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Torino, una città da scoprire

Un viaggio sotto la Mole

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Dopo Benevento, (https://osservatorequotidiano.it/attualita/2021/08/15/mostra-di-pittura-interculturale-a-benevento/) città votata al culto di Iside grazie all’imperatore Domiziano, è la volta di un soggiorno a Torino che ospita il secondo museo Egizio più importante del mondo dopo quello del Cairo.

Ci sono diverse storie che raccontalo l’origine della Torino Esoterica, che pare sia sempre stata circondata da un’aura magica.

Alcuni riportano il mito, risalente ai tempi degli antichi egizi, di Fetonte, figlio di Iside, la dea della magia, che la fondò intorno al 1529 A.C.

La città fu battezzata Torino perché Cecrope, re di Atene, iniziò a immolare tori a Giove dopo che questi si era unito a Io che solo dopo la sua morte venne chiamata Iside.

A sostenere questa tesi la coincidenza che la città sorge dove confluiscono quattro fiumi, e l’acqua, per tutte le religioni, specialmente per quella egizia, greca ed ebraica, è simbolo di purificazione.

Secondo un’altra leggenda il capoluogo piemontese è stato fondato dal Principe egizio Eridano.

Questa storia è citata nel libro ‘Historia della Augusta città di Torino’ edito nel 1679 di Emanuele Tesauro, storico alla corte di Madama Reale Maria Cristina.

A dare valore a queste legende c’è il ritrovamento, nel 1567, di un’iscrizione in marmo con una dedica alla dea Iside.

Torino è una città unica anche dal punto di vista dell’esoterismo, infatti, è l’unica città che rappresenta sia il male, nel vertice dell’ipotetico triangolo che la unisce a Londra e a San Francisco, sia il bene nell’ipotetico triangolo che la unisce a Lione e Praga.

La sua unicità è che è nel mondo esoterico rappresenta sia il bene che il male nei vertici dei due triangoli, il bene e il male esattamente come si uniscono i due fiumi Dora (metafora della Luna) e Po (metafora del sole).

Il MAO, Museo di Arte Orientale con sede a Palazzo Mazzonis, è tra i musei più belli della città.

L’allestimento museale, su progetto dell’Architetto Andrea Bruno, esperto italiano dell’Unesco per il restauro e la conservazione del patrimonio artistico e culturale, con la consulenza del Professor Franco Ricca Direttore del Museo, si è svolto tra il maggio e dicembre del 2008.

Il primo piano ospita le gallerie dell’Asia Meridionale, del Sud-est asiatico, della Cina e la prima parte della sezione dedicata al Giappone, mentre la seconda parte della galleria Giappone si trova al secondo piano.

Al terzo piano è ubicata la galleria Himalayana, mentre al quarto piano si conclude il percorso con la sala, rigorosamente verde, colore dell’Islam, dedicata all’arte islamica.

Sala il cui allestimento è stato curato da Sherif el Sebaie, esperto di arte arabo islamica e di rapporti euro-mediterranei che vi tiene regolarmente conferenze, molto seguite, sull’ arte e civiltà islamica.

A queste collezioni, che consistono in circa 2.300 opere, si aggiungono altri 1.400 reperti di scavo di periodo pre-islamico provenienti dai siti iracheni di Seleucia e Coche.

Il vero simbolo della città di Torino è la Mole Antonelliana, l’opera più conosciuta dell’architetto Alessandro Antonelli da cui prende il nome.

Antonelli, noto architetto dell’ottocento, ricevette l’incarico di progettare una nuova sinagoga, comprensiva di scuola materna, dalla Comunità Ebraica torinese.

Progettò quindi un edificio strutturato da un’ampia parte inferiore per assolvere a questa duplice funzione di luogo sacro e d’istruzione, per poi ultimare il progetto con una cupola a base quadrata in linea con lo stile architettonico di molte altre sinagoghe edificate in Europa.

La storia della Mole Antonelliana è particolare: la costruzione dell’edificio partì a seguito dell’autorizzazione del Regio Decreto del 17 marzo 1863 e si completò parzialmente nel giro di 6 anni con un’altezza pari a circa 70 metri.

L’ambizioso progetto di Antonelli non fu particolarmente apprezzato dalla Comunità Ebraica di Torino a causa dei numerosi costi aggiuntivi da sostenere per poter rinforzare e saldare un edificio di una portata importante. Motivo che portò alla decisione di vendere l’opera incompiuta al Comune di Torino e di costruire una nuova sinagoga nel quartiere di San Salvario.

 La Mole è uno dei simboli esoterici di magia bianca del capoluogo piemontese e secondo gli esperti di esoterismo è un’enorme antenna che irradia l’energia positiva presa dal sottosuolo di tipo maschile (quella femminile è invece collegata alla Gran Madre) in grado di fare da equilibratore.

Questo perché una leggenda che riguarda la Mole vuole che custodisca il Sacro Graal legenda che prende spunto dal fatto che la statua della Fede davanti alla Gran Madre (una delle chiese più belle di Torino) ha lo sguardo rivolto proprio verso la Mole Antonelliana che attualmente ospita il museo del Cinema.

