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Cronaca

L’appena rieletto sindaco di Pozzuoli indagato per peculato e concussione: sesso in cambio di buoni pasto

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il sindaco Pd di Pozzuoli appena rieletto Vincenzo Figliolia indagato per peculato e concussione avrebbe ottenuto sesso in cambio di buoni pasto Covid

Sesso ottenuto in cambio di buoni pasto Covid e consumato in municipio. Bufera su Vincenzo Figliolia, appena rieletto sindaco del Comune di Pozzuoli, con il Pd.

Concussione e peculato. Sono queste le accuse mosse nei confronti di Vincenzo Figliolia, sindaco PD appena rieletto al Comune di Pozzuoli. Il primo cittadino della città campana è accusato di aver ceduto buoni pasto Covid in cambio di sesso, che avrebbe consumato direttamente nel suo ufficio.

A darne notizia, l’edizione partenopea di Repubblica che spiega che l’inchiesta si trova ad uno stato primordiale, che deve essere ancora verificato dai magistrati. A fine aprile sono state disposte le perquisizioni nei confronti del sindaco, mentre ieri si è celebrata l’udienza di Riesame. Contro Figliolia, alcune registrazioni intercettate dalle microspie e dalle telecamere nascoste dalla Squadra Mobile e dalla Guardai di Finanza, che stanno collaborando per le indagini.

Il Fatto Quotidiano aggiunge che ci sarebbe anche altri tre file multimediali, audio e video, che proverebbero le accuse mosse nei confronti del primo cittadino di Pozzuoli. Secondo le accuse, gli incontri sarebbero stati diversi e al termine di ognuno, Figliolia avrebbe prelevato dal proprio cassetto i buoni pasto Covid che avrebbe poi consegnato alla donna con cui aveva fatto sesso.

Questo filone di indagine ha preso piede da un’altra inchiesta che vede coinvolto il sindaco, indagato per associazione a delinquere e reati conto la pubblica amministrazione. Risucchiati dalle indagini insieme a lui l’imprenditore Salvatore Musella, il dirigente della Regione Campania ed ex responsabile Pd delle Agorà Democratiche Nicola Oddati, l’ex segretario del Pd di Taranto Luciano Santoro, l’ex consigliere regionale dem calabrese Sebastiano Romeo e altri. La vicenda ruota intorno a presunte tangenti che avrebbero oliato gli ingranaggi del bando di riqualificazione turistica del rione Terra di Pozzuoli e altri progetti in Puglia e Calabria.

Attualità

Parlare in corsivo su TikTok: la nuova moda dei giovanissimi

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MILANO – Da stile di scrittura ad un nuovo modo di parlare. Il corsivo è la nuova moda lanciata dai giovani sui social network. Su TikTok è diventato letteralmente “ virale”. Parlare in corsivo nasce, infatti, da una presa in giro della cadenza milanese utilizzata da alcune ragazze nei video in cui si parla di serate in discoteca, aperitivi alla moda e confessioni tra amiche. Un linguaggio pieno di abbreviazioni, vocali chiuse o sillabe strascicate. 

Il segreto del “corsivo parlato” è quello di esagerare i tratti tipici della cadenza milanese allungando le sillabe finali, chiudendo le “o” e assumendo un ritmo cantilenato. La parola più gettonata è il diminutivo di amore, “amo” che in corsivo diventa “amïo”. Come scrive SkyTg24, è un qualcosa di più di una semplice tendenza estiva: il corsivo è diventato oggetto di lezioni su TikTok, dove sono molti i profili che ne parlano e insegnano questa parlata.

Il profilo più noto è senz’altro quello di Elisa Esposito: la 19enne “insegna” a “Parlare in corsivo”, allungando le vocali. Elisa vive a Milano e a fine 2020 ha aperto un profilo su TikTok di grande successo: quasi 800mila follower e oltre 27 milioni di like, ai quali si aggiungono oltre 270mila follower su Instagram. Sul social più amato dai giovanissimi Elisa è conosciuta come La Prof. E’ stata ospite di Propaganda Live di Diego Bianchi proprio per le sue doti nel parlare in corsivo, dove ha scimmiottato un comizio di Giorgia Meloni in Spagna.

La tiktoker di recente è stata invitata ad una puntata di RDS Next, la web radio dedicata ai giovanissimi. Elisa si è quindi cimentata nella lettura, in corsivo ovviamente, di alcuni versi della Divina Commedia. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”, ha cominciato a leggere quando uno dei due conduttori l’ha interrotta e le ha chiesto: “Sai chi è questo?”. Silenzio. Poi la risposta imbarazzata: “No non lo so, non voglio dire cavolate”.

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Attualità

Pordenone, esclusi dall’alternanza scuola-lavoro perché neri

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PORDENONE – Esclusi dallo stage per l’alternanza scuola-lavoro perché di origine marocchina. E’ successo a Sacile, in provincia di Pordenone. A rifiutare i due ragazzi, studenti dell’istituto superiore della cittadina friulana, sarebbe stata l’azienda a cui avevano presentato domanda. La notizia è riportata da La Repubblica, che ha raccontato come l’azienda avesse risposto di non accettare ragazzi di colore. L’insegnante dell’istituto si è quindi rivolta ad una associazione di immigrati di Pordenone, in modo da ricollocare immediatamente i ragazzi in un’altra azienda.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, purtroppo non si è trattata di un’eccezione: “Erano stati rifiutati da più di un’azienda” ha detto Adolph Hackah, il presidente dell’associazione ivoriani che si è occupato della vicenda. Il resto della classe sarebbe stato ammesso subito, soltanto loro quelli tagliati fuori. “L’insegnante non se lo aspettava, ci è rimasta molto male. Come tutti noi, del resto” ha spiegato ancora Hackah.

La situazione si è poi risolta e i ragazzi possono svolgere il loro stage in un’altra azienda. Se non fosse andata così, Confindustria Pordenoneaveva già fatto sapere di essere pronta ad intervenire per cercare una soluzione. Della vicenda si è occupato anche il consigliere regionale Furio Honsell (ex rettore di Udine ed ex sindaco di Udine) di Open Sinistra Fvg, il quale aveva sostenuto tramite una nota che “se confermata nella sua violenza” la vicenda “sarebbe un gesto di razzismo inaccettabile per una regione che si dichiara civile“.

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Attualità

Frosinone, pensava ci fosse un ladro in casa: era la moglie con l’amante

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FROSINONE – Pensava di trovare i ladri ma ha trovato la moglie con l’amante. Tutta colpa dei vicini che, insospettiti dopo aver visto dalle finestre un estraneo nell’abitazione dell’uomo, lo hanno avvertito.

Lui allora, allarmato, si è rivolto ai carabinieri: “C’è un ladro in casa mia”. E, come riporta l’Ansa, si è precipitato a casa, una villetta a Ceccano, in provincia di Frosinone. I militari hanno fatto i controlli e la verità è venuta a galla: nessun ladro in casa ma la moglie dell’uomo con l’amante. Quest’ultimo ha tentato di fuggire ma è stato bloccato.

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