fbpx
Seguici su

Attualità

Il Pakistan sull’orlo della rivolta: folla di fronte alla villa dell’ex premier per impedire il suo arresto

Pubblicato

il

Imran Khan ex presidente Pakistan accusato di terrorismo rischia lunga pena

Imran Khan, primo ministro pakistano dal 2018 fino all’aprile del 2022, ha accusato la polizia di aver torturato un suo consigliere ed è stato incriminato per terrorismo: rischia una condanna severa. Una folla di sostenitori si è radunata di fronte alla sua residenza per impedire che venisse arrestato: «se lo arrestano prenderemo Islamabad».

«Non vi risparmieremo, vi citeremo in giudizio, dovreste vergognarvi». A parlare è Imran Khan, ex primo ministro del Pakistan, in carica dal 2018 all’aprile di quest’anno. Bersaglio delle sue critiche, una giudice e il capo della polizia che sarebbero a suo dire responsabili di «episodi di tortura» nei confronti di un suo ex consigliere, mentre si trovava in regime di detenzione. A causa di queste dichiarazioni è stato accusato di terrorismo ed ora rischia una pena esemplare.

In base ad una legge antiterrorismo del 1997 infatti, potrebbe restare a lungo in carcere. La polizia di Islamabad che indaga sul caso, nel suo rapporto ha scritto che «lo scopo del discorso era di diffondere terrore tra gli agenti e gli ufficiali giudiziari, e scoraggiarli dallo svolgere i loro compiti». A questa legge si era appellato in passato lo stesso Khan, quando era in carica, per colpire critici ed oppositori. Adesso è lui che rischia l’arresto ed una lunga detenzione.

Una folla di sostenitori però, è subito scesa in strada e si è radunata di fronte alla sua villa, per fargli da scudo dalla polizia. Hanno circondato la residenza dell’ex presidente, in una sorta di cordone di sicurezza. «Se arrestano Imran Khan conquisteremo Islamabad utilizzando il potere del popolo», ha affermato via Twitter Ali Amin Gandapu, ex componente del governo Khan.

Imran Khan, ex campione di cricket, gode di un ampio consenso tra diverse fasce della popolazione, soprattutto fra i più giovani. Sempre molto critico nei confronti degli Stati Uniti, è il primo leader pakistano ad aver effettuato un viaggio diplomatico in Russia, dove ha incontrato Putin proprio nelle ore immediatamente successive all’invasione dell’Ucraina. I suoi avvocati sono riusciti ad impedire il suo arresto almeno fino a giovedì, dietro il pagamento di una cauzione, ma la situazione rimane appesa ad un filo e cresce il pericolo di una rivolta in Pakistan.

Continua a leggere
Pubblicità

Attualità

Rula Jebreal: «il padre della Meloni criminale e narcotrafficante», la replica: «la querelo»

Pubblicato

il

rula-jebreal-contro-giorgia-meloni

La giornalista Rula Jebreal ha scatenato un putiferio sui social dopo che in un tweet in cui commentava la campagna elettorale di Giorgia Meloni ha tirato in ballo il defunto padre della leader di FdI, che aveva chiuso fin da piccolissima i rapporti col genitore, definito criminale e trafficante di droga.

«Durante la sua campagna elettorale Giorgia Meloni, il nuovo Primo Ministro italiano, ha promosso un video di stupro in cui si afferma che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi. Ironia della sorte, il padre della Meloni è un famigerato trafficante di droga/criminale condannato che ha scontato una pena in prigione». Questo il tweet della giornalista palestinese con passaporto italiano Rula Jebreal che ha scatenato una bufera.

Il riferimento è ad un articolo pubblicato dalla stampa spagnola nei giorni scorsi, relativo ai guai giudiziari del padre della Meloni. Francesco Meloni, con il quale la figlia ha troncato ogni rapporto in giovanissima età, nel 1995 venne condannato in spagna a 9 anni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti.

Riferendosi a questa notizia, Rula Jebreal ha pubblicato il suo commento sulla campagna elettorale di FdI. Una frase che ha attirato tantissime polemiche nei confronti della scrittrice, ma anche molte manifestazioni di solidarietà nei confronti della Meloni. La replica della leader di FdI non si è fatta attendere e su Facebook ha scritto: «Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce», riferendosi al passaggio sui richiedenti asilo nel quale la Meloni, secondo la Jebreal, avrebbe definito criminali i richiedenti asilo.

Ma nel suo post la Meloni ha commentato anche il comportamento della stampa: «Il tatto della stampa italiana che racconta dei guai di mio padre, ma omette nei suoi titoli roboanti un elemento fondamentale. Tutti sanno che mio padre andò via quando avevo poco più di un anno. Tutti sanno che ho scelto di non vederlo più all’età di undici anni. Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte. Ma poco importa, se i “buonisti” possono passare come un rullo compressore sulla vita del “mostro”. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c’è anche il detto “le colpe dei padri non ricadano sui figli”».

