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La crisi idrica tra razionamenti e falle nella rete idrica

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La siccità mette a dura prova tutto il Paese e sono sempre di più i Comuni che corrono ai ripari per evitare sprechi, ma la crisi idrica è aggravata da perdite e malfunzionamenti. Si calcola che circa un terzo dell’acqua che circola nella rete idrica, si perda prima ancora di raggiungere le case.

Praticamente tutte le Regioni stanno facendo i conti con la siccità e crisi idrica. La mancanza di piogge sta mettendo in difficoltà tutti i raccolti e un po’ ovunque si cercano soluzioni per tamponare il problema. Razionamenti, capienza delle vie d’acqua ridotte e lotta agli sprechi sono passi necessari per arginare il problema, ma forse la vera questione è rappresentato dalle falle della rete idrica. Perdite alle tubature, malfunzionamenti alle centraline e altri inconvenienti si traducono in un risultato di cui non andare fieri: acqua sprecata. Tanta acqua sprecata. Circa un terzo di quella che passa nel sistema idrico, si disperde prima di raggiungere le case. In media, per ogni 5 litri di acqua che scorre, 2 vengono sprecati.

Pertanto le ordinanze che i Comuni stanno emanando per far fronte alla crisi idrica, rischiano di sembrare dei palliativi per non affrontare il problema più grande. Alcune fanno sorridere come quella emanata a Castenaso in Provincia di Bologna, dove i parrucchieri non possono fare il secondo risciacquo, o a Perigine, in Valsugana, dove è concesso annaffiare, ma solo con innaffiatoi manuali. Il problema in realtà è molto serio.

E non è rappresentato solo qualche tubo da aggiustare, ma bisogna rimettere mano all’intera rete idrica, che molto spesso è composta da impianti vecchi decine di anni. Perdite, falle, tratti erosi e interruzioni si ripetono un po’ ovunque. C’è bisogno di soldi, di tanti soldi per rimettere a posto tutto il sistema. Le cifre stimate ballano, ma si parla di miliardi e miliardi di euro. Sicuramente più dei 900 milioni messi sul piatto del Pnrr. La prima tranche di richieste da parte dei Comuni solo per i primi interventi di riparazione, da sola ammonta più di 2 miliardi.

Certo, in attesa che questi interventi vengano effettuati prima o poi i consigli anti spreco rimangono utili: non lasciare i rubinetti aperti, raccogliere l’acqua piovana per innaffiare, usare la lavastoviglie a pieno carico eccetera. In tempi di crisi (idrica) sono suggerimenti da rispettare strenuamente, con buona pace di chi su Twitter sotto l’hashtag #RubinettiAperti chiede che vengano tolte tutte le restrizioni.

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Attualità

Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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