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Cronaca

Il corteo dei ristoratori si macchia di nero: tensione a Roma tra militanti di Casa Pound, no mask e scontri con le forze dell’ordine

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il corteo dei ristoratori Io Apro scontri con polizia

ROMA – Imprenditori e partite iva arrabbiati e frustrati, militanti di Casa Pound infiltrati e pronti a “disturbare”, forze dell’ordine in assetto antisommossa, ma anche no mask e no vax sul piede di guerra. C’erano tutte le condizioni affinché il clima ieri a Roma diventasse rovente ed infatti il corteo dei ristoratori del movimento “Io Apro” ha presto lasciato il campo a scontri con la polizia. 6 persone fermate, 120 quelle indagate, un ferito.

Che la situazione fosse delicate e rischiasse di sfuggire di mano era evidente a tutti, dopo gli episodi analoghi avvenuti la settimana scorsa e dal momento che il corteo non era stato autorizzato dalla Questura. Ma la voce di protesta di ristoratori, albergatori, partite iva ed imprenditori penalizzati dalle chiusure e dalle restrizioni emanate per contrastare l’epidemia da Covid-19, che si sono riuniti sotto l’etichetta del movimento ribattezzato “Io Apro”, sono andate disperse nello strepitio di poche decine di militanti della tartaruga.

I militanti di Casa Pound, capeggiati da Luca Masella, consigliere municipale a Ostia, come molti altri senza mascherina, in un primo momento erano defilati rispetto al corteo dei ristoratori e sembrava avessero organizzato una manifestazione nella manifestazione. In un secondo momento, la marcia verso Montecitorio, a mani alzate. A contrapporsi alle loro intenzioni, il cordone della Polizia. Difficile dire chi abbia provocato chi. Sicuramente ne è seguito un lancio di petardi, bottiglie e fumogeni contro la polizia e le seguenti cariche per disperdere i manifestanti.

Il bilancio è di 120 persone identificate, 6 dei quali in stato di fermo, diversi contusi, un ferito in maniera non grave e due pullman provenienti da Bologna, i cui occupanti volevano al corteo dei ristoratori, rimandati indietro. Il sottosegretario all’Economia Durigon ha incontrato una delegazione dei movimento “Io Apro”, ma della rabbia e della sofferenza di una categoria provata e ormai allo stremo, non rimarrà che il ricordo di alcune bombe carta lanciate da neofascisti confusi.

Cronaca

Agguato ad Alatri, clinicamente morto il 18enne colpito da un colpo di pistola

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Thomas Bricca, 18 anni, è stato dichiarato clinicamente morto, dopo essere stato colpito da un colpo di arma da fuoco ieri sera, 30 gennaio, ad Alatri, in provincia di Frosinone. Si ipotizza uno scontro tra bande rivali alla base dell’agguato.

Si trovava nei pressi di un bar pizzeria, quando uno scooter con due persone a bordo si è fermato e qualcuno ha aperto il fuoco. Thomas Bricca, ragazzo di 18 anni di Alatri, è stato raggiunto da un colpo alla testa: trasportato d’urgenza al San Camillo di Roma, è stato dichiarato clinicamente morto. Per dichiarare la morte cerebrale bisogna attendere 48 ore. In base alle prime ipotesi si l’agguato sarebbe avvenuto in seguito ad una rissa tra bande rivali.

Thomas Bricca stava camminando per strada quando lo scooter lo ha affiancato e la persona seduta dietro ha estratto l’arma, gliel’ha puntata contro e gli ha sparato un colpo in testa. Poi i due si sono dileguati. I carabinieri si sono messi sulle loro tracce. Alcune testimonianze hanno raccontato di scontri fra diversi gruppi di giovani, pertanto gli inquirenti stanno indagando in questa direzione. Gli investigatori avrebbero anche già formulato qualche ipotesi circa i sospettati.

Nei giorni precedenti, si sarebbero già verificati scontri e risse tra membri di opposte fazioni. I carabinieri visioneranno anche le telecamere dei circuiti di videosorveglianza presenti in zona, al fine di stabilire la dinamica dell’episodio e dare un voto e un nome ai responsabili.

Il ragazzo colpito da un colpo di pistola nell’agguato di Alatri, è stato dichiarato clinicamente morto poco dopo il suo arrivo in ospedale.

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Cronaca

Trema la Romagna, terremoto di magnitudo 4.1 a Cesenatico

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Serie di scosse di terremoto all’alba in Romagna, fino alla principale con epicentro nella zona di Cesenatico e magnitudo 4.1. Paura tra la popolazione, ma non si hanno notizie di danni o feriti.

RIMINI – Le prime avvisaglie sono arrivate alle prime luci del giorno, ma la scossa forte è avvenuta intorno alle 11:45. Terremoto di magnitudo 4.1 in Romagna, con epicentro Cesenatico, a 19 chilometri di profondità, in base ai dati pubblicati da Ingv. Le scosse sono state avvertite chiaramente a Rimini e in tutta Romagna, ma anche in Emilia e oltre, come nel nord delle Marche.

Oltre a quella principale che ha spaventato i romagnoli, si sono succedute diverse scosse dello sciame sismico nella provincia di Forlì-Cesena, con magnitudo tra 2.1 e 3.5, con epicentri tra Cesenatico e Gambettola.

Popolazione molto spaventata, ma non è arrivata al momento nessuna notizia relativa a danni a cose o persone.

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Cronaca

Salvataggio della Geo Barents al largo della Libia: il porto assegnato è La Spezia

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La Geo Barents attraccata al porto di Ancona (Foto di Pierpaolo Mascia).

100 ore di navigazione dal punto in cui la Geo Barents ha effettuato un salvataggio in mare, nelle acque internazionali al largo della costa libica, e il porto sicuro assegnato dal governo per lo sbarco dei migranti e dei richiedenti asilo, La Spezia. Medici Senza frontiere: «Mentre ci avvicinavamo alla barca in difficoltà la guardia costiera libica ha minacciato di aprire il fuoco».

Nuovo salvataggio in mare della nave Geo Barents della Ong Medici Senza Frontiere, che nelle acque internazionali al largo della Libia ha recuperato 69 persone, di cui 25 minori, da un barcone in difficoltà. Contestualmente, si riaprono le polemiche relative all’assegnazione del porto sicuro: La Geo Barents è stata spedita a La Spezia.

Le operazioni di recupero effettuate dalla Geo Barents (Foto di Maurizio Debanne).

«Perché farli sbarcare a La Spezia quando ci sono porti idonei molto più vicini? È contro il diritto marittimo internazionale» scrive su Twitter la Ong, che rende noto di dover affrontare una traversata da 100 ore molto faticosa per raggiungere il porto sicuro assegnato dal governo.

Un paio di ore prima di effettuare il salvataggio in mare, la Geo Barents aveva oltretutto accusato di aver ricevuto minacce dalla Guardia Costiera libica, mentre si avvicinava alla barca in difficoltà: «il nostro team ha assistito oggi all’intercettazione da parte della Guardia Costiera Libica di un’imbarcazione in difficoltà in acque internazionali. Mentre ci avvicinavamo per aiutare le persone e portarle in salvo, hanno minacciato di sparare».

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