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L’ex presidente catalano Puigdemont arrestato in Sardegna. Proteste contro il consolato italiano a Barcellona

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SASSARI – Oggi pomeriggio l’ex presidente catalano Carles Puigdemont comparirà davanti al Presidente della Corte d’ Appello di Sassari per la convalida dell’arresto e l’eventuale applicazione delle misure cautelari. E il nodo da sciogliere è il passaggio dell’ordinanza con cui il 30 luglio 2021 il vicepresidente del Tribunale generale della Corte di giustizia dell’Ue ha respinto la richiesta di sospensione della revoca dell’immunità parlamentare del leader indipendentista catalano. Provvedimento che – tra l’altro – richiede il requisito dell’urgenza.

Come riporta l’Ansa, l’avvocato di Puigdemont, Gonzalo Boye, ha annunciato che presenterà oggi stesso il ricorso al tribunale generale dell’Ue per chiedere di revocare la sospensione dell’immunità parlamentare dell’ex presidente catalano e oggi eurodeputato. Il legale ha inoltre sottolineato la “fiducia nell’indipendenza della giustizia italiana” ed ha spiegato che “i magistrati dovranno pronunciarsi su due questioni: la validità della detenzione e l’estradizione”. 

“Puigdemont sta bene, è fiducioso che la questione si possa risolvere quanto prima e si augura di tornare presto in libertà”. Così l’avvocato Agostinangelo Marras, che assiste Puigdemont dinanzi alla Corte d’appello di Sassari. Il legale è già rientrato in Aula, dove tra le 14 e le 15 dovrebbe tenersi l’udienza di convalida dell’arresto.

Puigdemont è stato arrestato ieri sera al suo arrivo all’aeroporto di Alghero sulla base di un mandato di arresto europeo delle autorità spagnole per reati contro l’ordine e la sicurezza pubblica nazionale. E’ nel carcere di Sassari. Si deve decidere se rilasciarlo o ordinare l’estradizione in Spagna, scrive l’entourage dell’ex presidente catalano in una nota.  

Come riporta l’Ansa, l’arresto è avvenuto nell’ambito di un “procedimento giudiziario in corso” e quindi, “come tutti i cittadini”, anche l’attuale eurodeputato catalano “deve sottoporsi all’azione della giustizia”: lo afferma il governo spagnolo in una nota diffusa ai media iberici, in cui si manifesta anche il “rispetto” di Madrid per le decisioni delle autorità italiane.

Manifestanti stanno protestando vicino al consolato italiano di Barcellona per l’arresto. Si tratta di una protesta convocata da movimenti a favore dell’indipendenza della Catalogna. Media iberici parlano della presenza di alcune centinaia di persone. Il consolato italiano ha avvisato che rimarrà chiuso al pubblico “per ragioni di sicurezza” in quanto “sono previste per tutta la giornata manifestazioni” nei pressi delle sedi di Carrer Aribau 185 e Carrer Mallorca 270. Secondo i media iberici, sono presenti diversi esponenti politici secessionisti, tra cui il vicepresidente catalano Jordi Puigneró. 

Ad Alghero, unica città italiana di cultura e lingua catalana, il leader indipendentista doveva partecipare ad un incontro con il movimento autonomista sardo ed incontrare il presidente della Regione, Christian Solinas, e il presidente del consiglio regionale, Michele Pais. E anche per partecipare a una manifestazione internazionale dedicata al folk catalano, per la quale migliaia di arrivi sono previsti oggi ad Alghero.

“L’arresto di Carles Puigdemont è un fatto gravissimo e che sia avvenuto ad Alghero è ancora più doloroso”. L’ha detto all’Ansa il sindaco di Alghero, Mario Conoci. “La manifestazione andrà avanti con uno spirito ancora più rivendicativo. Alla luce di questo atto assolutamente politico”, denuncia Conoci, secondo il quale “come avevamo detto a suo tempo, quando scattano gli arresti nel 2017, il processo di autodeterminazione di un popolo non può essere represso con la forza e gestito per via giudiziaria”.

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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