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Politica

Il Tribunale di Napoli dà ragione a Conte: rigettato il ricorso contro la sua presidenza

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evento elettorale Giuseppe Conte

Una piccola soddisfazione per Giuseppe Conte, che dopo il passo falso alle Amministrative si ritrova impegnato in una difficile «fase due». Il Tribunale di Napoli oggi ha chiuso il contenzioso tra l’avvocato del popolo e la fronda più intransigente del Movimento: la sua elezione a presidente è valida.

E’ valida l’elezione di Giuseppe Conte a presidente del Movimento 5 Stelle, che si trova dunque legittimato sulla carta, ma un po’ meno nei sondaggi e nelle convinzioni non solo dell’elettorato più “grillino”, ma anche in quelle di alcuni suoi colleghi di partito. La distanza che lo separa da Luigi Di Maio ad esempio, è nota e oramai i due non fanno più nulla per nasconderlo, tra scambi di battute al vetriolo, reciproche accuse e attribuzioni di sconfitta.

Conte su Twitter si è limitato a commentare: «Il Tribunale di Napoli ha respinto il ricorso in sede cautelare contro lo Statuto e le democratiche scelte dei nostri iscritti sul futuro del Movimento 5 Stelle. Andiamo avanti, con forza e determinazione per il rilancio del nuovo corso. Continuiamo a lavorare con determinazione e responsabilità, e con un nuovo slancio grazie alla riorganizzazione sui territori». Insomma, Giuseppi incassa la vittoria e tira dritto per la sua strada.

Adesso, oltre a rilanciare il partito nei sondaggi, dovrà lavorare non poco per mettere a tacere la fronda ribelle interna. Furono proprio otto attivisti a presentare l’atto di citazione con cui si contestava il voto dello scorso marzo, quando, in seguito ad alcune modifiche allo statuto, Conte venne eletto presidente del Movimento con il 94% dei voti. Elezioni che secondo chi presentò ricorso non avvennero in maniera legittima dal punto di vista procedurale, specie per quanto riguarda l’eleggibilità degli organi di garanzia.

E mentre i legali degli otto attivisti fanno sapere che valuteranno dopo le motivazioni della sentenza se proporre reclamo, Conte e i suoi esultano e tirano un sospiro di sollievo: la grana dell’elezione a presidente del Movimento, giudicata valida, è stata risolta. Ora tocca a tutte le altre.

Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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