A questo proposito Rula Jebreal è tornata sulla questione, tentando di correggere in qualche modo il tiro: «Le responsabilità penali non ricadono mai su terzi. Ciò che evidenzio è che la propaganda politica della Meloni e di Trump molto spesso, criminalizza un’intera categoria e fomenta l’odio».

Ma nel frattempo a polemica è divampata e la giornalista si è attirata critiche e commenti di biasimo bipartisan. Tra i primi a manifestare solidarietà a Giorgia Meloni, Giuseppe Conte, che ha detto: «Questo è fango su Giorgia Meloni. Io Meloni e Fratelli d’Italia con il M5S li combatto in tutte le sedi, ma sul piano politico. Non si possono però addebitare in maniera subdola a una figlia – che dal genitore è stata abbandonata, senza avere più rapporti – i reati e gli errori del padre».

Continua a leggere

Attualità

Compleanno Berlusconi, mongolfiera con palloncini a cuore e striscioni in cielo: il regalo di Marta

Pubblicato

il

MILANO – “Guardate che sorpresa, che bel regalo ho ricevuto! Grazie a tutti per gli auguri!”. Così Silvio Berlusconi ha diffuso, attraverso il proprio profilo Twitter, un breve video che racconta parte della giornata di ieri, in cui il Cavaliere ha festeggiato 86 anni. Ad organizzare la romantica sorpresa, Marta Fascina, la sua partner e “quasi moglie”.

Nella breve clip si vede Berlusconi, seduto su una panchina insieme alla compagna e ad uno dei suoi cani, osservare una mongolfiera piena di palloncini rossi a forma di cuore ed un maxi striscione con la scritta “Buon compleanno amore, ti amo, Marta”, portato in cielo da un aereo ultraleggero.

Continua a leggere

Attualità

Mentana contro l’Agcom: «lasciateci fare il nostro lavoro»

Pubblicato

il

mentana-contro-agcom

Intervento puntuto del direttore del telegiornale de La 7 Enrico Mentana, che commentando la notizia dei provvedimenti sanzionatori che l’Agcom ha disposto nei confronti della rete e di Rai, Sky e Mediaset ha chiosato: «la pagliuzza e la trave».

Enrico Mentana sui social non le manda mai a dire, mentre quando va in onda mantiene sicuramente un atteggiamento più distaccato. Eppure questa volta Mentana deve essere andato su tutte le furie se durante il telegiornale da lui diretto e condotto ha dedicato un intenso passaggio di biasimo per le sanzioni che Agcom ha comunicato nei confronti di La 7, Sky, Rai e Mediaset per alcune irregolarità riscontrate.

«Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha all’unanimità dato mandato agli uffici di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti di Rai, Mediaset, La7 e Sky dopo aver esaminato i dati di monitoraggio relativi al periodo dal 18 al 23 settembre – legge “Chicco” durante l’edizione del 29 settembre – Per quanto ci riguarda siamo pronti ad ascoltare le motivazioni di questo singolare annuncio da parte dell’Agcom. Vogliamo ricordare che noi facciamo il nostro lavoro che è il giornalismo, non la farmacia e il bilancio del farmacista». Il direttore era così arrabbiato che in qualche punto del suo discorso ha perfino incespicato. «Un bilancio che è male utilizzato da chi è nominato dalle forze politiche e dal Parlamento e dovrebbe guardarsi allo specchio prima di emettere sanzioni, quali che siano».

Una presa di posizione forte contro la decisione presa da Agcom quella di Enrico Mentana che si è fatto portavoce anche dei colleghi delle altre emittenti: «Mi sento di parlare non solo a nome di La7 a questo riguardo. Non insegnateci a fare il nostro lavoro, se ci sono degli squilibri evidenti ne parliamo, se qualcuno non fa il suo lavoro con disciplina e onore è un conto, ma fare questo tipo di affermazioni è veramente singolare. Ripeto è la pagliuzza e la trave…».

Continua a leggere

Più letti

Copyright © 2020 by Iseini Group | Osservatore Quotidiano è un prodotto editoriale di Il Martino.it iscritto al tribunale di Teramo con il n. 668 del 26 aprile 2013 | R.O.C. n.32701 del 08 Marzo 2019 | Direttore Vicario: Antonio Villella | ISEINI GROUP S.R.L - Sede Legale: Alba Adriatica (TE) via Vibrata snc, 64011 - P.Iva 01972630675 - PEC: iseinigroup@pec.it - Numero REA: TE-168559 - Capitale Sociale: 1.000,00€ | Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione.