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Meloni gela Salvini: “Lui al Viminale? Non si decide ora”. E il “capitano” vola a Lampedusa

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ROMA – “Da che mondo è mondo le squadre di governo si fanno in base al risultato elettorale”. Giorgia Meloni boccia la proposta di Matteo Salvini di indicare i ministri prima del voto. La leader di Fratelli d’Italia interviene in serata a Controcorrente, su Rete4, e dice che al massimo, entro il 25 settembre, “si potranno scegliere una o due personalità”.

Una presa di posizione diretta, quella della presidente di FdI, che segue le perplessità sull’idea di Salvini. Il timore, negli ambienti di Fratelli d’Italia, è che la Lega voglia blindare alcuni ministeri senza pagare il dazio di un eventuale esito elettorale non eccezionale.

E Meloni parla anche dell’intenzione del capo del Carroccio di tornare al Viminale: “Salvini è stato ministro: è persona capace in quel ruolo ma non sono cose da definire prima. Vanno discusse con la coalizione su base di quello che ci dicono gli italiani”. La Lega, a proposito, fa sapere che “è un bene che Giorgia dica sì al progetto di anticipare qualche ipotesi di ministro”.

Matteo Salvini, intato, è impegnato in tour per l’Italia e dopo aver fatto tappa in Veneto si accinge a spostarsi al Sud, tra Puglia, Calabria, e Lampedusa. Ed è qui, sull’isola alle prese con il problema dell’immigrazione, che il segretario della Lega è pronto a scatenare la “guerra alla sinistra”. Lampedusa è al collasso: oggi ci sono più di 1.500 immigrati nell’hotspot che potrebbe accoglierne solo 357. “Una vergogna assoluta” tuona il leader della Lega. “La sinistra cerca disperatamente di nascondere i clandestini prima del mio arrivo”.

L’arrivo del leader della Lega sull’isola è coinciso con una pausa degli sbarchi e con lo svuotamento della struttura da parte del Viminale. Tempistiche che a Matteo Salvini e alla Lega appaiono sospette.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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