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“I’m not gay”, l’assurdo reality omofobo russo condotto dal parlamentare pro-Putin Milonov

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MOSCA – I’m not gay è il titolo del nuovo reality show russo in cui si deve dimostrare di non essere omosessuale, sbarcato da poco su YouTube. I concorrenti rigorosamente uomini – tra cui un blogger musicale, un sessuologo e un combattente di arti marziali – devono dimostrare di non essere omosessuali tramite alcune prove come, per esempio, riconoscere al buio il lato B di un uomo da quello di una donna.

La durata è di otto puntate. Al termine di ognuna i concorrenti votano per individuare ed eliminare il concorrente “gay”, o comunque quello che si è dimostrato “meno virile”. Se indovinano vincono due milioni di rubli (circa 26mila euro), ma se il concorrente omosessuale schiva l’eliminazione, è lui a vincere il premio.

Nel promo del programma si vede un uomo muscoloso che passeggia in spiaggia con uno slip bianco e viene notato per la sua bellezza. In quel momento, il conduttore Vitaly Milonov si muove verso di lui con fare minaccioso sfregandosi le mani, pronto alla rissa. Insieme a lui ci sono ragazze armate di catene, fruste e mazze. Tutti pronti a punire fisicamente i concorrenti che si mostreranno interessati alla sfilata dell’uomo in questione.

Il programma è, infatti, ideato e condotto dal politico Vitaly Milonov, membro della Duma, il Parlamento russo. Milonov, molto vicino a Vladimir Putin, non ha mai nascosto di essere anti-LGBTQ . È tra i responsabili della legge contro l’omosessualità, tutt’ora in vigore in Russia, ed è anche famoso per alcune sue forti dichiarazioni contro gli omosessuali. Il deputato ha detto di recente che secondo lui occorrerebbe: “Creare rifugi per confinare le persone gay“, e che sarebbe “umano ospitarle e dar loro da mangiare. Dobbiamo essere umani. Come combattiamo i gatti randagi? Li sterilizziamo. E anche i gay dovrebbero essere sterilizzati”.

Nel 2013 aveva chiesto di arrestare tutti gli atleti LGBT che partecipavano alle Olimpiadi di Sochi perché andavano contro la legge che vietava la propaganda gay. E ancora, nel 2019, ha definito l’omofobia “Una cosa bella, e l’omosessualità disgustosa”.

Vitaly Milonov è comparso nella prima puntata del programma online, dove ha dichiarato:

“Trovare un gay nel nostro Paese è come trovare un Mc Donald’s funzionante”, mentre una voce fuori campo afferma: “Esistono sicuramente, ma ce ne sono pochissimi e non tutti li conoscono”.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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