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Londra: no green pass e no obbligo vaccinale

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Mentre l’Europa si attrezza in modo diverso alla fase della pandemia, nonostante l’impennata dei contagi, Londra dice basta.

La Gran Bretagna, revoca il Green pass che sarà necessario solo per gli ingressi in discoteca e agli eventi di massa. Oltre alla revoca della certificazione verde, Boris Johnson opta per il no al vaccino obbligatorio. Quando saranno riviste le misure previste dal piano B attualmente in vigore, Londra dirà no del green pass e allo smart working.

E questo proprio alla luce dei “segnali incoraggianti” di cui ha parlato mercoledì il ministro della Sanità Sajid Javid ha affermato:”Non solo diminuiscono i contagi su base settimanale mascendono anche i ricoveri in ospedale. Scozia e Galles, del resto, hanno già alleggerito alcune restrizioni”.

Il presidente Macron ha annunciato, tramite il suo portavoce, una nuova ordinanza per le condizioni della mascherina all’aperto, dopo che la giustizia di Parigi ha bocciato l’obbligo nella capitale. Resta alto l’allarme Omicron anche in Germania, che ha superato il record di 92.000 contagi giornalieri.

“Non si può dare il cessato allarme”, ha detto il ministro della Salute tedesco Karl Lauterbach, sottolineando che la variante Omicron non è “innocua” ribadendo di essere favorevole a un obbligo vaccinale a partire dai 18 anni. Berlino ha tra l’altro nuovamente inserito l’Austria tra i Paesi ad alto rischio Covid, imponendo una quarantena di 10 giorni ai non vaccinati.

E mentre Londra opta per il no al green pass, la variante Omicron, ha riempito gli ospedali anche in Usa, dove nell’ultima settimana si sono registrati oltre 800 mila casi e 1.871 morti al giorno. L’85% delle terapie intensive sono piene in 18 Stati americani.

E a tre settimane dalle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, la Cina cerca di blindarsi dalla nuova variante. Sospese dal 24 gennaio 26 rotte aeree internazionali, 4 dagli Stati Uniti, Melbourne, Francoforte, Parigi, Vancouver, Toronto, Il Cairo e anche Milano.

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Salvini e la gaffe con il candidato non vedente: “Sarà un occhio per gli italiani”

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Matteo Salvini

ROMA – “Mario al Senato sarà un occhio per milioni italiani”, così Matteo Salvini ieri sera a Porta a Porta. Peccato che Mario Barbuto sia non vedente e che il leader leghista continui a parlare non rendendosi conto dell’evidente gaffe.

Il “Mario” in questione è infatti il presidente dell’Unione italiana ciechi ed è candidato per il centrodestra a Palermo. “Parlando con Mario, si capisce un mondo che teoricamente è al buio, però portarlo con me in Senato sarà una speranza, un occhio, per milioni di italiani troppo spesso dimenticati”, le parole esatte di Salvini nel salotto di Vespa.

“Dopo di me, ci sarà qualcuno che dirà che bisogna includere chi sbarca domani mattina a Lampedusa. Chi sceglie la Lega di includere chi è nato qua, penso ai bimbi che ancora non hanno l’insegnante di sostegno, una vergogna. Quindi sono contento che Mario a nome di tante associazioni di volontariato, del terzo settore e delle disabilità abbia scelto la Lega per portare avanti una battaglia di civiltà”, ha aggiunto Salvini.

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Folla oceanica grazie a Photoshop: ma a Meloni si allungano anche i piedi

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PALERMO – È diventata virale sui social l’immagine di piazza Ruggero Settimo a Palermo pubblicata da Giorgia Meloni durante il suo comizio di martedì. Probabilmente, per rendere l’effetto della folla oceanica, sarebbe stato usato Photoshop.

Ma ad allungarsi, assieme alla piazza, sono stati anche piedi di Giorgia Meloni. A rilanciare l’immagine è l’eurodeputato Ignazio Corrao, che commenta: “Quando nel tentativo di allungare la piazza con il photoshop ti allungano i piedi come un clown”.

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Il Patriarca Kirill esorta i fedeli ad arruolarsi: “Se muori sarai con Dio”

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MOSCA – “Vai coraggiosamente a compiere il tuo dovere militare. E ricorda che se muori per il tuo Paese, sarai con Dio nel suo regno, gloria e vita eterna”: il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill esorta così gli uomini della Federazione alla mobilitazione lanciata dal presidente Vladimir Putin, invitando i fedeli a “non avere paura della morte”.

Lo riporta in un tweet il media indipendente bielorusso Nexta. Come riporta l’Ansa, il Cremlino intanto ha ammesso per bocca del suo portavoce, Dmitry Peskov, che tra la popolazione russa c’è stata “una reazione isterica” alla dichiarazione della mobilitazione parziale del presidente Vladimir Putin, che ha dato origine a una ridda di voci su quanti e quali cittadini potranno essere richiamati alle armi. Secondo Peskov, “si poteva in qualche modo capire la reazione isterica ed estremamente emotiva delle prime ore dopo l’annuncio, o anche nella prima giornata, perché vi era una certa mancanza di informazione, ma già dalla giornata di ieri sono state attivate tutte le linee di informazione” necessarie. Lo riferisce la Tass.

L’organizzazione non governativa Guide to the Free World che aiuta i russi che si oppongono alla guerra a lasciare il Paese, stima che sarebbero circa 70mila gli uomini fuggiti dalla Russia o che stanno escogitando un piano di fuga.

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