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«Mi hanno messo a fianco a dei gay» la recensione omofoba diventa virale, la risposta del locale è da applausi

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«La invitiamo a non tornare in quanto in questo locale accettiamo tutti tranne gli omofobi» è il passaggio più pacato della risposta che Faedo, una bruschetteria di Monte Malo, nel vicentino, ha riservato alla recensione omofoba di un cliente che si lamentava del fatto che il locale accettasse coppie gay.

La speranza è che si tratti di un gesto deliberatamente scellerato, una ricerca di visibilità, uno scherzo, o una trollata. Purtroppo però pare tristemente vera la recensione omofoba che un cliente ha lasciato ad un locale nel vicentino, Faedo, a Monte Malo. Una sola stellina il voto lasciato. Il motivo? Non riguarda certo la bruschetta, che è stata apprezzata, o il servizio, o la location. Il motivo per cui il cliente ha lasciato il locale contrariato, tanto da sentirsi in obbligo di condividere le sue preoccupazioni, riguarda il fatto che al tavolo a fianco, era seduta una coppia gay.

«Mi hanno messo a mangiare di fianco a dei gay e sinceramente non mi sono sentito a mio agio durante la consumazione, peccato perché la bruschetta molto buono» si legge nelle deliranti farneticazioni del “recensore”. Talmente tanta era la foga di condividere le sue preoccupazioni, che non ha nemmeno ricontrollato punteggiatura e refusi. Molto più esaustiva la risposta del locale: «caro cliente, apprezziamo il suo impegno per valutare il nostro servizio attraverso la sua recensione, nonostante questa la invitiamo a non tornare a consumare la nostra bruschetta in quanto nel nostro locale accettiamo tutti, tranne gli omofobi. Ci scusiamo davvero per il disagio, ma non avevamo capito venisse dal medioevo. A saperlo, l’avremmo messa a mangiare nella porcilaia, dove probabilmente si sarebbe trovato più a suo agio». Per citare altissime vette della cinematografia nazionalpopolare: 92 minuti di applausi.

La recensione omofoba è diventata subito virale ed ha fatto il giro del web e dei social, scatenando una serie di reazioni indignate nei confronti del cliente, ma anche tante reazioni positive alla risposta del locale. La lotta per l’abbattimento delle diseguaglianze passa anche dalle bruschetterie.

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Il cardinale Becciu indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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ROMA – In un filone d’indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere.

Come riporta l’Ansa, lo ha confermato oggi ai giornalisti il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell’esito della rogatoria per l’ipotesi di reato associativo, nell’ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

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Salvini: “L’Alta velocità a Bari bloccata per presenza carrubi e mandorli”

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Matteo Salvini

ROMA – “E’ notizia di oggi che l’alta velocità a Bari che costa 406 milioni di denaro pubblico, per il momento per decisione del Tar è bloccata per carrubi e mandorli, perché lungo il percorso ci sono carrubi e mandorli, come peraltro un ponte interrotto in Sardegna da mesi, che va abbattuto e ricostruito, è bloccato per la probabile presenza di rane e di trote”.

Così il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione dell’assemblea di Coldiretti. “Io adoro i carrubi, i mandorli, le rane e le trote. Ma bisogna trovare il modo di far convivere la tutela dell’ambiente con la presenza umana, lo sviluppo, l’innovazione e il progresso”.

In merito al Ponte sullo Stretto, Salvini ha poi aggiunto: “Conto di avere finanziamenti da Bruxelles, li chiederò il 5 dicembre”.

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Scuola, Valditara: “Lavori socialmente utili per ragazzi violenti, da umiliazione nasce riscatto”. Poi le scuse

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ROMA – La scuola, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, deve avere un valore pedagogico. Ecco perché, come riporta TgCom24, durante l’incontro Italia-Direzione Nord, che si è tenuto a Milano il 21 novembre, ha lanciato la sua proposta sui lavori socialmente utili per i ragazzi violenti, usando parole che, però, hanno scatenato le polemiche.

“Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche, si prende la responsabilità dei propri atti – ha affermato -. Evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità, di fronte ai propri compagni. Da lì nasce il riscatto”. Dinanzi al termine “umiliazione” l’opposizione ha sferrato le più pesanti critiche, accusando il ministro leghista di avere un atteggiamento “repressivo e ideologico”. Il ministro si è poi scusato per quello che ha definito “un termine sicuramente inadeguato”, ma ha “confermato il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa”.

Un altro tema affrontato da Valditara è quello dei cellulari in classe. La scuola, secondo il ministro, deve “garantire a studenti e docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni”. Per questo motivo il titolare del dicastero dell’Istruzione vorrebbe far diventare una regola nazionale il divieto di usare gli smartphone in classe durante le lezioni. Una proposta che non ritiene utile l’opposizione ma che il vicepremier Matteo Salvini ha difeso: “E’ di buon senso”, ha commentato il segretario della Lega.

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