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Minacce al Tg2? La stella delle Brigate Rosse nell’ascensore è lì da anni

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ROMA – Ha scatenato una condanna unanime il ritrovamento di una stella a cinque punte, simbolo delle brigate rosse, all’interno di un’ascensore dell’edificio che ospita la redazione del Tg2 a Saxa Rubra, a Roma. Ma non tutto è come sembra…

A seguito della segnalazione, sul posto è intervenuta perfino la Digos di Roma, con la scientifica a supporto. In base a quanto si apprende della scritta si è accorta una giornalista che ha allertato i colleghi e i vertici aziendali.  

Quel che si pensa è che la scritta possa essere indirizzata al direttore della testata, Gennaro Sangiuliano che nei giorni scorsi era stato criticato per aver partecipato alla convention milanese di FdI. Tuttavia nulla trapela da parte di chi indaga. I pubblici ministeri di Roma attendono una prima informativa della Digos. Dopo l’arrivo dell’incartamento i magistrati di piazzale Clodio dovrebbero formalmente aprire un fascicolo di indagine. 

Solidarietà bipartisan è stata espressa alla testata e al suo direttore.  Il Cdr del Tg2 esprime in una nota “la massima indignazione per la provocazione avvenuta nello stabile che ospita la redazione giornalistica: l’incisione di un simbolo delle Brigate Rosse in uno degli ascensori della palazzina del Tg2. Il Cdr respinge ogni tentativo di minaccia nei confronti della redazione. Il ritorno a tempi bui pervasi dalla violenza non ci sarà : con il lavoro quotidiano le giornaliste e i giornalisti del Tg2 dicono no alla violenza. Infine l’auspicio che i responsabili dell’ignobile gesto siano al più presto individuati”, conclude il comitato di redazione. 

Però, la stella a cinque punte, simbolo delle Br, c’è da almeno un paio d’anni nell’ascensore del Tg2 a Saxa Rubra. Lo dimostrano i selfie che le giornaliste si scattano davanti allo specchio e che poi finiscono su Instagram. Maria Leitner, conduttrice del Tg2, è infatti solita postare su Instagram un autoscatto “dal suo ascensore preferito”. E, come dimostrano le foto pubblicate dalla giornalista sul suo profilo, la stella a cinque punte sta lì forse da anni. Proprio sotto l’adesivo della società che si occupa di manutenzione. C’è il 17 febbrario, ma anche il 5 marzo. Ma andando a ritroso si scopre che fosse già lì il 5 dicembre 2019. 

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Lavrov: “Piano di pace italiano non serio”. Draghi chiama Putin:”Fornitura ininterrotta di gas all’Italia”

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Vladimir Putin

ROMA – Il premier italiano Mario Draghi ha chiamato Vladimir Putin. Il leader russo ha confermato che Mosca ha intenzione di garantire una fornitura ininterrotta di gas all’Italia.

Nella telefonata il presidente russo ha detto che Mosca sta facendo “sforzi per garantire una navigazione sicura nel Mar d’Azov e nel Mar Nero”, affermando che è l’Ucraina ad “ostacolarla”. “Il colloquio si è incentrato sugli sviluppi della situazione in Ucraina e sugli sforzi per trovare una soluzione condivisa alla crisi alimentare in atto e alle sue gravi ripercussioni sui Paesi più poveri del mondo”, spiega Palazzo Chigi. Come riporta l’Ansa, Putin ha sottolineato che la Russia è pronta ad aiutare a superare la crisi alimentare in cambio della revoca delle sanzioni. 

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov ha bocciato il piano di pace dell’Italia. “I politici seri che vogliono ottenere risultati e non sono impegnati nell’autopromozione di fronte al loro elettorato, non possono proporre questo genere di cose”, ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov commentando in un’intervista a Russia Today in arabo le proposte di pace italiane per l’Ucraina. Come riporta l’Ansa, l’emittente ha postato sul suo sito una trascrizione in russo. Lavrov ha ribadito che l’Italia non ha inviato il piano a Mosca, ma “quanto appare sui media – ha aggiunto, riferendosi in particolare alle ipotesi di Donbass e Crimea sotto sovranità ucraina con uno status autonomo – provoca un sentimento di rammarico”.

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I cori shock di Salvini dopo la vittoria del Milan: “Interista vaffan..lo”

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MILANO – Prima un elegantissimo coro contro gli interisti (”Interista vaffan..lo”) poi la contestazione di alcuni tifosi che lo invitano ad andare a lavorare spiegandogli che avrebbe cose più importanti da fare. Il tutto con autista al seguito e auto d’ordinanza.

Sceso in strada a fare baldoria subito dopo la vittoria dello scudetto del Milan, Salvini è stato infatti ripreso mentre urlava a squarciagola: «Interista vaffan…». Ed è difficile parlare di goliardia, dato che ad atteggiarsi così è stato nientemeno che un ex vice presidente del Consiglio dei Ministri.

E se contestazioni e critiche ormai sono una certezza, lo è anche il calo di gradimento tra gli italiani con la Lega che è in caduta libera nei sondaggi, passata in pochi anni da oltre il 30% di consensi all’attuale 15. Gli ultimi mostrati da La7 dicono che il partito di Salvini è ben 7 punti indietro rispetto ai ”colleghi” di destra di Fratelli d’Italia che sono al 22,6%.

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“Discredito planetario”: a Berlusconi chiesti 10,5 mln dalla presidenza del Consiglio nel processo Ruby Ter

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cosa rimane del berlusconismo e di silvio berlusconi

MILANO – Non ci sono solo la richiesta di condanna a 6 anni per corruzione in atti giudiziari e i 10 milioni e 800mila euro di confisca chiesti dalla procura come “prezzo della corruzione”. Come riporta Repubblica, il terzo colpo per Silvio Berlusconi, imputato nel processo Ruby Ter, arriva dalla presidenza del Consiglio che nel processo si è costituita parte civile.

Ieri nell’aula bunker a Milano, dopo le richieste di condanna avanzate dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, l’avvocata della presidenza del Consiglio Gabriella Vanadia ha chiesto che “tutti gli imputati”, tra cui Berlusconi, e “ad esclusione di Pedrini” vengano condannati anche ad un “risarcimento a favore della presidenza del Consiglio” con una “provvisionale di risarcimento da 10 milioni di euro per la corruzione in atti giudiziari e di 500mila euro per le false testimonianze”. In aula, quindi, l’avvocata Vanadia ha parlato di “discredito planetario”.

Spiega l’avvocata Vanadia che quella cifra, 10 milioni di risarcimento, è stata calcolando sommando “una pluralità di elementi”: il primo è l’entità della corruzione di cui Berlusconi e gli altri imputati sono chiamati a rispondere, corruzione che si sarebbe sostanziata in soldi per comprare il silenzio dei partecipanti e dei soggetti coinvolti nelle “cene eleganti” di Arcore. Secondo aspetto è proprio quello della notorietà dei soggetti coinvolti: Berlusconi e la senatrice Mariarosaria Rossi. Infine il “clamore ineguagliabile della vicenda a livello mondiale”, e le battute a ogni latitudine sul “Bunga bunga”. Da qui il “discredito planetario” che l’ex premier avrebbe gettato sulle istituzioni italiane.

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