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Le «boutade» di Beppe Grillo che fanno ribollire il M5S e mettono in difficoltà il PD

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Quando il fondatore parla, il Movimento ascolta. Ma le reazioni non sono così granitiche come alle origini. La presenza, e la costanza, dell'”elevato” si è drasticamente ridotta rispetto a qualche anno fa, ma ogni cosa che dice viene presa tremendamente sul serio. Anche quando scherza, o provoca. E gli tocca rispondere per disinnescare le polemiche che possono avere conseguenze tanto sul piano interno che su quello esterno. Per questo motivo Beppe Grillo ha dovuto specificare che si trattava di una «boutade», la sua sparata a proposito delle «brigate di cittadinanza» in passamontagna.

Ovviamente la precisazione segue il suo stile: «Per favore fermatevi, era una boutade. Ma è possibile che prendete tutto sul serio. Anche i giornali hanno esagerato un po’. Fermatevi perché mi sono arrivate delle notizie drammatiche, veramente. E’ stato avvistato un pensionato di 74 anni, un idraulico che stava aggiustando sei tombini di notte con un passamontagna. Fermatevi. Un albanese di 64 anni con cazzuola ha messo a posto otto marciapiedi durante la notte con il passamontagna. Non si può andare avanti così. Fermatevi».

LA frase incriminata sulle brigate di cittadinanza, Grillo l’ha detto in occasione del corteo pentastellato dello scorso sabato 17 giugno. Parole che hanno sollevato moltissime polemiche da parte di chi ha visto in esse una sorta di istigazione sovversiva. Grillo, dal canto suo, ha gettato benzina sul fuoco delle polemiche pubblicando il giorno successivo una foto che lo ritrae col passamontagna mentre stringe un foglio con sopra scritto «brigata riparazione panchine».

Il ritorno di Beppe Grillo sulla scena non è stato accolto con entusiasmo da tutti all’0interno del Movimento 5 Stelle. Secondo molti, le tensioni tra il fondatore e l’attuale presidente Giuseppe Conte starebbero per riaffiorare, con l’elevato che sarebbe interessato ad un avvicendamento al vertice della sua creatura, Chiara Appendino, ex sindaca di Tornio.

Ma anche negli altri partiti e nelle altre formazioni politiche, la boutade di Grillo ha avuto strascichi. O meglio, è stato il casus belli, mentre la causa profonda è stata la stessa partecipazione alla manifestazione pentastellata, da parte dei dem. Alessio D’amato, consigliere regionale nel Lazio, si è dimesso dall’assemblea nazionale del Pd: «errore politico partecipare alla manifestazione del M5S: non mi ritrovo in questa linea politica. Continuo a lavorare per un’alternativa ai sovranisti ed ai populisti». Tra le prime reazioni, quella di Carlo Calenda gli ha fatto sapere che nel Terzo Polo c’è spazio di manovra in quest’ottica.

Critiche a Grillo sono piovute anche da destra. Il primo +è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Era scomparso, fuori dai radar. Ma deve guadagnarsi il vitalizio di partito. Allora si inventa brigate e passamontagna. Cosi può tornare a casa in Sardegna e lasciarci a commentare. Merita solo indifferenza e non fa nemmeno più ridere». I capigruppo della Lega invece si interrogano: «stupisce il silenzio di Schlein. Dica se Grillo è un compagno che sbaglia. Da che parte sta la segretaria democratica?». Il leader del carroccio invece interviene a proposito di un’altra «boutade» di Beppe Grillo («Io darei il voto ai 16enni, ma andrei oltre. Andrei per aspettativa di vita, un sedicenne dovrebbe votare 8 volte e un 80enne non dovrebbe votare»): «Proposta antidemocratica e delirante».

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Ladri nella casa di Matteo Salvini e Francesca Verdini

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«A difesa della casa» è uno degli slogan che capeggia da sopra i manifesti della Lega nella campagna elettorale per le prossime Europee. Al di sotto, il faccione sorridente di Matteo Salvini promette di ergersi a baluardo dei beni mobili ed immobili della nazione. Ma chi difenderà i difensori? E’ la domanda che una già significativa mole di meme si sta ponendo in queste ore, dopo che si è diffusa la notizia secondo la quale alcuni ladri sono entrati nella casa di Matteo Salvini e Francesca Verdini a Roma, la notte scorsa.

