurrà dall’appartamento nel quale sta finendo di scontare i domiciliari. Fingendosi una ricca ereditiera, riuscì ad introdursi nella società newyorkese e a farsi prestare ingenti somme di denaro. Accumulato debiti per 200 mila dollari. Nello show che condurrà tanti vip saranno suoi ospiti a cena: tra i primi nomi resi noti Madonna, Elon Musk e Marina Abramovic.

Anna Sorokin, torna a far parlare di sé, questa volta col suo vero cognome, anche se non rinuncia all’alias che l’ha resa celebra prima e detenuta poi. La trentunenne di origine russe che è riuscita a introdursi nell’alta società newyorkese fingendosi la rampolla di una ricca famiglia e a farsi prestare centinaia di migliaia di dollari a persone, società e banche, terminati i domiciliari condurrà un reality show.

La location è proprio l’appartamento in cui sta finendo di scontare la misura cautelare. Il titolo del reality è anch’esso indicativo: Delvey’s Dinner Club, che prende il nome dall’identità fasulla usata della Sorokin: Anna Delvey. Con questo nome ha accumulato 200 mila dollari di debiti. Scoperta nel 2017, è stata arrestata ed ha trascorso un periodo in carcere.

Recentemente la sua storia è tornata alla ribalta anche grazie ad una serie tv Netflix. La piattaforma ha infatti acquisiti i diritti sulla vita di Anna Sorokin per 320 mila dollari. Denaro che lei però non vedrà mai perché in base ad una legge statunitense spetta alle vittime delle truffe.

Nel reality show di Anna Sorokin ospiterà diversi vip a cena nella sua lussuosa casa ubicata nell’East Village. Tra i nomi già resi noti alla stampa, quelli di Madonna, Elon Musk e Marina Abramovic.

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore : Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.