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Sparatoria ad Indianapolis nel deposito FedEx

Almeno 8 morti, diversi feriti, l’autore della revolverata si suicida

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La polizia è arrivata mentre la sparatoria era in corso, poco dopo le 23 di giovedì 15 aprile. Presso il centro logistico dell’azienda FedEx. Molte persone sono state portate immediatamente negli ospedali della città. L’uomo che ha sparato, non ancora identificato, si è poi ucciso.

Vicino all’aeroporto internazionale di Indianapolis, nel deposito FedEx, questo lo scenario del delitto. Il bilancio delle vittime non è ancora definito, ma stando a quanto riportato dalla portavoce della polizia, ci sarebbero almeno 8 morti ai quali va aggiunto anche l’autore del misfatto. Sette sono state trasportate in ospedale, mentre due sono invece state medicate sul posto.

Ma alcune persone hanno raggiunto gli ospedali vicini, a piedi, mendicanti di cure, dunque il numero dei feriti totali, è destinato a salire. Stando alla ricostruzione dell’accaduto pubblicata sul giornale locale Indianapolis Star, la polizia ha risposto ad una telefonata che segnalava l’evento precipitandosi sul luogo mentre la sparatoria era in corso. Non ci sono feriti tra le forze dell’ordine.

Lodevole l’iniziativa di un hotel lì nei pressi, che ha adibito un centro accoglienza per i familiari delle persone che non risultano raggiungibili. La FedEx, società di trasporto specializzata in spedizioni espresse con servizi overnight di posta e plichi fondata nel 1971 da un ex studente della Yale University, Frederich W. Smith, nel centro di smistamento FedEx di Indianapolis, il secondo “hub”più grande della società, conta 4.500 persone che vi lavorano.

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Covid-19, il Parlamento Ue chiede la revoca dei brevetti sui vaccini

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BRUXELLES – In una risoluzione adottata con 355 sì, 263 contrari e 71 astensioni, il Parlamento europeo chiede una deroga temporanea all’accordo ‘Trips’ dell’Organizzazione mondiale del Commercio, al fine di migliorare l’accesso globale a medicinali connessi alla Covid-19 a costi abbordabili e di affrontare i vincoli della produzione mondiale e le carenze nell’approvvigionamento. 

Secondo gli eurodeputati, gli accordi volontari di licenze (dove lo sviluppatore del vaccino decide a chi e a quali condizioni il brevetto può essere concesso in licenza per la produzione) e il trasferimento volontario di tecnologia e di competenze tecniche verso i paesi in cui esistono già industrie produttrici di vaccini rappresentano il modo più importante per scalare e accelerare la produzione globale nel lungo termine. Come riporta l’Ansa, per affrontare le difficoltà di produzione, i deputati chiedono all’Unione europea di “eliminare rapidamente le barriere all’esportazione e a sostituire il proprio meccanismo di autorizzazione all’esportazione con requisiti di trasparenza delle esportazioni”.

Da parte loro, Stati Uniti e Regno Unito dovrebbero “abolire immediatamente il loro divieto di esportazione di vaccini e delle materie prime necessarie per produrli. Inoltre, i deputati sottolineano che sono necessari 11 miliardi di dosi per vaccinare il 70% della popolazione mondiale e che è stata prodotta solo una piccola parte di tale quantità.

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Kamala Harris ai migranti sudamericani: “Non venite in USA”

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CITTÀ DEL GUATEMALA – Mercoledì Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti, ha visitato il Guatemala, nella sua prima visita ufficiale all’estero. Durante una conferenza stampa tenuta assieme al presidente guatemalteco Alejandro Giammattei, si è rivolta a tutte le persone che vorrebbero lasciare il Guatemala e altri paesi del Centro America per migrare illegalmente negli Stati Uniti:

«Voglio essere chiara con le persone di questa regione che stanno pensando di intraprendere quel pericoloso viaggio verso il confine tra Stati Uniti e Messico: non venite. Non venite. Gli Stati Uniti continueranno a far rispettare le nostre leggi e a proteggere i nostri confini»».

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Francia, il presidente Macron schiaffeggiato in pubblico

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PARIGI – Damien e Arthur, 29 anni, sono i due fermati nella Drome, nel sud-est della Francia, dopo che il capo dello stato, Emmanuel Macron, è stato aggredito con uno schiaffo durante un bagno di folla.

Il presidente è impegnato in questi giorni in una serie di visite in diverse regioni del Paese. Ripreso da alcuni presenti e postato sui social network, l’accaduto è stato confermato dall’Eliseo. 

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