Il fenomeno dei topi d’appartamento è talmente esteso che ha investito perfino il segretario federale e ministro dei Trasporti: i ladri sono entrati nella casa di Salvini, vuota in quel momento, ed hanno puntato la cassaforte. Secondo gli inquirenti, in base ai primi rilievi del caso, hanno tentato di smurarla a picconate, per poi aprirla con la fiamma ossidrica. Ma qualcosa deve essere andato storto ed il colpo è stato lasciato a metà. Il rumore ha svegliato i vicini, che hanno allertato le forze dell’ordine. I malviventi sono riusciti a dileguarsi prima del loro arrivo con qualche gioiello

Difficile che si tratti di un atto politico, di una qualche espropriazione proletaria di un gruppo anarcoinsurrezionalista. Più probabilmente chi si è intrufolato in casa Salvini non sapeva nemmeno a chi stesse facendo la sua poco gradita visita.

Nella palazzo non ci sarebbero telecamere di sicurezza. Per entrare nella casa di Salvini, posta al piano terra, i ladri avrebbero forzato una portafinestra. La grata che la protegge non sarebbe però stata forzata.

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Vannacci si scusa con Paola Egonu: «è italianissima»

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Vannacci abiura il passaggio su Paola Egonu («non ha tratti somatici italiani») e la certifica «italianissima». La campionessa azzurra lo ha querelato.

Dietro front. Paola Egonu è «italianissima», parola di Generale Roberto Vannacci. Il candidato con la Lega alle prossime Europee, ha offerto le sue scuse all’azzurra con una lettera aperta, nella quale si può leggere: «Lei è italianissima, è una italiana di cui andiamo orgogliosi: una persona che, per quanto di origini diverse, ha scelto di rappresentare il nostro paese e di aderire senza alcuna riserva agli ideali fondanti della nostra Repubblica assurgendone a simbolo e a rappresentante nel mondo agonistico» Già in questo passaggio si intuisce qualche distinguo che comunque non saranno assenti nella lettera.

Vannacci, quando ancora seguiva una carriera militare all’insaputa della stragrande maggioranza degli italiani e delle italiane, nel suo libro “Il mondo al contrario” aveva dedicato contestatissimo passaggio ai «tratti somatici» di Paola Egonu.

Dopo le polemiche, e la querela, l’ex generale ora il leghista prova a far chiarezza: «Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva, ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera».

Dunque è italianissima, ma con le dovute precisazioni: «La sua diversità rispetto alle evidenti caratteristiche somatiche della maggioranza della popolazione italiana, è una ricchezza, una risorsa, una peculiarità che la distingue e le fa onore».

«Spero, signora Egonu, di avere compiutamente esplicato il senso delle mie espressioni e mi rallegrerei se in futuro, a sua discrezione, fosse possibile un amichevole incontro tra noi che mi permetta di esprimerle a voce i miei più sinceri sentimenti di viva cordialità e chiederle un autografo

Chissà se l’invito e le scuse verranno accettati. La campionessa aveva querelato il generale per le sue affermazioni La procura di Lucca aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo ma la difesa della campionessa si è opposta e il giudice ha fissato l’udienza per la discussione dell’opposizione il 14 giugno.

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«Per fortuna la siccità ha colpito il Sud», l’ennesima gaffe di Lollobrigida

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Il ministro dell’Agricoltura ieri al question time in Senato si è lasciato andare un po’ troppo durante la replica al senatore leghista Bergesio: «la siccità colpisce molto di più alcune regioni del Sud, in particolare la Sicilia e per fortuna molto meno le zone dalle quali lei proviene, ma che producono un valore del vino eccezionalmente rilevante».

Gli fosse scappato una volta, sorvolando sul fatto che è ministro e che non è nuovo ad uscite infelici, gliela si potrebbe pure far passare come una sciocchezza scappata di bocca. Ma ripetere quel «per fortuna» per ben due volte, non offre possibilità di appello. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida torna al centro della scena politica e lo fa ancora una volta a causa di una sua dichiarazione sopra le righe. Durante il question time di ieri al Senato infatti, Lollobrigida è riuscito a dire: «Per fortuna quest’anno la siccità ha colpito alcune zone del Sud e la Sicilia in particolare. E per fortuna molto meno le zone dalle quali lei proviene, ma che producono un valore del vino eccezionalmente rilevante».

Lo ha fatto rispondendo all’interrogazione del senatore leghista Giorgio Maria Bergesio. Se in un primo momento è passata in sordina, il giorno dopo la frase incriminata di Lollobrigida sulla siccità è stata ripresa dal segretario del Partito Democratico siciliano Anthony Barbagallo, che l’ha definita «deplorevole e offensiva.

L’uscita secondo il dem evince un’«evidente inadeguatezza del governo a individuare soluzioni concrete, ma pure la beffa della compiacenza del governo perché non piove nel Mezzogiorno». Barbagallo ha aggiunto: «Non servono ulteriori riprove, Lollobrigida deve fare una cosa e una soltanto: dimettersi con effetto immediato. E provare vergogna per quanto affermato nel silenzio – tanto imbarazzato quanto complice – di tutti i rappresentanti del suo partito e dell’intero centrodestra».

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