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Cronaca

Inchiesta della Dda sulla sanità in Basilicata: arrestato capogruppo FI, Francesco Piro, coinvolto presidente di Regione, Vito Bardi

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Vito Bardi, a sinistra, e Francesco Piro, a destra (Foto tratte da Facebook).

Inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sulla sanità in Basilicata. Oltre al capogruppo di Forza Italia, Francesco Piro, altri politici ed amministratori lucani coinvolti dalle indagini, tra cui Vito Bardi (FI), il presidente della Regione, Francesco Cupparo, assessore all’agricoltura (FI) e Rocco Leone, ex assessore alla sanità e attuale consigliere regionale (FdI). Perquisizioni in corso presso la sede della Regione e presso l’ospedale San Carlo di Potenza.

Polizia e carabinieri stanno conducendo «un’operazione di polizia giudiziaria» coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che coinvolge politi ed amministratori lucani. Le indagini riguardano il settore sanità di Regione Basilicata ed al centro dell’inchiesta sarebbe la costruzione del nuovo ospedale di Lagonegro. Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Francesco Pirro, è finito in manette, mentre tra gli indagati risulta anche Vito Bardi, presidente della Regione, che avrebbe consegnato il proprio telefono agli inquirenti durante una perquisizione nella sua abitazione.

Oltre un centinaio le persone coinvolte dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Potenza. Le perquisizioni sono ancora in corso presso gli uffici della sede della Regione, ma anche all’ospedale San Carlo di Potenza. Tra gli indagati infatti figurerebbe anche il direttore generale della struttura sanitaria, Giuseppe Spera.

Altri nomi coinvolti dall’inchiesta quelli di Francesco Cupparo e Rocco Leone. Il primo, anch’egli esponente forzista, è l’assessore regionale all’Agricoltura, sottoposto al divieto di dimora, il secondo, militante tra le fila di Fratelli d’Italia, è stato assessore alla Sanità ed attualmente è consigliere regionale. Per lui è scattato invece l’obbligo di dimora. Perquisizione ed accertamenti di carabinieri e polizia ancora in corso presso diverse abitazioni e uffici situati nella provincia potentina.

Cronaca

Svaligia la cassaforte di un supermercato: segnalato ragazzino di 11 anni

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Ha approfittato di un momento di distrazione per impadronirsi delle chiavi della cassaforte, asportare tre astucci contenti gli incassi di giornata e dileguarsi, il ragazzino che ha commesso una rapina in un supermercato di Ferrara. Un addetto ha provato a fermarlo, ma è riuscito a fuggire.

Ha atteso l’attimo propizio. Ha agito con destrezza e rapidità. Ha guadagnato la fuga, spintonando l’unica che si era accorta di quanto stava accadendo. Solo la ricostruzione dei suoi movimenti attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza ha permesso agli inquirenti di rintracciarlo. Non si tratta di un rapinatore seriale, ma di un ragazzino di 11 anni, segnalato alla Procura dei minori di Ferrara per la rapina in un supermercato.

La vicenda si è consumata in pieno giorno. Non si tratta di un semplice episodio di taccheggio, bensì di una vera e propria rapina, dal bottino di svariate migliaia di euro. Sei mila per la precisione. I contanti erano custoditi in tre astucci, conservati nella cassaforte installata nell’area dipendenti dell’esercizio commerciale.

Il ragazzino di 11 anni autore della rapina al supermercato ha approfittato di un momento di distrazione generale per prendere le chiavi da una cassetta. Poi ha ripulito la cassaforte. Solo mentre si allontanava una cassiera ha notato i suoi movimenti. La donna ha provato a fermarlo, ma lui l’ha spintonata ed è fuggito via.

Nella fuga ha dovuto abbandonare due dei tre astucci rubati. L’altro, quello contente sei mila euro, l’ha portato con sé. Ma gli investigatori l’hanno trovato mediante la visione dei filmati di sicurezza. E per la sua identificazione, sono state rilevanti le foto pubblicate dal giovane sui social network.

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Strage sul lavoro a Palermo: 5 operai morti durante lavori fognari

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I cinque operai morti a Casteldaccia in provincia di Palermo, hanno respirato esalazioni tossiche durante alcuni lavori alla rete fognaria.

Sarebbero state le esalazioni tossiche provenienti dalle acque nere ad uccidere i cinque operai morti in una strage sul lavoro avvenuta questa mattina a a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Uno dopo l’altro, si sono calati nel tombino della morte. Quando il primo non è riemerso il secondo è sceso a cercarlo e poi il terzo e poi il quarto e così via. Il settimo ha dato l’allarme. E’ quello che versa nelle migliori condizioni. Il collega prima di lui si trova intubato in gravi condizioni al Policlinico di Palermo. Gli altri non ce l’hanno fatta.

I lavori interessavano la rete fognaria nei pressi degli stabilimenti dell’azienda vinicola Corvo. La maggior parte degli operai rimasti coinvolti nella strage sul lavoro avvenuta in provincia di Palermo, erano dipendenti della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico, società che lavora per conto della municipalizzata palermitana Amap, che si occupa della gestione idrica in città.

«Un’immane tragedia. Siamo sconvolti. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. E’ inconcepibile», ha dichiarato il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto, arrivando sul luogo della strage.

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Cronaca

Arrestato sospetto terrorista a Fiumicino: «fa parte dell’Isis»

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113 polizia volante pantera

Ha 32 anni, proviene dal Tagikistan ed era latitante da diverso tempo. Viaggiava sotto falsa identità.

Pendeva un mandato d’arresto internazionale per l’uomo di 32 anni originario del Tagikistan, arrestato oggi all’aeroporto di fiumicino con l’accusa di essere un terrorista dell’Isis. L’uomo si sarebbe arruolato nelle milizie del califfato nel 2014 ed avrebbe combattuto in Siria nello stesso anno.

Secondo quanto riportato da Adnkronos, per eludere le forze dell’ordine che lo cercavano da diverso tempo, viaggiava con documenti fasulli. Sarebbero stati diversi gli alias a sua disposizione, con differenti età e nazionalità, in particolare Uzbekistan, Kirghizistan e Ucraina.

Il sospetto terrorista arrestato oggi è’ atterrato in Italia, a Fiumicino, alle 11:45. Proveniva dall’aeroporto di Eindhoven, nei Paesi Bassi. E’ stato fermato dalla Digos capitolina sotto il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con l’aiuto della Polizia di Frontiera di Fiumicino.

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