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M5S, Di Maio pronto all’addio: il nuovo gruppo si chiamerà “Insieme per il futuro”

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Luigi Di Maio

ROMA – A Montecitorio si stanno raccogliendo le firme dei deputati che si riconoscono come vicini a Luigi Di Maio per la costituzione di un gruppo parlamentare autonomo alla Camera. L’iniziativa, come riporta l’Ansa, sarebbe annunciata tra oggi e domani.

Per costituire un gruppo a Montecitorio servono 20 deputati in base al regolamento. Già 35 parlamentari vicini al ministro Di Maio, tra Camera e Senato, hanno firmato per la costituzione di nuovi gruppi: l’obiettivo, apprende l’Ansa, è raggiungere la soglia di 50 parlamentari. “Difficile, ma l’entusiasmo cresce”, riferiscono alcuni parlamentari coinvolti nell’operazione.

Si chiamerà “Insieme per il futuro” il nuovo gruppo parlamentare guidato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Lo riporta il foglio.it

In mattinata Beppe Grillo in un post sul suo blog aveva scritto: “La luce del sole è il miglior disinfettante. Luce sia, dunque, sulle nostre ferite, sulla palude e sull’oscurità. Qualcuno non crede più nelle regole del gioco? Che lo dica con coraggio e senza espedienti. Deponga le armi di distrazione di massa e parli con onestà”. “Siamo tutti qui per andarcene, comunque, ma possiamo scegliere di lasciare una foresta rigenerata o pietrificata”, scrive in un post intitolato ‘Dictyostelium’. “Quando il Movimento fece i primi passi Steve Jobs chiese agli studenti di Stanford di accettare la morte come agente di cambiamento della vita e disse loro “ora il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, diventerete gradualmente il vecchio e verrete spazzati via. Scusate se sono così drastico, ma è vero”. La sua Apple è oggi diventata la più grande impresa del mondo e la Silicon Valley resta la culla dell’innovazione tecnologica. Ma nella vicina Arizona c’è anche una foresta pietrificata da milioni di anni”, scrive ancora

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Fratelli d’Italia, eletto alla Camera il candidato che inneggiò ad Hitler

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AGRIGENTO – E’ un caso l’elezione Calogero Pisano. Fino a pochi giorni fa coordinatore di Fratelli d’Italia nelle provincia di Agrigento, Pisano è finito nella bufera per alcuni post su Facebook del 2004 che inneggiavano a Hitler e Putin.

Fratello Il partito ha incassato le proteste del Pd e della comunità ebraica e il 19 settembre scorso l’ha sospeso: ma Pisano era già candidato al Parlamento e ora Fratelli d’Italia se lo è ritrovato deputato. L’ex dirigente si era infatti dimesso dall’incarico ma non aveva rinunciato alla corsa per il Parlamento: è stato eletto alla Camera nel collegio uninominale agrigentino, con il 37,82%, battendo Filippo Perconti del M5s (29,28%).

Prima di dimettersi dal partito, Pisano aveva chiesto scusa “per quei post indegni che a distanza di anni, giudico indegni” aggiungendo di “non voler trascinare Fratelli d’Italia in situazioni imbarazzanti”.

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Le urla di Renato Zero davanti all’hotel di Giorgia Meloni: “E’ un regime, str***i!”

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ROMA – Dopo il concerto al Circo Massimo Renato Zero si è recato all’Hotel Parco dei Principi vicino a Villa Borghese a Roma.

Nello stesso luogo, però, si stava tenendo il comitato elettorale di Fratelli d’Italia per le elezioni politiche del 25 settembre. Il numeroso presidio di giornalisti sul posto si è avvicinato per riprendere Zero e il cantautore ha inveito contro di loro coprendosi il volto e dicendo: “Neanche più in albergo si va? È un regime questo. Str*nzi! Votate la m*rda che siete”.

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Cuba, referendum dice “Sì” a matrimoni e adozioni gay

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L’AVANA – Con quasi il 67% dei voti favorevoli, Cuba ha detto “Sì” alla riforma del Codice della Famiglia sottoposta ieri a referendum, che introduce nel Paese matrimoni e adozioni gay e la maternità surrogata, tra le novità. Come riporta l’Ansa, lo ha annunciato oggi la presidente del Consiglio elettorale nazionale (Cen), Alina Balseiro, secondo quanto riportato dall’agenzia statale Prensa Latina. Balseiro ha affermato che, sebbene il conteggio debba ancora concludersi in alcuni collegi di tre province, il Cen convalida questi risultati come “validi e irreversibili”. 

Riportando i dati preliminari sul referendum, il Cen ha riferito che hanno partecipato al voto 6.251.786 cubani, pari al 74.01% degli 8,4 milioni di elettori registrati. Il numero totale di schede valide è di 5.892.705, che rappresenta il 94,25%. A favore del “Sì” sono state contate 3.936.790 schede, pari al 66,87%. A favore del “No” sono andate 1.950.090 schede, pari al 33,13%.

Come riporta l’Ansa, con la vittoria del ‘Sì’ al referendum, risulta approvato il nuovo Codice della Famiglia cubano, che andrà a sostituire il precedente del 1975. Il nuovo testo introduce il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le adozioni per coppie omosessuali. Disciplina la maternità surrogata e porta novità nel contrasto alla violenza di genere, insieme al divieto del matrimonio infantile. Tra le novità, prevede inoltre il trasferimento della “responsabilità genitoriale” dei minori agli anziani, cosa fondamentale per l’isola, terra di emigrazione.

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