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Cronaca

Il compagno di Santanché, la moglie di La Russa e la casa acquistata e venduta in un’ora

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casa in versilia comprata e venduta in un'ora da compagno Santanchè e moglie La Russa

Si sa, quando due format sono di grande successo l’episodio cross-over è dietro l’angolo. Anche quando meno te lo aspetti. C’è stato ad esempio, il cross over tra Mork e Mindy ed Happy Days, quello tra Simpson e Griffin e perfino tra Signora in Giallo e Magnum PI. E così, mentre le polemiche investono più o meno direttamente La Russa e Santanché, perché non tirar fuori una bella polemica La Russa-Santanché? Ci pensa Domani che, dopo aver collezionato uno scoop, si sta focalizzando sulla ministra del turismo. Il quotidiano infatti, oggi racconta una storia lecita, ma destinata a suscitare nuove critiche, relativa alla compravendita di una casa curata dalla moglie di La Russa e dal compagno di Santanchè.

Ancora una volta infatti, il presidente del Senato non è coinvolto nella vicenda direttamente, ma viene tirato in ballo a causa della presenza di un suo famigliare, la moglie Laura Di Cicco. Questa, insieme al compagno della pitonessa [ci perdonerà se abbiamo usato il termine compagno, ndr] Dimitri Kunz d’Asburgo, ha acquistato una casa in Versilia dal sociologo Francesco Alberoni, che è stata poi rivenduta all’imprenditore Antonio Rapisarda. Tutto lecito , ma c’è un particolare a saltare all’occhio: tra l’acquisto e la vendita è passata in un’ora.

In appena sessanta minuti, cinquantotto per l’esattezza, i due si sono trasformati da acquirenti a venditori e sono riusciti a piazzare l’immobile a 3,45 milioni di euro, ottenendo una plusvalenza da oltre un milione. Un record europeo sotto molti punti di vista, una rivoluzione del mercato immobiliare.

Nulla di illecito, semmai bizzarro, che però viene derubricato dal nuovo proprietario come «una classica compravendita». Ai cronisti del quotidiano, Rapisarda ha detto che era alla ricerca di un immobile in quella zona da molto tempo e che Kunz non era intenzionato a venedere: ««Ha accettato perché ho insistito». Ha aggiunto anche di essere consapevole di aver sborsato un milione di euro in più rispetto al prezzo stimato, ma che si tratta di una normale azione di persuasione commerciale. Insomma, Kunz, compagno di Santanchè, e Di Cicco, moglie di La Russa, non avevano alcuni intenzione di vendere la casa che avevano acquistato, ma di fronte ad un’offerta irrinunciabile, arrivata pochi minuti dopo la firma del contratto notarile, non hanno saputo dire di no. Rapisarda, che afferma di non essere stato a conoscenza dei problemi di liquidità di Visibilia, conclude: «Se hanno usato i soldi per sanare non vedo il problema. Per me Dimitri è un amico. Lo conosco da molto prima del rapporto con Santanchè. La villa di Forte dei Marmi dista soltanto tre minuti di automobile dallo stabilimento Twiga».

Cronaca

Nove agenti accusati di arresto illegale, calunnia e falso a Piacenza

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polizia-113

Le indagini riguardano episodi verificatosi tra il gennaio e il luglio dello scorso anno. Otto agenti avrebbero condotto indagini alterate, mentre un nono avrebbe rilasciato false dichiarazioni nel tentativo di coprirli.

Sono 9 i poliziotti accusati e finiti sotto indagine a Piacenza: otto per arresto illegale, calunnia e falso in atto pubblico, uno per false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Gli episodi sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sarebbero avvenuti tra il gennaio e il luglio del 2022.

Le indagini sarebbero partite, in base a quanto riportato dalla stampa locale, da alcune segnalazioni e sarebbero corroborate da diverse testimonianze. Ai poliziotti coinvolti dalle indagini a Piacenza, accusati di aver compiuto arresti illegali, sono stati anche sequestrati i cellulari.

In base alle accuse nei loro confronti, avrebbero abusato dei loro poteri e avrebbero redatto verbali artefatti, contenenti false attestazioni, ottenute anche mediante il ricorso a minacce.

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Attualità

Niente bagno senza consumazione: rissa in un bar di piazza San Marco a Venezia

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rissa bar piazza san marco venezia

Botte tra orbi tra i baristi di un bar di Piazza San Marco a Venezia ed alcuni turisti, dopo che a quest’ultimi è stato negato l’utilizzo del bagno, dal momento che non avevano effettuato nessuna consumazione.

Calci, schiaffi, sedie e tavolini che volano. Non è la rissa in un saloon del vecchio West, ma quello che è accaduto giovedì 21 settembre nella splendida piazza San Marco a Venezia tra alcuni turisti ed i baristi di un bar. Questa volta a far discutere dunque, non è il comportamento indisciplinato di qualche visitatore.

Nello straordinario scorcio tra la Biblioteca Marciana e Palazzo Ducale, visitatori e lavoratori se le sono date di santa ragione. Motivo di tanto astio, l’utilizzo del bagno: secondo i baristi è destinato esclusivamente ai clienti paganti, mentre secondo i turisti era loro diritto usufruirne pur non avendo effettuato alcuna consumazione.

Gli animi si sono presto scaldati e dalle parole si è passati in fretta alle mani. Ed ai piedi. Ed ai tavoli. Quattro uomini, probabilmente stranieri, da una parte, sette camerieri dall’altra. L’insolito spettacolo ha richiamato l’attenzione dei tanti visitatori che affollano la Repubblica Marinara. Qualcuno, ovviamente, ha filmato la colluttazione ed ha caricato il contenuto sui social: il video della rissa nel bar di piazza San Marco a Venezia è diventato, a distanza di qualche giorno dall’accaduto, virale.

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Cronaca

Video porno con l’intelligenza artificiale: venti ragazzine si sono trovate nude sul web

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Undici ragazzi hanno usato l’intelligenza artificiale per realizzare fotomontaggi di video porno, sostituendo il volto delle attrici con quello di alcune ragazze minorenni. Tutti denunciati, qualcuno anche per estorsione: ha chiesto denaro in cambio della cancellazione dei video, diventati nel frattempo virali.

La storia arriva dalla Spagna, più precisamente da Amendralejo, e scoperchia il vaso delle preoccupazioni relative all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Venti ragazzine, tra gli 11 ed i 17 anni, si sono viste improvvisamente catapultate sul web in atteggiamenti osé: qualcuno ha usato l’intelligenza artificiale per realizzare video porno con i loro volti.

Sono così finiti nei guai undici ragazzi, autori della bravata. I video realizzati tramite un’applicazione di intelligenza artificiale, sono poi stati diffusi tramite i social e le app di messaggistica, diventando in fretta virali. Qualcuno è indagato anche per estorsione: avrebbe chiesto denaro in cambio della promessa di cancellare i video.

La storia ricorda in qualche modo lo scandalo che coinvolse il sito per adulti PornHub, che nel 2019 ospitò tra le proprie pagine 58 video pornografici che ritraevano una giovane: si trattava di una ragazzina di 15 anni rapita un anno prima in California: i video erano quelli realizzati e caricati dal suo rapitore e stupratore. Venne ritrovata proprio grazie a questi filmati, che permisero agli inquirenti di individuare il maniaco che l’aveva presa e risalire al luogo in cui era detenuta. PornHub declinò ogni responsabilità, affermando di non aver controllo sui ciò che veniva pubblicato dagli utenti, modificando al contempo le regole per caricare i contenuti sul sito.

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