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Cassazione, il marito infedele deve restituire i beni ricevuti dalla consorte

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ROMA – Tradire la moglie non sempre ha conseguenze negative sul patrimonio del marito infedele, ma se il fedifrago commette adulterio con una parente stretta della consorte e per di più nel contesto di un’azienda familiare dove tutto viene a galla subito, allora la relazione extraconiugale assume i contorni di una vera e propria “ingiuria grave” che porta alla revoca “per ingratitudine” di tutte le donazioni di denaro e immobili che la moglie ha fatto al marito non rispettoso del vincolo coniugale.

Come riporta l’Ansa, lo sottolinea la Cassazione che ha respinto il ricorso di un uomo, che aveva intrecciato una liaison con la cognata, sposata con il fratello di sua moglie, e la relazione, per di più, “si era sviluppata all’interno dell’azienda della famiglia” della moglie.

Gli “ermellini” hanno confermato la revoca come stabilito dalla Corte di Appello di Firenze nel 2019. Ad avviso dei magistrati del capoluogo toscano “la gravità” della faccenda stava nel fatto “che la relazione extraconiugale era stata intrattenuta con la moglie del fratello della donante (in un contesto che andava a minare, oltre alla stabilità del rapporto coniugale, anche quella familiare), essendo evidente come le conseguenze della scoperta del tradimento abbiano avuto ripercussioni estese a tutto il tessuto familiare della moglie, non limitandosi al mero ambito matrimoniale”.

Come riporta l’Ansa, ad avviso della Cassazione, “correttamente” i giudici di toscani hanno riconosciuto la “gravità” dell’offesa “all’onore patita” dalla moglie tradita e in modo ineccepibile hanno evidenziato nel marito infedele “un atteggiamento di noncuranza e di assenza di rispetto nei confronti della dignità della moglie”. In seguito la coppia si è separata, e al marito che aveva iniziato a lavorare nell’azienda della moglie da “nullatenente” non è rimasto nulla.

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Fratelli d’Italia, eletto alla Camera il candidato che inneggiò ad Hitler

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AGRIGENTO – E’ un caso l’elezione Calogero Pisano. Fino a pochi giorni fa coordinatore di Fratelli d’Italia nelle provincia di Agrigento, Pisano è finito nella bufera per alcuni post su Facebook del 2004 che inneggiavano a Hitler e Putin.

Fratello Il partito ha incassato le proteste del Pd e della comunità ebraica e il 19 settembre scorso l’ha sospeso: ma Pisano era già candidato al Parlamento e ora Fratelli d’Italia se lo è ritrovato deputato. L’ex dirigente si era infatti dimesso dall’incarico ma non aveva rinunciato alla corsa per il Parlamento: è stato eletto alla Camera nel collegio uninominale agrigentino, con il 37,82%, battendo Filippo Perconti del M5s (29,28%).

Prima di dimettersi dal partito, Pisano aveva chiesto scusa “per quei post indegni che a distanza di anni, giudico indegni” aggiungendo di “non voler trascinare Fratelli d’Italia in situazioni imbarazzanti”.

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Le urla di Renato Zero davanti all’hotel di Giorgia Meloni: “E’ un regime, str***i!”

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ROMA – Dopo il concerto al Circo Massimo Renato Zero si è recato all’Hotel Parco dei Principi vicino a Villa Borghese a Roma.

Nello stesso luogo, però, si stava tenendo il comitato elettorale di Fratelli d’Italia per le elezioni politiche del 25 settembre. Il numeroso presidio di giornalisti sul posto si è avvicinato per riprendere Zero e il cantautore ha inveito contro di loro coprendosi il volto e dicendo: “Neanche più in albergo si va? È un regime questo. Str*nzi! Votate la m*rda che siete”.

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Cuba, referendum dice “Sì” a matrimoni e adozioni gay

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L’AVANA – Con quasi il 67% dei voti favorevoli, Cuba ha detto “Sì” alla riforma del Codice della Famiglia sottoposta ieri a referendum, che introduce nel Paese matrimoni e adozioni gay e la maternità surrogata, tra le novità. Come riporta l’Ansa, lo ha annunciato oggi la presidente del Consiglio elettorale nazionale (Cen), Alina Balseiro, secondo quanto riportato dall’agenzia statale Prensa Latina. Balseiro ha affermato che, sebbene il conteggio debba ancora concludersi in alcuni collegi di tre province, il Cen convalida questi risultati come “validi e irreversibili”. 

Riportando i dati preliminari sul referendum, il Cen ha riferito che hanno partecipato al voto 6.251.786 cubani, pari al 74.01% degli 8,4 milioni di elettori registrati. Il numero totale di schede valide è di 5.892.705, che rappresenta il 94,25%. A favore del “Sì” sono state contate 3.936.790 schede, pari al 66,87%. A favore del “No” sono andate 1.950.090 schede, pari al 33,13%.

Come riporta l’Ansa, con la vittoria del ‘Sì’ al referendum, risulta approvato il nuovo Codice della Famiglia cubano, che andrà a sostituire il precedente del 1975. Il nuovo testo introduce il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le adozioni per coppie omosessuali. Disciplina la maternità surrogata e porta novità nel contrasto alla violenza di genere, insieme al divieto del matrimonio infantile. Tra le novità, prevede inoltre il trasferimento della “responsabilità genitoriale” dei minori agli anziani, cosa fondamentale per l’isola, terra di emigrazione.

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