Si tratta di uno dei più importanti musei al mondo su questo tema e unico nel suo genere in Italia.

Racchiude e illustra tutta la storia del cinema in un itinerario fantastico e interattivo: dal teatro d’ombre e le prime affascinanti lanterne magiche che hanno costituito la preistoria della “settima arte”, ai più spettacolari effetti speciali dei nostri giorni.

Tutto ciò grazie alla storica Maria Adriana Prolo che nel 1941 ebbe l’idea di raccogliere tutto ciò che riguardava il cinema.

Torino è una città imperdibile, per un soggiorno culturale, spirituale, enogastronomico e, le signore gradiranno, anche per lo shopping.

Chiara Cavalieri

Studiosa di Islam e Geopolitica

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Fauci: “L’Italia meglio degli Usa nella gestione del Covid, esempio per il mondo”

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WASHINGTON – “L’Italia sta andando bene, meglio degli Usa, ora è diventata un esempio per il mondo”.

Come riporta l’Ansa, il celebre immunologo Anthony Fauci è tornato a Villa Firenze, la residenza dell’ambasciatrice d’Italia a Washington, e promuove il nostro Paese per la gestione della pandemia, in particolare per la percentuale di persone completamente vaccinate sopra i 12 anni, quasi il 75%, contro il 54% degli Stati Uniti (63% con almeno una dose).

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Attualità

Orrore nelle Isole Faroe: massacrati oltre 1500 delfini nella tradizionale mattanza

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TORSHAVN – Orrore e rabbia alle isole Faroe dove domenica scorsa sono stati massacrati oltre 1.500 delfini nella tradizionale caccia che da secoli si svolge nel Paese (indipendentemente ma legato alla Danimarca). Le terribili immagini che mostrano i cadaveri dei mammiferi sulla battigia di Skalabotnur a Eysturoy, e il mare color rosso sangue hanno fatto il giro dei social media scatenando l’ira degli ambientalisti ma anche di alcune organizzazioni che partecipano all’evento.

Come riporta l’Ansa, la Grindadrap, così si chiama la pratica barbarica, consiste nel trascinare i mammiferi, soprattutto balene, a riva e poi massacrarli con dei coltelli. Ogni anno, riporta la Bbc, vengono sgozzate circa 600 balene e 35-40 delfini. Il massacro di domenica è senza precedenti. Nel 1940 ne furono uccisi 1200.

“E’ stato un grande errore”, ha ammesso il presidente dell’Associazione balenieri delle isole, Olavur Sjurdarberg. Secondo i media locali, la reazione della popolazione è stata “di smarrimento e shock a causa del numero straordinariamente grande” di delfini uccisi Tuttavia un sondaggio effettuato dalla tv pubblica Kringvarp Foroya ha rivelato che mentre il 50% delle persone è contraria alla caccia dei delfini, l’80% è favorevole a quella delle balene. 

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Attualità

Von der Leyen elogia Bebe Vio nel Discorso sullo Stato dell’Unione: lungo applauso del Parlamento Ue

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STRASBURGO – “Ad aprile le avevano detto che rischiava di morire, poi è riuscita a vincere una medaglia olimpica”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen citando Bebe Vio presente al Parlamento Ue, durante il Discorso sullo Stato dell’Unione, che le ha dedicato un lungo e caloroso applauso. Von der Leyen ha elogiato la campionessa come “una leader, immagine della sua generazione, da cui trarre ispirazione” per la sua determinazione.

“Ho invitato qui un’ospite d’onore. Lei ha catturato la nostra simpatia, diamo il benvenuto a Bebe Vio”, ha detto Von der Leyen suscitando l’applauso dell’aula di Strasburgo. “Bebe ha superato così tanto nonostante la sua giovane età. La sua storia è veramente un contrasto delle avversità, lei ce l’ha fatta attraverso il talento, la tenacia, il suo è un atteggiamento positivo, è una paladina dei valori in cui crede, ha raggiunto i suoi risultati applicando il suo credo: se sembra impossibile allora può essere fatto”, ha aggiunto. “Allora si può fare”, ha poi detto in italiano von der Leyen. “Prendiamo Bebe come esempio di ispirazione, questa è l’anima dell’Europa e del suo futuro”, ha concluso.

Il lungo applauso del parlamento europeo “è stato bellissimo”: così Bebe Vio pur ammettendo di essersi “imbarazzata”: “Volevo sotterrarmi”. “Infatti mi sono avvicinata a Paolo Gentiloni e gli ho detto ‘Aiutami’, ma è stato bellissimo”, ha aggiunto conversando con i giornalisti a Bruxelles. “Anche avere Paolo come compagno di banco è stato divertente”. La campionessa paralimpica si è poi detta “fiera di poter rappresentare” i valori che le ha attribuito la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: “Avere il supporto di una persona così speciale è veramente qualcosa di bello”.

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